/ Cronaca

Cronaca | 11 febbraio 2020, 06:36

Cuneo, a processo per aver usato uno spray urticante durante un diverbio

Il presunto aggressore è accusato di lesioni dolose pluriaggravate per futili motivi

Cuneo, a processo per aver usato uno spray urticante durante un diverbio

Avevano discusso per una questione banale. Uno dei due aveva scattato una foto alla targa dell’auto dell’altro che, dopo avergli chiesto - inutilmente – di cancellarla, avrebbe cercato di colpirlo con un pugno e gli avrebbe spruzzato negli occhi uno spray urticante.

Per questo fatto accaduto a Cuneo il 2 novembre 2018 è a processo C.A., 39 anni, cuneese di origine sinti, con l’accusa di lesioni dolose pluriaggravate per futili motivi e con uso di arma (lo spray al peperoncino).

Presunta vittima un quarantasettenne, che ha rimesso la querela: “Non ricordo di aver fatto la foto alla targa dell’auto dell’imputato”, ha raccontato in tribunale. “Avevo avuto dolori ad un occhio per qualche ora, senza riportare alcun danno permanente. In seguito mi chiamarono i carabinieri di Carmagnola per l’identificazione sull’album fotografico, ma non mi sembra di averlo riconosciuto”.

La compagna dell’uomo ha spiegato che l’autista aveva insultato anche lei e che la lite era avvenuta davanti ad un negozio: Ho visto il mio compagno portarsi le mani al volto, mentre diceva che l’altro gli aveva spruzzato uno spray urticante”.

Il commesso ha raccontato che la donna stava aspettando fuori dal negozio il fidanzato che era all’interno: “Una Golf, che stava viaggiando ad alta velocità, aveva inchiodato per evitare un gatto. Lei si era spaventata e aveva gridato. L’autista le aveva detto qualcosa e il suo compagno era uscito dal negozio. Avevano discusso, lui aveva fotografato la targa, poi erano rientrati. L’uomo era andato via, ma era tornato subito dopo. Ho visto che aveva la mano dietro la schiena ma non che gli abbia spruzzato lo spray. E’ stato l’altro, rientrando, a dire che gli bruciavano gli occhi”.

Il testimone avrebbe riconosciuto in aula l’imputato da una foto segnaletica. Tuttavia l’udienza è stata rinviata al 18 maggio per permettere un ulteriore riconoscimento del presunto aggressore – che non era presente - il quale, come ha evidenziato il suo avvocato Enrico Gallo, non corrisponderebbe affatto alla descrizione fatta dal commesso.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium