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Cronaca | 21 gennaio 2020, 11:04

In manette la “banda dell’ammoniaca”: avevano cercato di dare alle fiamme il furgone della Penitenziaria di Saluzzo

La banda composta da quattro uomini e una donna, tutti di origine sinti e residenti nei campi nomadi del Pinerolese e Torino via Lega. Oltre 70 i furti messi a segno, tutti nel Torinese. L’incendio del blindato della Penitenziaria il 12 febbraio, a Cavour, in una piazzola di fronte alla pizzeria “Al Cartoccio”

Il furgone della Penitenziaria di Saluzzo dato alle fiamme a Cavour

Il furgone della Penitenziaria di Saluzzo dato alle fiamme a Cavour

Era il 12 febbraio 2019 quando a Cavour, in una piazzola di fronte alla pizzeria “Al Cartoccio”, in via Pinerolo, la strada provinciale 589 che conduce a Saluzzo, ignoti avevano cercato di dare alle fiamme un cellulare della Polizia penitenziaria.

Il mezzo blindato, in dotazione agli agenti del carcere “Rodolfo Morandi” di Saluzzo, era di rientro dall’aeroporto “Sandro Pertini” di Torino Caselle.

Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, reparto mobile della Penitenziaria che si occupa dei trasferimenti da un carcere all’altro o nelle aule giudiziarie in caso di processo, aveva da poco terminato il trasferimento di un 38enne condannato per “associazione a delinquere di stampo mafioso”, diretto in aereo presso il carcere di Terni. Durante il rientro, i quattro agenti si erano fermati per una sosta a Cavour.

In quel frangente un uomo si era avvicinato al cellulare della Penitenziaria. Dopo aver bucato le gomme anteriori del mezzo, aveva appoggiato sullo pneumatico posteriore sinistro uno straccio imbibito di liquido infiammabile, poi dato alle fiamme.

Il principio d’incendio, nel giro di pochi secondi, aveva danneggiato il passaruota in plastica e parte della carrozzeria. Complice presumibilmente anche il buio (i fatti erano accaduti intorno alle 19.45) le fiamme erano state subito notate da alcuni passanti, che a loro volta avevano avvertito gli agenti di Polizia.

Il rogo era stato spento grazie all’uso di alcuni estintori e grazie al celere intervento dei Vigili del fuoco.

Si erano immediatamente aperte le indagini, affidate all’Arma dei Carabinieri di Pinerolo. Erano state sin da subito acquisite le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza.

A distanza di quasi 12 mesi da allora, è di oggi la notizia di un blitz dei Carabinieri, scattato all’alba, sia a Torino che nell’hinterland torinese.

I Carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti degli appartenenti a una banda criminale “specializzata” in furti e che, con l’utilizzo di uno spray all’ammoniaca, era solita neutralizzare eventuali animali da guardia. 

Cinque le persone finite in manette.

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di incendio, ricettazione, contraffazione di targhe e furti in abitazione e di autovetture, sono i reati a vario titolo contestati. Le indagini dei militari hanno documentato oltre 70 furti.

Gli indagati, ecco il riferimento ai fatti saluzzesi, sono anche ritenuti i responsabili dell’incendio del mezzo della Polizia penitenziaria della Casa di reclusione “Morandi” di Saluzzo.

La banda avrebbe appiccato il rogo come vendetta per precedenti periodi di detenzione subiti da uno dei componenti.

I Carabinieri hanno inoltre sventato una rapina già pianificata dalla banda ai danni della titolare di un esercizio di rivendita carni di Villafranca Piemonte.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati e restituiti ai legittimi proprietari 11 veicoli rubati, 2 pistole e 2 fucili, rubati  in una abitazione, e varia refurtiva (tra cui diverse attrezzature edili e da giardinaggio, orologi, capi di bestiame, penumatici, pannelli fotovoltaici e anche il cancello in zinco di un cimitero comunale). 

I Carabinieri sono riusciti altresì a delineare il modus operandi della banda, che seguiva le programmazioni di feste locali e di Rosari recitati in caso di lutti, soprattutto nelle piccole comunità, per rubare dalle auto dei partecipanti le chiavi di casa lasciate incustodite.

Prima rubavano le chiavi di casa e i documenti dall’auto, poi andavano a svaligiare l’abitazione. 

Tra i componenti della banda anche una donna. Sono tutti e 5 di origine sinti residenti nei campi nomadi del Pinerolese e Torino via Lega.

Tra i furti contestati alla banda, anche uno tentato nei confronti di un parroco di Pinerolo il 28 marzo 2019: gli autori non sono riusciti nell’intento per via della presenza di un robusto cancello che dava sulla balaustra della casa parrocchiale.

Nella circostanza è stato comunque danneggiato l’impianto elettrico della chiesa.

 

redazione

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