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Attualità | 14 febbraio 2020, 11:39

Ceva, a rischio la caserma della Polstrada: la Regione pronta a chiedere un incontro con il Ministero

Al centro, la presentazione di un progetto di riorganizzazione del servizio; lunedì 17 e martedì 18 febbraio, in consiglio comunale a Cuneo, il dibattito sull'ordine del giorno firmato da Laura Menardi

Foto generica

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Che dei sei presidi di Polizia Stradale di cui è stata prevista la chiusura, ben tre siano in Piemonte, il presidente Alberto Cirio lo considera inaccettabile: per questo è necessario puntare alla salvaguardia delle caserme di Ceva, Domodossola e Borgomanero ottimizzando e razionalizzando il più possibile il servizio.

È questo il succo dell’incontro avvenuto ieri (giovedì 13 febbraio) a Torino tra il presidente, i consiglieri regionali del territorio, i sindaci dei comuni coinvolti e i sindacati di Polizia, nel quale la Regione si è assunta l’impegno di imbastire un progetto che riorganizzi la gestione del servizio, da presentare il prima possibile al Ministero.

Linee guida: l’eventualità di accorpare più uffici di polizia in una sola struttura e rendere la caserma presidio d’interfaccia tra Regione e cittadini dedicato a servizi per la prima particolarmente importanti.

Un impegno importante e diretto da parte dell’amministrazione Cirio, insomma, che nel corso della prossima settimana si occuperà di chiedere l’incontro a Roma.

L’argomento, intanto, raggiunge anche il consiglio comunale di Cuneo grazie a un ordine del giorno presentato da Laura Menardi (Grande Cuneo).

La consigliera comunale ha infatti colto l’occasione dell’assemblea di questo febbraio (in programma per lunedì 17 e martedì 18) per richiedere che la città si schieri contro la misura di razionalizzazione del Ministero dell’Interno e la conseguente chiusura della caserma di Ceva.

Secondo la rilevazione ISTAT dell’ottobre 2019 – si legge nel documento preparato da Menardi – il Piemonte risulta essere al quinto posto tra le regioni italiane per il numero di morti derivanti da incidenti stradali, 251 vittime con un tasso di mortalità pari al 7,5%, a fronte di una media nazionale del 6,6%. La paventata chiusura del distaccamento andrebbe in direzione contraria rispetto a un aumento della prevenzione e del controllo sulle strade al fine di ridurre il numero di incidenti”.

simone giraudi

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