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Attualità | 17 gennaio 2020, 12:07

Anche la Ferrero tra i soci della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra

Dopo la donazione da 5 milioni di euro, la famiglia industriale ha formalizzato il proprio ingresso tra i 60 "azionisti" della onlus, la cui raccolta ha intanto superato quota 24 milioni. In corso il primo round di acquisto per le dotazioni della radioterapia: "Sarà la prima attiva fuori da un capoluogo di provincia"

Alle ultime battute, i lavori per l'allestimento del nuovo ospedale

Alle ultime battute, i lavori per l'allestimento del nuovo ospedale

"Un ingresso prestigioso e che una volta di più certifica la capacità del territorio di Langhe e Roero di fare squadra attorno a un’importante obiettivo comune, qual è quello di creare un ospedale di eccellenza a servizio della nostra popolazione". Con queste parole Bruno Ceretto e Luciano Scalise, presidente e direttore della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus, salutano la notizia dell’ingresso della multinazionale dolciaria – tramite la Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, col suo direttore generale Bartolomeo Salomone, da poche settimane presidente anche di Ferrero Spa - all’interno della platea di soci della onlus che dal 2008 affianca l’Asl Cn2 nella realizzazione dell’ospedale unico a servizio dei comprensori albese e braidese.

Una decisione, quella formalizzata negli ultimi giorni dello scorso anno, che ancora una volta conferma la vicinanza della famiglia industriale alle sorti della struttura sanitaria, che peraltro, per volere dei 76 primi cittadini che compongono la Conferenza dei sindaci dell’Asl Cn2, porterà il nome dei compianti Michele e Pietro Ferrero.

Una vicinanza che fa seguito alla generosa donazione – 5 milioni di euro – con la quale a fine 2018 Maria Franca e Giovanni Ferrero testimoniarono la volontà di essere alla fianco della onlus nell’importante obiettivo di fare di Verduno qualcosa di più della semplice unione degli attuali ospedali di Alba e Bra.

Con l’ingresso di Ferrero e quello, di poco precedente, deciso da Banca d’Alba col suo presidente Tino Cornaglia, l’azionariato della onlus è salito a quota 60 soci: "Una platea importante, rappresentativa dell’intero territorio", spiega Luciano Scalise, che annuncia intanto che il totale delle donazioni raccolte finora dall’ente di piazza Carlo e Franco Miroglio ha superato l’importante traguardo dei 24 milioni di euro ("L’aggiornamento di questa mattina parla di circa 24.105.000 euro") e che proprio oggi, venerdì 17 gennaio, è iniziato il primo round della gara d’acquisto per le attrezzature necessarie all’allestimento della Radioterapia.

"Quest’ultimo è un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi", spiega Scalise, ricordando come Verduno diventerà "il primo ospedale piemontese a poter disporre di questa fondamentale dotazione pur non essendo capoluogo di provincia".

Su 40 nosocomi attivi nella nostra regione, solo 10 dispongono infatti delle costosissime strumentazioni necessarie a questo tipo di cura dei pazienti oncologi: due sono a Torino (Molinette e "Sant’Anna", un terzo è all’Irccs di Candiolo), gli altri 7 nei rimanenti capoluoghi di provincia piemontesi.
"Il fatto di essere riusciti a fare sì che Asl e Regione supportassero la nostra richiesta, volta a mettere fine al doloroso pendolarismo dei pazienti oncologici di Langhe e Roero, da sempre costretti a spostarsi per questo tipo di cura tra Cuneo, Asti e Torino, è stato un risultato di assoluto rilievo. Fondazione Crc e Regione Piemonte hanno garantito i 2 milioni di euro necessari all’acquisto dell’acceleratore, mentre proprio oggi abbiamo iniziato il percorso che ci porterà ad acquistare tutto quanto necessario, in termini di arredi e strumentazioni, all’allestimento e all’umanizzazione, di un’area da circa 1.100 metri quadrati".

Ezio Massucco

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