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Curiosità | 23 febbraio 2020, 08:24

Bra, l’amore di Marcella e Miriam raccontato in prima serata a “C’è posta per te”

Sabato 22 febbraio Maria De Filippi ha ospitato le due ragazze innamorate. Dall’altra parte della busta, la mamma di una delle due che non riesce ad accettare la storia

Bra, l’amore di Marcella e Miriam raccontato in prima serata a “C’è posta per te”

Ancora successo e ascolti da capogiro per “C’è Posta per Te”, il programma dei sentimenti in onda il sabato con Maria De Filippi.

Ospiti speciali della puntata di sabato 22 febbraio sono stati Francesco Totti e Massimo Ranieri, ma a tenere incollati alla tv i telespettatori è stata una storia d’amore particolare che arriva da Bra. È la storia di un amore saffico.

Sul piccolo schermo si vede una ragazza commossa fino alle lacrime, al fianco della sua compagna, mentre chiede alla madre dall’altra parte della busta di accettare il loro amore. Tutto era cominciato quel famoso 5 dicembre (lo ricordate tutti il postino avvistato da Arelis Gavilan in piazza XX Settembre, vero?), quando la protagonista della storia, Marcella, ha chiamato la redazione del programma per recapitare un messaggio alla mamma Rosa, che non approva il suo orientamento sessuale e la sua relazione con Miriam alla quale è legata da tre anni. In questo tempo, Marcella ha tentato in tutti i modi di ritrovare quel rapporto simbiotico che si era venuto a creare con la madre dopo la separazione dal padre. Ma finora, la donna è stata sempre irremovibile sulla sua scelta.

Solo dopo tanti tentennamenti, perché ritenuto incomprensibile e inaccettabile il comportamento della figlia, Rosa ha deciso di credere all’amore della ragazza e ha fatto aprire la busta. Il finale ha visto la conduttrice che è riuscita a strappare, ai suoi ospiti, un saluto ed un abbraccio in studio e davanti ai tanti braidesi sintonizzati su Canale 5 e sui social.

“Per me è già un successo”, ha detto un’emozionata Miriam nel vedere Marcella finalmente felice accanto a sua madre. Tutto bene quel che finisce bene, prima o poi.

Silvia Gullino

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