/ Cronaca

Cronaca | 11 novembre 2019, 13:21

Diciotto anni di carcere per il macellaio di Govone che soffocò la moglie durante una lite

La lettura del dispositivo pochi minuti fa, nell'aula 6 del palazzo di giustizia di Asti. Il legale dell’imputato, reo confesso, ha sostenuto che non intendeva uccidere e ha preannunciato ricorso in appello

Il tribunale di Asti (archivio)

Il tribunale di Asti (archivio)

Il giudice del tribunale di Asti Alberto Giannone ha disposto 18 anni di reclusione per Arturo Moramarco, 58 anni, macellaio di Canove di Govone che confessò di aver ucciso la moglie Roberta Perosino, il 26 giugno 2018, e di aver simulato una rapina per nascondere l'omicidio.

La lettura del dispositivo pochi minuti fa, 11 novembre, nell'aula 6 del palazzo di giustizia di Asti. L'imputato, detenuto nel carcere di Alessandria, era in aula a fianco del suo legale Marco Calosso. La condanna conferma la richiesta di pena avanzata dal PM Simona Macciò. 

Fuori dall'aula le sorelle e i familiari della vittima: "Non ci eravamo costituite parte civile solo per il bene di nostro nipote: non volevamo togliergli soldi che gli sarebbero spettati", hanno detto le sorelle della vittima, Federica e Rosa. La loro decisione era stata criticata, "ma noi l'abbiamo fatto a fin di bene" hanno aggiunto.

Roberta Perosino, 53 anni, sarebbe morta soffocata, al termine di una lite col marito, che l'afferrò per il collo e ne causò l'asfissia. Il coniuge quella mattina raccontò di aver chiamato chiamò il 112, dicendo di aver trovato la moglie a terra, colta da malore dopo una presunta visita di ladri. In realtà era stato lo stesso coniuge a inventarsi l'aggressione.

"Il mio cliente aveva confessato - ha affermato il legale della difesa - ma non voleva uccidere la moglie. Avevano litigato e l'aveva afferrata al collo, ma non con l'intenzione di ucciderla. Ricorreremo in Appello".

M. M.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium