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Sanità | 23 gennaio 2020, 07:15

“Si adegui la compartecipazione dei costi dei servizi socioassistenziali”: i Consorzi scrivono all’Asl Cn1

Chiesto l’adeguamento rispetto al tasso di inflazione, senza dimenticare che si prospetta un ulteriore aumento del 6% dopo l’adeguamento del CCNL delle Cooperative sociali. Ad un’unica condizione: l’aumento “non comporti un impatto in termini negativi sull’utenza, attraverso la diminuzione delle prestazioni”

Immagine di repertorio

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“Adeguare la compartecipazione dei costi dei servizi socio assistenziali”.

Lo chiedono i Consorzi della Provincia di Cuneo che afferiscono all’Asl Cn1, vale a dire il Monviso Solidale, il Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, il Consorzio per i servizi socioassistenziali del Monregalese e l’Unione Montana Valli Mongia Cevetta, Langa Cebana Alta Valle Bormida.

Attraverso l’organo di coordinamento provinciale, gli Enti hanno inviato alla Direzione generale dell’Asl una lettera con la richiesta di adeguamento, al rialzo, del costo degli operatori che – quotidianamente – svolgono servizi socioassistenziali.

Servizi garantiti grazie ad una compartecipazione dei costi proprio con la stessa Asl Cn1, “in base a una convenzione il cui ultimo aggiornamento risale a fine 2017”.

Si tratta di tutti quei servizi che coinvolgono soggetti in difficoltà, siano essi minori, disabili oppure ancora non autosufficienti, e che “richiedono – scrivono i Consorzi – prestazioni che hanno sia rilevanza sociale che sanitaria, nelle quali i due comparti collaborano al meglio nell’interesse del cittadino”.

Normalmente sono i Consorzi a farsi carico del pagamento, diretto o indiretto tramite appalto alle cooperative sociali, degli operatori, per poi ricevere i rimborsi dovuti da parte dell’Asl.

Ma, dal 1 gennaio dell’anno scorso, questi rimborsi non tengono conto del tasso di inflazione programmato, che fra 2019 e 2020 arriverà a toccare quota 2%.

“Ci troviamo – aggiungono i Consorzi – a dover fronteggiare un importante aumento dei costi dei servizi, che deriva sia dall’approvazione del nuovo contratto collettivo nazionale degli operatori dipendenti dai Consorzi, sia dall’applicazione del tasso di inflazione da parte delle Cooperative sociali affidatarie dei servizi.

Va inoltre evidenziato come sia all’ordine del giorno la trattativa tra le Centrali Cooperative Piemontesi e la Regione Piemonte per l’adeguamento del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle Cooperative Sociali, che a regime dovrà prevedere aumenti pari al 6%, aumenti che dovranno anch’essi essere compartecipati dall’Asl”.

Questi sono i motivi che hanno spinto i Consorzi a chiedere al direttore generale della Cn1, Salvatore Brugaletta, l’adeguamento al tasso di inflazione.

Ad una condizione: che l’aumento “non comporti un impatto in termini negativi sull’utenza, attraverso la diminuzione delle prestazioni”.

Dagli uffici dell’Asl di via Carlo Boggio, al momento, non vengono rilasciate dichiarazioni: essendoci un tavolo di discussione aperto, il direttore Brugaletta preferisce non intervenire, in questa fase, sui giornali.

Ni.Ber.

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