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Al Direttore | 05 gennaio 2020, 21:00

La lettera di un giovane albese: "La città di Alba condanni e si attivi contro le gravi minacce di Donald Trump"

Riceviamo e pubblichiamo

La lettera di un giovane albese: "La città di Alba condanni e si attivi contro le gravi minacce di Donald Trump"

Gentile Direttore,

dal 3 gennaio 2020 tutto il mondo è in apprensione per l’escalation militare che sta avvenendo in Medio-Oriente dopo l’uccisione del generale iraniano Suleimani per ordine del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump.

“L’uccisione di Suleimani non è questione di destra o sinistra: è un atto illegale e pericoloso” afferma Enrico Mentana nell’editoriale del giornale online Open di oggi (https://www.open.online/2020/01/05/non-e-questione-di-destra-o-sinistra-luccisione-di-suleimani-e-un-atto-illegale-e-pericoloso/).

Prosegue Mentana: “L’omicidio del Generale Suleimani, la figura più importante in Iran dopo l’Ayatollah Khamenei, è il più grave assassinio di stato compiuto dagli Usa in tempo di pace, e non per modo di dire: uccidere il comandante generale di uno stato sovrano, e per di più mentre si trova in un altro stato sovrano, è un atto che viola ogni trattato o legge internazionale. L’ultima volta che gli Stati Uniti uccisero un capo militare di un’altra nazione in un paese straniero- come ricorda il New York Times – fu durante la Seconda guerra mondiale, quando decisero di abbattere l’aereo su cui volava l’ammiraglio giapponese Isoroku Yamamoto.

È certo possibile, anzi è provato, che Suleimani fosse il burattinaio di tanti gruppi militari sulla scena mediorientale, che ci sia la sua mano dietro a azioni sanguinose, che in un mondo ideale figure come la sua sarebbero messe sotto processo. Ma gli Stati Uniti non sono lo sceriffo del mondo, e se su questo pianeta ricominciasse a farsi strada la legge del più forte sarebbe proprio la democrazia la prima delle vittime.”

L’assassinio del Generale Suleimani ha infiammato gli animi del popolo iraniano e iracheno, scesi in strada gridando “Morte all’America”. Teheran ha risposto all’attacco americano dicendo che ci sarà vendetta. La replica di Trump via Twitter non si è fatta attendere (https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1213593975732527112) .

Trump ha replicato che “se l’Iran risponderà all’uccisione del proprio generale, gli Stati Uniti sono pronti a colpire 52 obiettivi, tra cui siti importanti per la cultura dell’Iran”. Queste affermazioni sono gravissime e devono essere condannate da tutto il mondo: attaccare siti culturali è un CRIMINE DI GUERRA, proprio come fu la distruzione dello storico sito UNESCO di Palmira in Siria da parte dei terroristi dell’isis.

L’Articolo 4 della Dichiarazione Universale dell’UNESCO sulla diversità culturale adottata il 2 novembre 2001 afferma che “La difesa della diversità culturale è un imperativo etico, inscindibile dal rispetto della dignità della persona umana. Essa implica l'impegno a rispettare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, in particolare i diritti delle minoranze e dei popoli autoctoni. Nessuno può invocare la diversità culturale per minacciare i diritti dell'uomo garantiti dal diritto internazionale, né per limitarne la portata.”

Sulla base di quanto detto fino a qui, ho pensato al nostro territorio di Alba Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale dell’UNESCO come i siti minacciati dal Presidente degli Stati Uniti, e mi sono chiesto: “Se qualcuno in futuro minacciasse il nostro territorio, chi ci sarebbe a difenderci se noi ora rimaniamo indifferenti davanti a queste minacce?”

E arrivo al dunque di questa lettera. Chiedo al Sindaco della Città di Alba, “città capitale” del nostro territorio, di attivarsi immediatamente a livello della rete delle città Unesco per condannare le gravissime affermazioni di Donald Trump, che minano la basi della nostra democrazia e minacciano i diritti universali dell’uomo.

Essere territorio mondiale dell’UNESCO non è solo una grande opportunità per la nostra terra, ma è soprattutto far parte di una comunità che crede in valori di democrazia, libertà, giustizia e cooperazione tra le nazioni. La città di Alba non rimanga indifferente e sia faro di pace nel mondo.

Edoardo Bosio

Lettera firmata

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