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Attualità | 02 dicembre 2019, 19:00

San Pietro di Monforte d'Alba, i rilievi di Italia Nostra circa l'installazione della Fondazione Radical Design

Per il presidente della sezione albese, Sergio Susenna, ogni opera di rivitalizzazione deve procedere cautelativamente ottenendo prima le necessarie autorizzazioni di tutti gli Enti competenti

San Pietro di Monforte d'Alba, i rilievi di Italia Nostra circa l'installazione della Fondazione Radical Design

A un mese di distanza dall'evento "Barolo to heaven", promosso lo scorso venerdì 1° novembre a Monforte d’Alba dalla neonata Fondazione Radical Design, con la realizzazione di un’installazione site-specific sul bricco di San Pietro, la sezione albese di Italia Nostra interviene con le proprie osservazioni e relative istanze procedurali in merito alle modalità di intervento su un bene storico-architettonico di interesse anche paesaggistico

In una lettera rivolta a Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Assessorato all’Urbanistica Beni Ambientali della regione Piemonte e Amministrazione comunale di Monforte d'Alba, il presidente della locale sezione di Italia Nostra, Sergio Susenna, rimarca come l'antica sede di culto (una cella monastica benedettina poi possedimento della Mensa vescovile di Alba, in seguito divenuta proprietà privata), già citata in un documento papale del 1014 e in numerose successive visite pastorali presenti nell’archivio vescovile, "nonostante la deleteria situazione attuale delle residue murature", vada trattata come "una considerevole testimonianza storico-architettonica". Oggi dell’antico complesso restano solo alcuni ruderi nel bosco di querce, robinie e pini silvestri alla sommità della collina. "La rilevanza di tale complesso è evidenziata anche a livello della locale pianificazione urbanistica; difatti risulta censita come area inedificabile di tutela ambientale i cui edifici presentano interesse storico artistico - aggiunge Susenna -. Va inoltre rilevato che questa sezione di Italia Nostra nel 2016 ha provveduto a schedare tale bene culturale nell’ambito della nazionale 'Lista Rossa 2016'. Tale scheda in quell’anno è stata inviata anche al Comune di Monforte d’Alba e alla competente Soprintendenza statale. Per di più la collina di S. Pietro dal 2014 è inclusa nella core zone UNESCO dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato".

L'intento della Radical Design, nelle parole del suo fondatore Charley Vezza, Global creative orchestrator di Gufram, è quello di "dare spazio a progetti che esaltino la creatività, senza necessariamente ingabbiarla nelle categorie di Arte o Design, ma lasciando che venga vissuta come Esperienza. Un approccio anticonformista, mutuato dallo spirito del design radicale che attraverso il lavoro portato avanti con Gufram, mi spinge a mettere in discussione le certezze acquisite".

"Chiariamo subito che Italia Nostra non è a priori contraria a mirate operazioni di recupero e restauro dell’antica struttura di cui qui si tratta, anzi ritiene che tali interventi siano auspicabili e necessari - chiude Susenna -. Va però precisato che ogni opera di rivitalizzazione (come parrebbe essere intenzione della Fondazione Radical Design) deve procedere cautelativamente ottenendo prima le necessarie autorizzazioni di tutti gli Enti competenti e impostando lavori con la sensibile, massima attenzione alla salvaguardia delle antiche strutture; non ultima l’esigenza di procedere ad adeguate indagini archeologiche nel sito di tale complesso. Questa associazione si riserva di verificare, per quanto la normativa lo consente, le previsioni progettuali che dovranno essere redatte. In attesa di ulteriori sviluppi, confermiamo la nostra disponibilità in tal senso".

P.R.

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