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Attualità | 11 febbraio 2020, 15:14

Gioco d'azzardo in Piemonte, Pd:"La Lega vuole abolire l'obbligo di distanza da scuole e banche: impatto disastroso, nuova impennata di giocatori"

Domenico Rossi, vicepresidente della commissione sanità: "Vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i fenomeni correlati come quello delle crisi familiari e del sovraindebitamento"

Gioco d'azzardo in Piemonte, Pd:"La Lega vuole abolire l'obbligo di distanza da scuole e banche: impatto disastroso, nuova impennata di giocatori"

Il Pd contro la deregolamentazione sul gioco d’azzardo in Piemonte, proposta della Lega. Nel 2016, l’allora giunta Chiamparino, approvò all’unanimità la Legge Regionale “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”. 

"Quest'ultimo - ha spiegato il vicepresidente della commissione sanità Domenico Rossi - è un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i fenomeni correlati come quello delle crisi familiari e del sovraindebitamento". 

La normativa 9 del 2016 stabilisce che, nella nostra Regione, le slot non debbano essere messe a meno di 300 metri da scuole, chiese, impianti sportivi, ospedali e residenze sanitarie nei comuni fino a 5.000 abitanti: limite che sale a 500 metri quando il comune supera i 5.000 abitanti.

La Lega - denunciano i dem – ha presentato una proposta di legge in base alla quale decade l’obbligo di distanza degli apparecchi dai luoghi sensibili per tutti i gestori in possesso della licenza alla data di entrata in vigore della legge nel 2016”. “Un ritorno alla situazione ante legem – continua il Pd – avrebbe un impatto disastroso e provocherebbe una nuova impennata dei giocatori”.

In Piemonte il CNR ha stimato la presenza di circa 50 mila persone con un profilo problematico. Dopo l’introduzione della normativa contro l’azzardo, nella nostra Regione il gioco fisico è sceso del 9,7% (a fronte di un aumento dell’1,6% nel resto d’Italia), le perdite dei cittadini sono diminuite del 17,8% e i due terzi delle somme non giocate nel 2018 non sono state reinvestite in altri giochi. In questo contesto il volume delle giocate online è cresciuto (+45%), ma meno che nel resto d’Italia (+48%).

"Questa legge - ha commentato il capogruppo regionale del Pd Domenico Ravetti - è appena in fase iniziale e deve ancora produrre tutti i benefici. È chiarissimo a tutti che la strada è giusta: se guardiamo i dati abbiamo ridotto il numero di ludopatici". "Non si capisce perché la Lega abbia deciso di fare passi contrari agli obiettivi che questa norma sta raggiungendo: ci sono interessi che il Carroccio vuole tutelare, che vengono prima di quelli alla salute" ha concluso Ravetti.

Abbiamo il dovere di tutelare i Sindaci e gli amministratori locali coraggiosi - ha aggiunto il collega Diego Sarno - quelli che con ordinanze hanno applicato la norma restrittiva: modificando la Legge Regionale del 2016, daremo a questi amministratori il segnale che da ora in poi saranno soli ad affrontare questa problematica sanitaria e di ordine pubblico”.

A livello di apparecchi, nella nostra regione nel 2016 le newslot erano 35.867, le videolottery 4.498 e le comma 7 erano 4.815, pari ad un apparecchio ogni 97 abitanti. A distanza di due anni questi dati sono scesi rispettivamente a 13.451 (newslot) e 3.676, pari a una macchinette per ogni 202 abitante. Unico dato in aumento è quello delle VLT, che nel 2018 sono salite a 4.531.

"Sono risultati incontestabili – aggiunge il capogruppo regionale di Luv Marco Grimaldisoprattutto tenuto conto che la legge non è stata applicata ancora alle grandi sale VLT e che da giugno, di fatto, c’è stata un’omissione dei controlli. Al riguardo, occorre che la Procura apra un'inchiesta sui mancati controlli e che le forze dell’ordine si impegnino a esercitarli. Non possiamo permetterci di temere chi 'in questo gioco' è più forte e più grande".

"Da più di un anno sono ferme le gare e la campagna di comunicazione, mentre rimangono ancora 500mila euro da spendere fra quelli destinati ai progetti sull’educazione e l’informazione sul contrasto alla ludopatia, inclusi quelli per il logo da affiggere nei locali slot free. Una vergogna, la verità è che la Giunta non solo vuole cancellare la legge, ma da mesi la sta boicottando attivamente" conclude Grimaldi.

cinzia gatti

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