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Attualità | 22 gennaio 2020, 20:01

Armo-Cantarana, Stefano Sibilla: "La valutazione delle alternative dovrebbe essere da tempo in corso"

Riceviamo e pubblichiamo

Il traforo dell'Armo-Cantarana

Il traforo dell'Armo-Cantarana

Gentile Direttore,

non si può ignorare come la promozione della variante Armo-Cantarana sula SS28 rischi di oltrepassare il senso del ridicolo:


- Lo scarno prospetto apparso la scorsa estate considera una velocità media di percorrenza di 93 km/h, su una scorciatoia con pendenza media del 4%: è stata quindi suggerita già al pubblico una sistematica violazione di ogni ragionevole limite di velocità;


- Un pretesto d’urgenza per “instabilità del versante” appare in contraddizione con la recente revisione del tracciato (accorciamento delle gallerie per renderlo più facilmente finanziabile), alternando brevi gallerie e viadotti a mezza costa sulle medesime montagne.


- Sorprende tale ”nuova urgenza” a fronte dell’arcinota priorità della questione “Rocchini di Ceva”: nel novembre scorso la SP582 del Colle S.Bernardo divenne impraticabile e fu chiusa anche la SS28 per una frana ai Rocchini, ma rimase percorribile proprio la statale del Colle di Nava a scendere su Pieve di Teco (La Stampa, 25/11/19); vi sono statistiche più chiare in merito ?


Nell’attesa che vengano fugate almeno tali perplessità, occorre prospettare se e come questo ennesimo potenziamento della SS28 renderebbe poi “necessarie ed urgenti” anche una circonvallazione di Ormea (già oggetto di una tesi al Politecnico) e Nucetto, adeguamenti nella piana di Garessio, ecc.; la tecnica è ormai nota: una volta attirati ulteriori TIR ed accresciuta l’insicurezza, si possono rendere “urgenti” tanti nuovi lavori, ovviamente “nel nome della sicurezza”: il raddoppio autostradale del Frejus è partito da un tunnel per le ambulanze, ma ora è colmo di TIR. Difficile credere che il costo dell’ Armo-Cantarana non si limita alla realizzazione della variante in sé; potrà decisamente superare i 550 M€, che invece basterebbero per collegare la Val Tanaro con la Riviera di Ponente in ferrovia, offrendo una libertà di scelta modale che finora solo gli Svizzeri..


A proposito di ricchi, al costo dell’investimento occorre aggiungere i costi correnti: alla maggiore incidentalità, rumore ed inquinamento si sommino i costi di manutenzione, perché il logorio del manto stradale è proporzionale alla 5° potenza del carico assiale (carico doppio, logorio 30 volte maggiore); basterà la fiscalità generale o diverrà “necessario” introdurre dei pedaggi ? Solo per le autovetture, per agevolare imprese ed artigiani ? Basta mettere fuori gioco le ferrovie, e lasciare i cittadini senza scelta.


A monte (è il caso di dirlo) di tutto ciò, rimane la contraddizione di accrescere il traffico su gomma e trasformare la SS28 in una camionale, allontanando il Paese dagli obiettivi del Libro Bianco dei Trasporti europeo e vanificando la “cura del ferro” dei recenti governi italiani (i miliardi investiti nella TAV e Terzo Valico come potranno rientrare?). Anche il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi indica la ferrovia come sistema di trasporto terrestre alternativo “da prendere comunque in considerazione”: un primo errore è già stato fatto per il Tenda (strada raddoppiata a quota 1321m slm, ferrovia inutilizzata a 1040m slm), ma perseverare in Alta Val Tanaro sarebbe diabolico ….


La questione ha carattere nazionale e non solo regionale; ragionando da cittadini e non da semplici automobilisti/camionisti si può e si deve pretendere un confronto completo (fino all’ultimo euro e all’ultima vittima, e con un orizzonte temporale di almeno 50 anni) fra i progetti di potenziamento stradale e ferroviario (oltre all’opzione 0); nel frattempo osserviamo chi ben tace sul fatto che la ferrovia Ceva-Ormea possa essere utilizzata tutto l’anno, unendola al completamento del Raddoppio Ligure.


Tale “valutazione delle alternative” dovrebbe da tempo essere in corso per sostenere un serio “dibattito pubblico”, ed è già obbligo di legge grazie al Nuovo Codice degli Appalti: i sostenitori del “tutto gomma” se ne facciano una ragione, evitino le invocazioni d’urgenza su progetti obsoleti e accettino un confronto serio; non facciamolo solo per noi, ma soprattutto per chi seguirà.

Stefano Sibilla

Al Direttore

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