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Economia | 14 febbraio 2020, 06:50

Il derby della Mole - Tra mitologia e fede calcistica

Correva l'anno 1907 quando le due squadre si incontravano per la prima volta all'ombra della Mole Antonelliana

Il derby della Mole - Tra mitologia e fede calcistica

Aprile è ancora lontano, ma a Torino la data 04.04.2020 è già segnata con il cerchietto rosso sul calendario di tutti i tifosi e gli appassionati di calcio in Piemonte, siano essi di fede granata o bianconera. Quel sabato sera, alle ore 20.45, andrà nuovamente in scena “la partita” per antonomasia: il derby tra Juventus e Torino, la più antica sfida tra squadre della stessa città mai giocata in Italia.

Correva l'anno 1907 quando le due squadre si incontravano per la prima volta all'ombra della Mole Antonelliana. La partita del 13 gennaio di 113 anni fa, sul terreno di gioco del Velodromo Umberto I, rappresentava anche la prima partita giocata in modo ufficiale dal Torino che bagnò il debutto con una vittoria per 2 a 1, grazie alle reti di Federico Ferrari-Orsi e Hans Kampfer, per i granata, mentre per i bianconeri la rete fu messa a segno da Ernesto Borel su calcio di rigore.

Aldilà dei pronostici - Dal primo all'ultimo derby, come in quello di andata di questa stagione, si è spesso dimostrato come in occasione di ogni stracittadina i meri valori tecnici e la forza, sia economica che sportiva, dei club coinvolti contino solo fino a un certo punto. Anche se per tutti i più importanti operatori sportivi la grande favorita è sempre la Juventus, non mancano infatti i casi in cui i granata siano riusciti a dare del filo da torcere ai cugini bianconeri rallentando spesso la loro corsa allo scudetto.

Lo scorso 2 novembre, con i granata a giocare in casa e spinti dal proprio pubblico, ne è uscita una partita molto equilibrata con la più blasonata Juventus che ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione sugli undici schierati in campo da mister Mazzarri. I granata sono caduti solo al 70esimo, subendo il gol del giovane e talentuoso difensore olandese De Ligt, capace d’infilare la porta difesa da Sirigu, con una grande girata in piena area di rigore.

Epos ed eroi - Che si tratti del 1907 o del 2020, il fascino e l'anima del derby di Torino restano sempre gli stessi, tra toni epici e richiami diretti alla grande mitologia del passato. Cos'altro non è la sfida, seppur calcistica, tra “fratelli” o “cugini” di una stessa città se non la riproposizione, in salsa sportiva, di vicende che costituiscono le radici stesse della nostra millenaria cultura?

Già nell'Antica Grecia, nell'Impero Romano e poi nei racconti biblici, i riferimenti a scontri fratricidi sono veramente tanti. Per avere qualche esempio basta ricordare il più feroce e forse più noto fra tutti, quello sotto le mura di Troia, con Achille ed Ettore e la loro epica dualità, finita con la vittoria del Pelide. Altri riferimenti possono essere quelli di Polinice ed Eteocle, generati da Edipo e Giocasta e, protagonisti della storia di Tebe. E ancora: Preto e Acrisio, gemelli raccontati da “Le Metamorfosi” di Ovidio e protagonisti di una ferocissima guerra intestina per l'eredità del padre, e soprattutto il diritto a succedere come Re della città ad, Argo.

Sfide bibliche - Una storia infinita che ci riporta, addirittura agli albori del mito, alla biblica vicenda di Caino e Abele e, più in generale, alla sempiterna lotta tra bene e male, difficili se non impossibili da identificare con certezza e oggettività, ma ben chiari negli occhi e nel cuore di ogni tifoso convinto fino in fondo della giustezza della propria fede contro i rivali concittadini.

Torino e Juventus, in questo, sono riferimenti ideali e perfetti, basta guardare la storia. Per i granata, essere di Torino significa essere del Toro, punto. Dietro c'è un mondo di rivalità, come quella di Davide contro Golia, che ha dato alla luce altri miti più moderni, come gli Eroi di Superga, e che a quella sportiva contrappone un'altra superiorità quella, per così dire morale ed emotiva, ben rappresentata dal famigerato “cuore Toro”. Per i fedeli dei colori bianconeri, invece, la realtà è diametralmente opposta. A dirlo sarebbe la storia che ci riporta ancora, e non è un caso, a quel primo derby datato 1907.

Chi è nato prima? - I bianconeri non mancano infatti di ricordare che la prima squadra della città, in ordine cronologico, è stata proprio la Juventus, nata dieci anni prima dei granata, nel 1897 dagli studenti di un prestigioso istituto scolastico del centro storico di Torino. Il Toro, invece, nacque più tardi, “solo” nel 1906 e proprio da una scissione interna al sodalizio bianconero, all’interno della birreria Voigt di via Pietro Micca si riunirono gli (ex) juventini guidati dallo svizzero Alfred Dick. Una ricostruzione che non trova d'accordo i tifosi granata, che ricordano come a quella famigerata riunione c'erano anche i dirigenti della Torinese, storica squadra cittadina fondata nel 1894 cioè, di tre anni più vecchia della Juventus, e rifondata 120 anni dopo, nel settembre del 2018, sempre con la storica maglia oro e nera.

Il derby ieri e oggi - Se torinisti e juventini non sono d'accordo nemmeno su chi sia nato per primo figurarsi come possano oggi lasciare affievolire un contrasto calcistico su cui si fonda, con ogni probabilità, anche buona parte della propria identità sportiva. Ieri come oggi, il derby continua a essere molto più che una partita: è una ragione di essere, un appuntamento che si sente nelle vene.

Per questo, a distanza di due mesi dalla prossima sfida, in città la febbre è già alta, e si torna a vivisezionare la partita dell'andata, cercando di capire lo stato di forma mentale, prima che fisico, degli alfieri di oggi. Novelli Ettore e Achille, che forse possono essere identificati nel granata Andrea Belotti, da un lato, e il bianconero Cristiano Ronaldo, dall'altro.

Che siano loro i novelli eroi della stracittadina di Torino? Per scoprirlo, basterà attendere fino al 4 aprile. Per gli sconfitti, fortunatamente, non c'è in programma un viaggio senza ritorno nell'Ade come accadde al figlio prediletto di Priamo. In ogni caso, per risorgere basterà aspettare il prossimo derby, la prossima sfida, la prossima occasione di trasferire su un campo di calcio passioni così antiche da affondare le proprie radici nella storia di noi!



Richy Garino

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