/ Attualità

Attualità | 23 gennaio 2020, 15:01

Dai boschi delle Langhe alla vetrina mondiale del cinema indie: "trifolao" protagonisti sui grandi schermi del Sundance Festival

La blasonata rassegna Usa ospita l’anteprima del docufilm girato sulle colline Unesco tra il 2017 e il 2019. Il governatore Cirio in volo verso lo Utah per promuovere il Tartufo Bianco d’Alba all'evento patrocinato dal mostro sacro Robert Redford

Il produttrice esecutivo Letizia Guglielmini insieme ai registi Michael Dweck e Gregory Kershaw

Il produttrice esecutivo Letizia Guglielmini insieme ai registi Michael Dweck e Gregory Kershaw

Nel settembre scorso le testate di settore comunicavano il via alle riprese di una pellicola ("Pig", di Micheal Sarnoski) nella quale Nicholas Cage avrebbe interpretato il ruolo di un improbabile cercatore di tartufi dell’Oregon, negli Usa, costretto a tornare in città quando gli viene rapito il maiale, fedele compagno nelle sue quotidiane uscite alla ricerca dei funghi ipogei.
Nell'attesa di poterne apprezzare le imprese, qualche traccia di realismo in più dovrebbe connotare le scene di “The Truffle Hunters” (letterale, i cacciatori di tartufo), documentario col quale i registi statunitensi Michael Dweck e Gregory Kershaw accompagneranno lo sbarco di quel misterioso e affascinante contorno che alle nostre latitudini da sempre ammanta l'universo del Tuber Magnatum Pico in quella blasonata vetrina del cinema indipendente che dal 1978 è il "Sundance Festival" di Park City, nello Utah, a pochi passi da Salt Lake City, rassegna che ha in Robert Redford il suo principale padrino e mecenate.  

Girato nelle colline Unesco tra il 2017 e il 2019, il docufilm è stato ammesso al festival nella sezione "Documentari dal mondo" e – fa sapere l’Atl albese, che insieme al Centro Nazionale Studi Tartufo, su richiesta della Torino Film Commission, ha fornito sostegno alla produzione di Luca Guadagnino ("Chiamami col tuo nome") – traccia "un bellissimo e poetico ritratto della figura dei cercatori di tartufo piemontesi", esplorando "la storia di una sottocultura radicata nella tradizione e minacciata da un mondo esterno in cambiamento".

Alla première, in programma per domenica 26 gennaio, sarà presente una delegazione di casa nostra, guidata dal governatore Alberto Cirio e composta anche dal suo vice Fabio Carosso e dal direttore dell’Atl Langhe Monferrato Roreo Mauro Carbone. Tutta piemontese la cena del post première agli Susan Swartz Studios, con lo chef Fabio Fresia chiamato a presentare alcuni piatti piemontesi ad ospiti tra i quali gli investitori che hanno creduto nel progetto.

Dopo l’anteprima del Sundance Festival e la partecipazione a diversi festival in giro per il mondo il documentario verrà distribuito nei circuiti dalle sale nazionali e internazionali, prima negli Usa e poi in Europa, per poi arrivare a piattaforme digitali e canali tv.

“Attraverso la nostra esplorazione – dichiarano i due registi –, abbiamo scoperto un luogo che pochi estranei hanno visto e costruito relazioni che ci permetteranno di portare il nostro pubblico in questa singolare enclave sociale avvolta nel segreto. Crediamo che supportando i tartufai (cacciatori di tartufi), proteggendo la loro terra e sostenendo la tradizione della cerca del tartufo, possiamo ottenere un impatto sull'ambiente locale e globale preservando, al tempo stesso, una cultura profondamente legata alla natura. La semplice bellezza della loro vita è diventata difficile da trovare in un mondo ormai definito dalla tecnologia, dai cambiamenti ambientali e dal commercio globale”.

Ezio Massucco

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium