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Cronaca | 22 novembre 2019, 18:45

A processo per aver molestato e aggredito il ragazzo che aveva avuto una breve storia con la sua fidanzata

La presunta vittima: “Mi ha colpito mentre mi trovavo sulla barella in ospedale”

A processo per aver molestato e aggredito il ragazzo che aveva avuto una breve storia con la sua fidanzata

Accusa l’imputato di averlo insultato telefonicamente e di averlo aggredito in ospedale. Il motivo di tanta acredine sarebbe stata una ragazza con la quale la presunta vittima aveva avuto una brevissima relazione sentimentale. La giovane di fatto non avrebbe mai lasciato il compagno W.C., a processo con le accuse di stalking e lesioni, difeso dall’avvocato Antonio Vetrone.

I fatti si riferiscono ad un anno fa. “Ero appena stato trasportato al Carle, l’imputato mi ha aggredito e colpito al volto mentre ero sdraiato in barella”, ha raccontato il trentenne costituito parte civile assistito dall’avvocato Alessandro Bruno. “Non ricordo nulla perché ero in stato di incoscienza, me l’hanno raccontato in seguito. Prima e durante il ricovero W.C., che non avevo mai visto prima, mi ha ripetutamente telefonato insultandomi pesantemente e minacciandomi perché mi ero messo insieme alla sua fidanzata. Ho avuto paura per la mia incolumità fisica. Ha smesso quando ho bloccato il suo numero, e con la ragazza ho troncato.”

Il medico che accolse il giovane in ospedale ha raccontato una versione diversa: “Durante il colloquio il paziente, che era frastornato ma comunque cosciente, aveva acconsentito che fosse presente anche la ragazza, accompagnata da W.C.. Ci fu uno scambio di parole e l’imputato si buttò sull’altro sferrandogli un pugno sul viso, facendolo cadere a terra. Intervenne l’infermiere per separarli”.

La zia materna della presunta vittima ha spiegato che il nipote si trovava in una condizione di profondo sconforto perché aveva da poco ricevuto la diagnosi di una grave malattia: “Per la ragazza si era rassegnato, ma era affetto da depressione con squilibri emotivi. Non riusciva a gestire la situazione. Si sentiva aggredito e profondamente umiliato da quelle telefonate. Non mi parlò dell’aggressione subita”.

L’udienza è stata rinviata a febbraio per la testimonianza della ragazza.



Monica Bruna

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