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Cronaca | 12 novembre 2019, 16:16

Appostato davanti la casa della ex con coltelli e mazza da baseball: condannato a cinque mesi per porto ingiustificato di armi

Il giovane è stato recentemente riconosciuto colpevole di stalking nei confronti della stessa ragazza

Il tribunale di Cuneo - foto generica

Il tribunale di Cuneo - foto generica

Cinque mesi di arresto e 1.500 euro di ammenda per porto ingiustificato di armi improprie è la condanna che il tribunale di Cuneo ha pronunciato oggi in capo a L.G., che il 13 agosto 2018 fu trovato in possesso di due coltelli a serramanico e di una mazza da baseball, custoditi all’interno della sua vettura.

Il giovane è stato recentemente condannato a sei mesi di reclusione per stalking nei confronti della ex convivente. Era stata lei quella sera di agosto a telefonare ai carabinieri perché il suo ex ragazzo continuava ad appostarsi sia nei pressi dell’ufficio dove lavorava, che nelle vicinanze della casa dei genitori dove era andata ad abitare.

Lì dove lo avevano trovato i carabinieri: “Durante il nostro controllo era agitato, tanto che dovemmo chiedere l’intervento di un’ambulanza”, ha testimoniato questa mattina l’appuntato scelto che eseguì il controllo. “All’interno della sua auto trovammo due coltelli a serramanico e dietro al sedile una mazza da baseball. Lui non seppe spiegare perché era in possesso di quegli arnesi, perché era sconvolto per la fine della storia con la sua fidanzata”.

Il padre del giovane, teste per la difesa, ha sostenuto che i coltelli servivano per la raccolta di frutta e verdura: “Mio figlio mi aiutava nel lavoro nei campi. I coltelli, come facevo anche io, li portavamo da casa in macchina perché non avevamo una baracca dove custodirli”. Per la mazza da baseball: “So che andava a giocare”.

L’avvocato Luisa marabotto aveva chiesto l’assoluzione: “Il padre ha spiegato perché avesse i coltelli e la mazza . Lui non era stato in grado di giustificarsi perché si trovava in uno stato confusionale dovuto alla sua situazione con la ex fidanzata. Si era comunque mostrato collaborativo nei confronti dei carabinieri”.







Monica bruna

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