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Politica | 08 novembre 2019, 12:30

Gianna Gancia: “Sono vicino a Liliana Segre e spero di poterla incontrare presto”

L’europarlamentare della Lega ancora una volta canta fuori dal coro, ma sul suo profilo social fioccano commenti di tutt’altra natura

Gianna Gancia: “Sono vicino a Liliana Segre e spero di poterla incontrare presto”

“Sono vicina con il cuore a Liliana Segre. Mi auguro di poterla incontrare e di ospitarla in Piemonte per un incontro con i tanti giovani, e non, che vogliono conoscerla e ascoltarla”.

Così Gianna Gancia, europarlamentare della Lega, commenta sul suo profilo social il caso della senatrice a vita, una delle poche donne ancora viventi scampate all’Olocausto, messa sotto scorta dopo aver ricevuto minacce di morte.

La deputata europea ci ha abituato a posizioni controcorrente, assunte in ripetute occasioni in dissonanza dai vertici del suo partito.

E anche questa volta non ha mancato di fare sentire la sua voce, cantando fuori dal coro.

Senonchè, accanto a condivisioni, alcuni commenti sono tutt’altro che favorevoli alla sua attestazione di solidarietà nei confronti della senatrice a vita.

Scrive una donna, Carla B. “Ma che senatrice!!!. Con le pensioni che prende vada fuori dalle scatole, si goda la vita, non rompa più le scatole. Scorta? Ma siete pazzi?? E noi paghiamo!!!”.

E se Marco M. dà atto a Gianna Gancia “di sapere, come sempre, mettere al centro l’aspetto umano”, c’è invece chi tira in ballo i bambini di Bibbiano e addirittura chi, come Salvatore C scrive: “La signora ha 100 anni perché non sta a casa a godersi la pensione da senatrice? Massimo rispetto  per lei, ma con i comunisti c’è sempre da temere”.

E Carmelo P. commenta: “Ma quanto ci viene a costare? Si dimetta! All’improvviso il caso Segre viene alla ribalta…Con 20 mila posti di lavoro a rischio pensiamo alla pressione mediatica dei giornalai di sinistra. Bah!! E poi dicono che la gente si allontana dalla politica”.

Come si evince – fatto salvo il fatto che nel calderone dei social ribolle di tutto – grande resta la confusione sul “caso Segre” sotto il cielo della Lega.

Il leader maximo, Matteo Salvini, in un primo tempo, commentando la decisione di assegnare la scorta alla senatrice, ha affermato che anche lui era stato fatto oggetto di ripetute minacce.

Poi ha corretto il tiro: “Sono vicino a Segre. Chi nega la Shoah – ha detto – è da ricovero urgente”.

gpt

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