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Cronaca | 29 novembre 2019, 10:12

Nelle Langhe una cellula del movimento neonazista sgominato dalla Digos

Perquisizioni in tutta Italia hanno portato a 19 denunce, referenti di un'organizzazione dalle dichiarate connotazioni xenofobe e antisemite. Nel cascinale abitato dal 32enne, già noto alle forze dell’ordine, sequestrate armi e materiale da propaganda

Nelle Langhe una cellula del movimento neonazista sgominato dalla Digos

Materiale di propaganda e oggetti atti ad offendere: armi dal limitato potenziale offensivo, visto che si trattava di pistole e fucili ad aria compressa (tra queste il modello di un fucile d’assalto M16) oppure da esposizione (machete, spade katana, balestre, insieme a un tirapugni), in libera vendita e comunque conservate all’interno del suo domicilio. Ma certamente materiali che serviranno alla Polizia per compiere ulteriori accertamenti sulla figura del 32enne residente in un cascinale delle Langhe, già pregiudicato per reati consimili, ora coinvolto nell’operazione "Ombre nere".

L’attività è quella che all’alba di ieri, giovedì 28 novembre,  ha visto le forze dell’ordine compiere perquisizioni in numerose regioni italiane accendendo i propri riflettori su un’organizzazione ramificata su tutto il territorio nazionale e arrivando a individuare 19 militanti di estrema destra, ora denunciati con le accuse di costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere.

"L’uomo non svolgeva attività sul territorio – spiega al nostro giornale il questore di Cuneo, Emanuele Ricifari –, ma era in collegamento con una rete di attivisti che aveva ramificazioni in tutto il Paese".

Secondo gli l’ipotesi degli inquirenti – l’indagine è partita dalla Digos di Enna, in Sicilia –, l’organizzazione avrebbe puntato a costituire un movimento dalle dichiate connotazioni filonaziste, xenofobe e antisemite.

In costante collegamento sul web tramite una chat battezzata "Militia", il gruppo sembrava infatti mirare a dar vita a un movimento che fin dal nome – Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori – si richiamava al tragico precedente della formazione fondata in Germania da Anton Drexler e Adolf Hitler. Un movimento con tanto di simbolo, programma politico, organizzazione interna e strutture territoriali.

In questo senso il gruppo avrebbe avuto contatti con formazioni di rilievo della galassia estremista europea, quali l’inglese “Aryan White Machine – C18” e il partito di estrema destra portoghese “Nova Ordem Social”.
Tra i coinvolti nell’indagine anche un pluripregiudicato calabrese, ex legionario ed esponente di spicco della 'ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il Ponente Ligure.

Ezio Massucco

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