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Cronaca | 11 novembre 2019, 12:19

Furti di rame in impianti fotovoltaici di Savigliano e Cherasco: carabinieri di Torino arrestano dieci persone

Un giro d'affari da 500 mila euro, con 44 mila metri quadrati di rame rubato dal 2017 ad oggi. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio e furto in concorso nel Centro e Nord Italia

Furti di rame in impianti fotovoltaici di Savigliano e Cherasco: carabinieri di Torino arrestano dieci persone

"Questa operazione dimostra che esiste una filiera redditizia nel commercio illecito del rame. I ladri rubano anche cavi telefonici, di rete ferroviaria e perfino tombini". Cosí il comandante provinciale dei carabinieri di Torino Francesco Rizzo, dopo l'operazione che ha portato all'arresto di dieci persone (due in carcere e otto ai domiciliari) appartenenti a una vera e propria organizzazione specializzata in furti e ricettazione di rame, rubato dagli impianti fotovoltaici del Centro e Nord Italia.

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio e furto in concorso. Quindici gli episodi accertati, verificatisi ad Airasca (TO), Savigliano e Cherasco (Cn), Narni e Otricoli (Tr), con i militari che hanno ricostruito il modus operandi del gruppo: a compiere materialmente i furti erano i rom del campo nomadi di via Germagnano, che poi vendevano il metallo, a 2-3 euro al chilo, al proprietario di una ditta di Piscina, nel Pinerolese.

Con la complicità dei dipendenti, il rame veniva ripulito e rivenduto alle fonderie (al doppio del prezzo). Quindi, una volta trasformato in lingotti, il rame viaggiava all'interno di container diretti nei paesi asiatici, dove il metallo è utilizzato nella componentistica elettronica. In particolare, l'oro rosso arrivava a Piscina alle sei del mattino, con il proprietario che disattivava l'allarme e apriva i cancelli della ditta ai rom, che entravano e scaricavano il materiale.

Un giro d'affari da 500 mila euro, con 44 mila metri quadrati di rame rubato dal 2017 ad oggi. I carabinieri hanno sequestrato la ditta di Piscina e i beni riconducibili al proprietario fra cui due auto. L'arresto è scattato anche per tre titolari di altrettante aziende, che collaboravano per riciclare il rame rubato.

Marco Panzarella (torinoggi.it)

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