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Attualità | 24 gennaio 2020, 08:00

A rischio 6 posti di lavoro alla Diotti vini: ex cantina Boido tra affitto e fallimento

Flai-Cgil esprime profonda preoccupazione per la situazione dell'azienda di Calamandrana, ma con sede operativa anche ad Alba

Immagine di repertorio

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La FLAI-CGIL in una nota stampa ha espresso profonda preoccupazione per la situazione della Diotti Vini Srl dell’Antica Cantina Boido Srl, situata a Calamandrana, ma con sede operativa anche ad Alba.

Tra la Diotti e la Cantina Boido c'è un contratto di affitto di ramo d’azienda, attraverso il quale la Diotti Vini, di proprietà di Massimo Diotti, ha preso in gestione l’immobile dell’Antica Cantina Boido, compresi i macchinari e i nove dipendenti, che oggi sono solo sei.

"Nonostante sia stato stipulato un contratto di affitto tra le due aziende, spiega il sindacato, stiamo assistendo, insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, ad una situazione drammatica: sono quattro mesi, ormai, che non vengono versate le retribuzioni ai dipendenti rimasti, mentre a coloro che, in considerazione dello stato di salute dell’azienda, hanno scelto di dimettersi non sono ancora state liquidate né le spettanze relative alle ultime mensilità né il Tfr".

"La produzione è quasi ferma.- continuano -Nonostante le segnalazioni agli enti preposti, esistono ancora problemi di sicurezza sugli impianti elettrici e sui macchinari utilizzati. Al fine di salvaguardare il proprio posto di lavoro, ed il proprio futuro, i lavoratori e le lavoratrici hanno accettato di lavorare in condizioni di lavoro al limite".

"Come sindacato - aggiunge Paolo Capra, Segretario provinciale della Flai - CGIL di Asti - abbiamo avuto un solo incontro con l’azienda all’inizio di dicembre 2019 nel corso del quale sono state fatte a noi e ai lavoratori molte promesse da parte in merito pagamento delle mensilità dovute; ad oggi, però, restano solo parole.

La drammatica vicenda vissuta dai sei dipendenti della Diotti Vini si aggiunge alle molte situazioni problematiche che si trascinano da tempo sul territorio astigiano, con conseguenze sempre più preoccupanti per l’occupazione".

redazione

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