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Sanità | 07 febbraio 2020, 19:13

Asl Cn2 cenerentola virtuosa: nel 2019 conti in attivo per 145mila euro. Approvato oggi il nuovo bando per la vendita degli ospedali di Alba e Bra

L’azienda sanitaria langarola ha chiuso il passato esercizio con spese al di sotto dei circa 300 milioni di budget affidatigli dalla Regione. Via libera a un nuovo tentativo di alienazione per San Lazzaro e Santo Spirito

Il direttore generale dell'Asl Cn2 Massimo Veglio mostra la nuova struttura di Verduno al governatore Cirio e all'assessore regionale Luigi Icardi

Il direttore generale dell'Asl Cn2 Massimo Veglio mostra la nuova struttura di Verduno al governatore Cirio e all'assessore regionale Luigi Icardi


Langaroli poveri ma virtuosi, anche quando si parla di spesa pubblica. Sicuramente semplicistico, l’adagio ben si adatta nel voler calare alla dimensione locale la non felice situazione economica della sanità regionale.

Nel difficile contesto denunciato nei giorni scorsi dal governatore Cirio e dall’assessore regionale Luigi Genesio Icardi (leggi qui: http://www.lavocedialba.it/2020/02/04/leggi-notizia/argomenti/attualita-14/articolo/bilancio-2020-regione-cirio-lancia-lallarme-conti-sanita-di-nuovo-a-rischio-di-piano-di-rientr-3.html), l’azienda sanitaria albese figura infatti tra le poche che in tutto il Piemonte possono vantare saldi in attivo. E questo nonostante l’antico tema della "quota capitaria", la disparità tra risorse affidate alle diverse Asl regionali in rapporto alla popolazione di riferimento, che vedrebbe Alba e Bra storicamente penalizzate per circa 90 euro ad assistito, per un totale di circa 16 milioni di euro in meno all’anno.

"Abbiamo chiuso l’esercizio 2019 con una differenza tra entrate e uscite positiva per 145mila euro", conferma al nostro giornale il direttore generale della Cn2 Massimo Veglio, che da Torino si era visto affidare un budget complessivo di circa 300 milioni di euro, coi quali rispondere al bisogno di cure di una popolazione di poco superiore alle 170mila persone, residenti in 76 Comuni.  

Circa metà della spesa è andata a pagare i compensi dei suoi circa 1.700 dipendenti, cui occorre però aggiungere quelli dei cosiddetti "convenzionati", come sono i medici di famiglia e altri specialisti.
Altri 40 milioni sono serviti all’acquisto di farmaci, equamente ripartiti tra quelli utilizzati negli ospedali e quelli prescritti invece agli assistiti dai medici di famiglia o da specialisti, nei casi contemplati dal Servizio Sanitario Nazionale, al netto dei ticket.

Pari a 18 milioni di euro è invece il costo della cosiddetta "mobilità passiva", la spesa che l’azienda sanitaria sostiene per rimborsare altre realtà del territorio nazionale che abbiamo prestato cure a suoi assistiti: "Un dato che con l’apertura di Verduno dovremo andare a ridurre".

Con riguardo a Verduno lo stesso direttore generale spiega invece che proprio oggi, venerdì 7 febbraio, l’Azienda Sanitaria ha approvato i contenuti del secondo bando per la vendita dei vecchi ospedali di Alba e Bra, dopo il fallimento del primo tentativo, archiviato lo scorso 15 gennaio senza che alcuna offerta arrivasse alla direzione di via Vida ad Alba.

Le condizioni rimarranno le stesse formulate col primo tentativo: pacchetto unico per "San Lazzaro" di Alba, "Santo Spirito" di Bra e per gli ambulatori di via Goito a Bra, con offerte a partire da una base d’asta di 21 milioni e 150mila euro complessivi.
Perché un secondo tentativo alle stesse condizioni? "La Regione ha programmato questa entrata e dobbiamo esperire tutti i tentativi possibili per portarla a casa – spiega ancora il dottor Veglio . Non è escluso che soggetti interessati possano arrivare anche ora. Proprio oggi abbiamo ricevuto una richiesta di informazioni di un soggetto proveniente da Roma".

Sul fronte del trasferimento a Verduno e dei tempi per la prossima apertura il direttore generale preferisce mantenere la linea di prudenza che ne ha informato finora la comunicazione verso l’esterno. "Prima di formulare previsioni puntuali abbiamo bisogno di concludere la complessa fase attualmente in corso per ottenere l’agibilità della struttura. In questo senso stiamo raccogliendo le centinaia di certificazioni riguardanti altrettanti spazi e impianti. Con questo adempimento, avremo ridotto di molto il numero di variabili esterne che ancora ci separano dal trasloco. Nel frattempo proseguiamo nell’allestimento delle diverse zone. In questo momento, solo per farle capire, abbiamo in corso circa 70 gare relative ad altrettanti affidamenti che non si potevano fare prima".

Ezio Massucco

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