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Al Direttore | 23 marzo 2020, 09:04

Sospensione del servizio di Pronto Soccorso al "Santo Spirito" di Bra: "Il sindaco faccia chiarezza"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dalla minoranza dell'amministrazione comunale

Il comune di Bra

Il comune di Bra

Gentilissimo sindaco, 

Le scriviamo queste parole rivolgendoci con il massimo rispetto istituzionale lasciando da parte ogni divisione partitica. Responsabilità e unità sono i sentimenti che devono contraddistinguere ogni nostra azione in questo drammatico periodo.

La questione che ci spinge a scriverLe queste parole riguarda la sospensione del servizio di Pronto Soccorso dell’ospedale Santo Spirito in questo tremendo momento per la sanità piemontese e non solo. Più volte ci siamo detti durante gli incontri ufficiali, ribadendolo anche nella lettera firmata dalla Giunta e da tutto il Consiglio Comunale indirizzata ai nostri concittadini, che oggi ci troviamo a fronteggiare il momento forse peggiore dopo la seconda guerra mondiale.

Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte per combattere questo maledetto virus che sta mettendo in ginocchio ogni tassello della nostra società. Ma vogliamo dirLe cosa pensiamo in modo spassionato e senza mezzi termini riguardo la questione del nostro ospedale Santo Spirito ed il suo futuro.

Premettiamo senza indugio che, anche noi da braidesi, avremmo preferito che la notizia della chiusura temporanea del Pronto Soccorso non scendesse come un macigno sulla nostra testa, bensì avremmo voluto che vi fosse da parte degli enti sovracomunali un confronto preventivo con il nostro territorio e con i lavoratori del nostro nosocomio.

Ma parliamoci chiaramente: questo è un momento di emergenza senza precedenti. Cosa avremmo fatto noi al posto di chi oggi si trova a dover prender decisioni estremamente importanti e repentine nell’esclusivo scopo di garantire la salute di tutti noi? Lei, la Giunta, l’intero Consiglio Comunale era a conoscenza che nel periodo estivo, se non vi fosse stata questa tragica pandemia a travolgere il nostro Paese, gli ospedali di Bra e di Alba sarebbero comunque stati chiusi (compresi i Pronto Soccorso), dando spazio al nuovo ospedale di Verduno. I comunicati nei quali Lei afferma la contrarietà sul metodo e nel merito della chiusura del Pronto Soccorso ci fanno seriamente riflettere. Ci permetta di invitarLa a non perdere di vista l’obiettivo.

Le ricordiamo che 20 anni fa si era deciso quello che sta avvenendo oggi: la chiusura dei due nosocomi di Bra e di Alba al fine di realizzarne uno unico a Verduno. Quello che tanto tempo fa si era scelto sta semplicemente diventando realtà in un momento che non avremmo mai immaginato.

Come potrà riconoscere, l’azione della minoranza anche durante le scorse consiliature (oltre ad aver espresso seri dubbi sulla posizione in cui è stata costruita la struttura ospedaliera di Verduno) non è mai stata diretta né all’ostruzionismo, né alla critica gratuita.

Abbiamo sempre cercato, soprattutto in tema sanitario, di porre l’attenzione sul nostro Santo Spirito affinché non venisse indebolito in termini di personale, reparti e strumenti fino all’apertura dell’ospedale unico (cosa che in questi anni purtroppo è avvenuta pur facendo tante battaglie che abbiamo anche condiviso: si pensi alla chiusura del punto nascite e quant’altro).

Le chiediamo cortesemente di non creare confusione o involontariamente dare false speranze alla cittadinanza.  Leggendo i vari commenti ai Suoi comunicati sui social, ci siamo resi conto che tanti nostri concittadini credono che vi possa essere la possibilità che, anche successivamente all’apertura dell’ospedale di Verduno, il Pronto Soccorso nella nostra città possa rimanere in vita.

Lei sa benissimo che questo non potrà accadere, e da quanto abbiamo potuto notare a nostro parere Lei non sta facendo abbastanza chiarezza su questo punto.

Concludiamo dichiarandoLe con assoluta determinazione e convinzione che, oltre a questa situazione di grande emergenza, dobbiamo assolutamente guardare avanti, cercando di dare il nostro contributo al fine di terminare ormai il lavoro iniziato tanti anni addietro. Ribadiamo che dinnanzi a noi abbiamo l’ospedale “Michele e Pietro Ferrero” e quest’ultimo dovrà diventare un ospedale d’eccellenza per il territorio piemontese.

Dovrà essere così! Non possiamo avere alcun dubbio! Quante risorse pubbliche, quanti sforzi, anche di privati e dalla Fondazione Ospedale di Verduno si son messi a disposizione per arrivare a quella struttura e noi come rappresentanti del territorio non possiamo e non dobbiamo sbagliare.

Siamo consapevoli che nell’interesse della nostra comunità tante ancora saranno le questioni da affrontare (e sulla quale mantenere una linea ferma e decisa soprattutto con gli enti sovracomunali) e, una fra tutte sarà la realizzazione di una viabilità sicura e veloce, che colleghi la nuova struttura alla città di Bra e ai comuni limitrofi. Inoltre non dovremo perdere di vista l’assoluta necessità che a Bra venga attuato concretamente un progetto che garantisca i servizi della medicina di prossimità attraverso la “Casa della Salute”, un presidio in cui si possa garantire una parte di quegli interventi sanitari che prima erano coperti dal Pronto Soccorso e non solo. Queste sono solo alcune delle questioni su cui dobbiamo lavorare, ognuno nel proprio ruolo e Le possiamo garantire sin d’ora che noi ci saremo.

Nella speranza che questo periodo drammatico possa concludersi al più presto, con l’auspicio che venga evitata ogni forma di strumentalizzazione e di scontro nel dibattito cittadino in merito al tema sanità, La ringraziamo per il Suo impegno e Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Davide Tripodi, Marco Ellena, Giuliana Mossino, Luca Cravero, Sergio Panero - Consiglieri comunali di Bra

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