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Economia | 19 gennaio 2020, 19:30

Santo Stefano Belbo, missione sulla via della seta per la Casa Vinicola Abbazia

Il produttore Walter Santero ha preso parte all’inaugurazione del "Polo delle eccellenze italiane" realizzato a Tianjin, metropoli da 14 milioni di abitanti: "Il popolo cinese è giovane e curioso, ama sperimentare e ha voglia di scoprire nuovi vini di qualità"

Walter Santero, alla guida della storica cantina santostefanese

Walter Santero, alla guida della storica cantina santostefanese

Col rischio dei dazi Usa che proprio in questi giorni incombe come una spada di Damocle sulla testa dei produttori italiani, il mondo vinicolo piemontese e langarolo in particolare guarda con sempre maggiore interesse a mercati quali quello della Cina. Proprio all’export verso il continente orientale lavora da tempo con incoraggianti risultati di vendite per i suoi vini e spumanti la Casa Vinicola Abbazia, antica azienda vinicola di Santo Stefano Belbo.

Valter Santero, l’imprenditore alla guida della Abbazia, sa bene che non ci si avventura in realtà come quella del crescente mercato della Repubblica Popolare senza una puntuale organizzazione e pianificazione. "Non bastano ottimi vini – spiega –: servono impegno costante, pianificazione, investimenti, presenza e serietà. Il popolo cinese è giovane e curioso, ama sperimentare e ha voglia di scoprire nuovi vini di qualità. Oltre ai soliti Chianti, Brunello, Montepulciano e Primitivo, va scoprendo infatti anche vini più delicati e aromatici, come il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante, o varietà come il Dolcetto e l’Arneis delle Langhe, seppur con molta attenzione e crescente capacità selettiva. Ma non basta, ci vogliono anche adeguate conoscenze, che si guadagnano con anni di sacrifici e la fiducia dei propri interlocutori".

A Tianjin, in occasione dell’inaugurazione del “Tianjin Italian Village” (Polo delle eccellenze italiane), Santero ha incontrato Zhang Guoqing, sindaco di questa metropoli da oltre 14 milioni di abitanti, e altri alti funzionari delle istituzioni statali e regionali, come Dai Xianglong. L’incontro è stato l’occasione per ratificare e dare impulso all’impegno preso dal Governo cinese al fine di sviluppare i rapporti con l’Italia, nell’ambito degli accordi commerciali conosciuti come “Via della seta”.

“Con questo accordo abbiamo testimoniato la fiducia e le buone crescenti relazioni tra alcune grandi industrie italiane e gli esponenti delle parti politiche e municipali del paese cinese – spiega Santero –. Questi accordi serviranno anche ad aiutare lo sviluppo e la conoscenza del territorio piemontese, con particolare attenzione ai vini di Langa”.

I. P.

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