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Eventi | 11 febbraio 2020, 08:54

Santo Stefano Belbo, tutto pronto per lo spettacolo “Canté e conté mia Tèra” di e con Piero Montanaro

Appuntamento da non perdere sabato 15 febbraio, alle ore 21, presso il Centro sociale. Ingresso libero

Santo Stefano Belbo, tutto pronto per lo spettacolo “Canté e conté mia Tèra” di e con Piero Montanaro

Grande attesa per sabato 15 febbraio a Santo Stefano Belbo per quello che si annuncia, a tutti gli effetti, un evento da non perdere. Il cantautore Piero Montanaro, canzoniere e grande interprete del Piemonte e del canovaccio eterno dell’amore per la propria terra, si esibirà nello spettacolo “Canté e conté mia Tèra”, presso il Centro sociale, alle ore 21. Un grande evento musicale, in cui si presenta al pubblico un artista dal gesto vocale inconfondibile, capace di condensare i colori, gli umori e le contaminazioni di una terra generosa, dolce, riflessa nei vini che stillano dalle sue cantine.

A Santo Stefano Belbo, Montanaro presenterà il suo ricco repertorio, una raccolta di brani da vivere in interazione con gli spettatori, oltre a tante sorprese che è lo stesso artista a svelare: “ Qualche mio amico e collaboratore potrà essere presente a completare il racconto della nascita di una canzone. O, anche, qualcuno dei numerosi interpreti delle mie canzoni potrà intervenire per cantare assieme. Ma, soprattutto, la bella novità è che il pubblico presente potrà essere protagonista ponendomi domande sulla mia attività e sulle mie canzoni e, naturalmente, cantare con me”.

Tutti pronti, dunque, a cantare e a ballare sulle note di Ij vei del me pais; Sta vita ch’a sfianca, tratta dal recente cd Canté mia Tèra; Paese mio; Canterò, canzone vincitrice della prima edizione del Cantapiemonte nel 1983; Notte di collina, consacrata da pubblico e critica con la vittoria del Piemonte in Piazza 1989. Il finale non potrà che essere con Viva j’amis o Amici miei, da cantare insieme. Questo e molto altro attende appassionati e curiosi in una serata che potrebbe non finire mai.

Tante canzoni ed emozioni, una ricchezza melodica arrivata fino alla… “fine del mondo”. Dedicata al più piemontese dei papi, non potrà mancare la canzone, Vengo dalla fine del mondo, che lo stesso papa Bergoglio conosce ed apprezza, insieme a tutte le sue canzoni, come migliaia di piemontesi d’Argentina. Perché, come diceva Tolstoj: “ Se racconti il tuo villaggio sarai universale”. E lui c’è riuscito.

 

Che sia in un concerto in patria, oppure in Argentina, Piero Montanaro non rinuncia alla sua lingua come dimostra il pezzo Dnans ch’a fassa neuit - parloma e cantoma an piemontèis, un invito a continuare a parlare e cantare in piemontese, così colorato e musicale che non ha bisogno di traduzioni. E non si può dargli torto.

In ogni sua canzone, il pentagramma riannoda i fili della memoria attraverso le note e le parole. “ È vero. In tanti anni di attività, ho scritto decine di canzoni, in piemontese e in italiano che raccontano la nostra terra e che ora sono diventate questo spettacolo - vijà. Un percorso iniziato molti anni fa che mi ha dato modo di costruirmi un repertorio originale e, soprattutto, unico, che vorrei che molti, soprattutto i giovani, conoscessero”.

Ha le idee chiare Piero Montanaro, che continua: “ Queste mie canzoni raccontano tutto un mondo da ricordare o da scoprire. Ed è questo lo scopo dello spettacolo che propongo: cantare e raccontare questo mondo di colline verso Tanaro, siano a destra del fiume, le Langhe, o a sinistra, il Roero, colline, di recente, riconosciute come patrimonio Unesco da tutelare”.

Viva la trifola, Il tartufo del nostro Piemonte e La nòstra bagna caoda daranno, invece, l’opportunità di parlare della nostra cucina tipica. Perché cantare la terra alle sue radici ed in tutte le sue sfumature, oggi più che mai, è necessario. E l’amore per le Langhe, come quello per una donna, non può prescindere dalla musica.

Silvia Gullino

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