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Agricoltura | 24 dicembre 2019, 10:23

Il Piemonte è volato in Cile per crescere anche nel ciliegio

Missione all'estero organizzata da Sanifrutta in collaborazione con la Polaris Viaggi

Il Piemonte è volato in Cile per crescere anche nel ciliegio

Chi l'ha detto che agricoltori e tecnici non si aggiornano? Sanifrutta, cooperativa piemontese facente parte dell'OP Joinfruit ha organizzato, la scorsa settimana, una visita in Cile alla quale hanno partecipato 34 frutticoltori provenienti dalla provincia di Cuneo e un paio dalla Valle d'Aosta.

Organizzatore del tour è stato il responsabile tecnico di Sanifrutta, Alex Tallone che spiega: "Si è trattato di una esperienza molto formativa. Abbiamo visitato e siamo stati accolti ovunque con grande gentilezza e disponibilità dalle principali aziende di produzione ed export di ciliegie, ma anche di mele, pere e kiwi".

Lo scopo della missione in Sudamerica è stato proprio questo: osservare come i cileni siano diventati una delle maggiori realtà produttrici di ciliegie, con esportazioni in tutto il mondo, Asia in particolare. Grazie alla tecnologia e all'innovazione, il prodotto cileno raggiunge tutti i mercati e i produttori ottengono ottime PLV ad ettaro, forti del loro periodo di raccolta, concomitante con il Capodanno Cinese, evento dove questa tipologia di frutto è particolarmente apprezzata.

"Dal 9 al 17 dicembre 2019 – precisa Tallone – abbiamo visitato realtà comprese fra Santiago e Linares. La prima cosa che balza all'occhio è la dimensione media aziendale, decisamente maggiore rispetto a quella Italiana (aziende fino a 200-300 ettari). I costi di produzione sono leggermente inferiori a quelli italiani, così come quelli di impianto in quanto, grazie alle condizioni meteo, sono molto rare le coperture da danni abiotici come grandine o pioggia. La primavera è poco piovosa per cui, normalmente, hanno meno problemi di cracking".

Di certo serve un prodotto in grado di conservarsi bene per 30-40 giorni, dato che le esportazioni avvengono via nave per lo più verso l'Asia. E la vera sfida vinta di cileni è proprio questa. "Grazie all'innovazione varietale, riescono a produrre ciliegie di grosso calibro, croccanti, più resistenti al cracking e con una lunga shelf life. Ma ciò non basterebbe per l'esportazione, per cui cruciali sono le fasi di immagazzinamento, pre-calibro e packaging. Abbiamo visto quasi ovunque tecnologia italiana Unitec che, in questo settore, in Cile è considerata azienda leader. La particolare cura nel confezionamento e nelle operazioni di cooling in tutte le fasi del processo rende il prodotto in uscita a livelli di qualità eccezionali".

Sanifrutta ha intrapreso, da qualche anno a questa parte, un progetto di sviluppo del ciliegio in Piemonte, con l'obiettivo di portare, nei prossimi 5-7 anni, questa coltura a volumi di prodotto importanti e di qualità extra. "Grazie a questa visita – precisa Alberto Boschero, tecnico Joinfruit - abbiamo potuto osservare e toccare con mano come lavorano in una delle zone produttrici più all'avanguardia a livello mondiale e come lo sviluppo di una coltura così importante (circa 40.000 ettari coltivati e circa 200mila tonnellate esportate nel 2018) possa davvero essere la chiave di volta per la reddittività delle aziende agricole".

Fabrizio Barale, vicepresidente di Sanifrutta aggiunge: "Questo viaggio studio ci ha aperto gli occhi su come il Cile sia dinamico e attento alle tecnologie e all'innovazione sia in campo sia negli stabilimenti. Fino a 10 anni fa, venivamo qui per prendere visione della melicoltura e della produzione di kiwi, mentre il ciliegio in pochi anni è diventato la principale produzione frutticola del paese".

Il tour è stato inoltre affiancato a momenti di svago nelle visite delle città di Valparaiso e Vina del Mar, con un interessante tour nella Valle de Casablanca, importante area vitivinicola a circa 100 km da Santiago.

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