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Economia | 23 gennaio 2020, 09:50

Programmare in PHP: cosa significa e come imparare

Il PHP (acronimo inglese che indica un preprocessore di ipertesti) è uno dei più diffusi linguaggi di scripting utilizzati per la programmazione

Programmare in PHP: cosa significa e come imparare

Il PHP (acronimo inglese che indica un preprocessore di ipertesti) è uno dei più diffusi linguaggi di scripting utilizzati per la programmazione, in particolare per la realizzazione di siti web. Essere in grado di programmare in PHP rappresenta uno dei requisiti più richiesti per un programmatore informatico; per acquisire tutte le conoscenze necessarie per padroneggiare efficacemente il linguaggio PHP esistono corsi specifici rivolti alla formazione di programmatori specializzati. Molti di questi vengono organizzati e tenuti online da siti specializzati – quali Puntonetformazione – che, al completamente del corso, rilasciano un attestato; questi, a sua volta, può rappresentare una preziosa integrazione al proprio curriculum (in quanto referenza professionale specifica) e un viatico per un più rapido inserimento in un settore competitivo ed in rapida espansione.

Come funziona il linguaggio PHP

Per capire, a grandi linee, il principio per mezzo del quale funziona il linguaggio PHP bisogna anzitutto tener presente qual è la dinamica di una qualsiasi azione effettuata sul web. Ogni operazione vede, da una parte, un client e, dall’altra, un server. Il client (come ad esempio un browser) è qualsiasi dispositivo in grado di inviare una richiesta, di qualsiasi genere, al server remoto; questi recepisce la richiesta e la ‘traduce’ utilizzando un apposito linguaggio di scripting, come ad esempio il PHP, per poi inviarlo di nuovo al client che ha inoltrato la richiesta. Nello specifico, il PHP è un tipo di linguaggio server-sided (o ‘lato server’), ossia risiede in un server remoto; la sua sintassi è molto simile al linguaggio in C e la versione più recente (la 7.4.1.) è stata rilasciata a dicembre 2019.

Le principali caratteristiche del PHP sono:

- tipizzazione debole;

- capacità di supportare paradigmi imperativi, funzionali, object-oriented, procedurale e riflessivo oltre ad array di dimensioni fisse;

- utilizzo per applicativi web;

- mancato supporto dei puntatori.

A cosa serve e come si usa

In generale, il linguaggio PHP serve a creare pagine web dinamiche. Queste ultime si differenziano dalle pagine statiche (ossia un documento HTML) perché contengono uno script in grado di personalizzare il documento. Il linguaggio PHP è disponibile sui server Linux, il software è disponibile come programma libero utilizzabile senza licenza; per quanto riguarda i server Windows, anch’essi si sono adeguati alla grande diffusione di questo linguaggio, integrando interpreti specifici.

L’ambiente di lavoro non necessita di particolari accessori; bastano un web server, un software PHP, un editor di testo, un browser per la navigazione internet e un gestore di database. Per quanto concerne il server, benché Linux sia l’opzione preferibile, la scelta deve tener conto del sistema operativo utilizzato. L’editor di testo è lo strumento necessario per scrivere il codice; i più comuni sono Notepad (Windows), PsPad (Windows), Sublime (Windows, Linux e Mac); Atom (Windows, Linux e Mac), Dreamweaver (Windows e Mac), Coda (Mac, premium) e VIM (Linux, Windows e Mac). Al posto dell’editor si può utilizzare un IDE (Integrated Development Environment) se per l’autocompletamento del codice si rendono necessari strumenti più sofisticati; i più diffusi sono PHPStorm (premium), NetBeans (free), Eclipse (free), Aptana Studio (free) e Zend Studio (premium). L’impostazione del luogo di lavoro varia leggermente a seconda del sistema operativo utilizzato per la programmazione.

La programmazione in PHP segue, a grandi linee, un principio molto semplice: le istruzioni vengono scritte in sequenza e terminano con il simbolo del punto e virgola. Il file deve essere salvato in formato .php altrimenti non verrà riconosciuto come tale.

Con il linguaggio PHP è possibile, ad esempio, creare delle funzioni (ossia una serie di istruzioni). Una delle più comuni è quella che consente di mostrare la data e l’orario correnti all’interno di una pagina web: ‘date’ sarà la funzione chiave, all’interno della quale si trovano tutte le variabili necessarie a comporre la data (che corrispondano a giorni, mesi e anni).

Richy Garino

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