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Cronaca | 10 febbraio 2020, 09:04

Money transfer della Granda: controlli da parte della Guardia di Finanza

Operazioni illegali nel mirino della Gdf: multato di 240mila euro un operatore cuneese

Money transfer della Granda: controlli da parte della Guardia di Finanza

Costante e sempre incisiva l’azione del Comando Provinciale delle Fiamme Gialle di Cuneo a contrasto di tutte le fenomenologie illecite sul territorio della “Granda”, soprattutto sul versante economico-finanziario.

Questa volta, l’attenzione dei militari è stata rivolta al settore dei money transfer, i cui servizi consentono il trasferimento di capitali utilizzando canali alternativi a quelli bancari.

Tra i compiti istituzionali del Corpo della Guardia di Finanza vi è infatti anche quello del contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo ed è proprio in tale contesto operativo che i militari appartenenti al Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Cuneo hanno eseguito un controllo nei confronti di un esercizio di rimessa di denaro avente sede nel capoluogo.

Le attività ispettive condotte hanno consentito di appurare che l’agente in attività finanziaria, titolare del punto di trasferimento del denaro, si è reso responsabile di numerose e ripetute violazioni della specifica disciplina che regola il trasferimento di denaro contante attraverso, come detto, il canale dei money transfer.

La tecnica utilizzata per aggirare i presidi antiriciclaggio è conosciuta come smurfing e consiste nell’artificioso frazionamento delle somme da trasferire, utilizzando i servizi dei diversi istituti di pagamento di cui l’agente in attività finanziaria è mandatario. In pratica, l’agente provvede a suddividere l’importo da trasferire in differenti tranche (tutte inferiori al limite di legge pari ad € 999,99) e lo invia utilizzando i differenti canali messi a disposizione da plurimi istituti di pagamento.

Nel caso specifico, il titolare dell’esercizio si è reso responsabile per aver artificiosamente frazionato ben 83 operazioni, per ognuna delle quali è prevista una sanzione amministrativa a partire da 3.000 euro.

c.s.

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