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| 26 ottobre 2019, 10:00

Parco del Monviso: la Montagna scrive alla Regione e, pur di strappare la Presidenza alla Pianura, propone Donalisio, Dovetta o Marengo

La lettera, scritta su carta intestata dell’Unione del Monviso, è stata sottoscritta da 23 Enti, tra Comuni, Unioni e BIM. “Singolare” il caso di Pontechianale: il vicesindaco firma il sostegno a Marina Bordese (pianura), ma il sindaco si schiera con i colleghi delle Vallate…

Da sinistra, Donalisio, Dovetta e Marengo

Da sinistra, Donalisio, Dovetta e Marengo

Gabriele Donalisio, Silvano Dovetta e Gianfranco Marengo.

Sono le tre figure, “adeguate e qualificate” che l’Unione del Monviso, insieme ad una serie di altri Enti di cui vi daremo puntuale resoconto nel corso dell’articolo, propone alla Regione per la Presidenza del Parco del Monviso.

Datata 18 ottobre 2019, la lettera, scritta su carta intesta dell’Ente montano guidato da Emidio Meirone, è stata indirizzata al governatore del Piemonte Alberto Cirio ed al suo vice Fabio Carosso, che detiene la delega ai Parchi, Fabio Carosso.

La missiva si apre ricalcando storia e “composizione” dell’Ente Parco: “Nato nel 2016 come evoluzione del ‘Parco del Po Cuneese’, il Parco del Monviso riguarda i comuni Caramagna Piemonte, Casalgrasso, Casteldelfino, Crissolo, Faule, Oncino, Ostana, Paesana, Pancalieri, Polonghera, Pontechianale, Revello, Saluzzo, Villafranca Piemonte”.

E poi ancora: “È costituito da 1 Parco Naturale Regionale, 8 Riserve Naturali Regionali, 7 Zone Speciali di Conservazione, 2 Valli Alpine, il Monviso 3.841 m s.l.m., le Sorgenti del Po, il Bosco dell’Alevè, il Buco di Viso, oltre 20 laghi alpini e 7 ettari di torbiera e, da ultimo, la Gestione della Tenuta Regionale e Sito di Interesse Comunitario di Staffarda.

Dal punto di vista naturalistico il Parco del Monviso è principalmente caratterizzato da due entità di grande rilievo ambientale e paesaggistico: il massiccio del “Re di pietra” e il Bosco dell’Alevé che fanno capo ai due comuni di Alta Valle, Valle Varaita e Valle Po. Possiamo quindi affermare che la maggior parte del suo territorio si caratterizza come montano”.

Ma il “nocciolo” della questione viene ora.

“Siamo qui a sottoscrivere questa lettera – si legge nel documento – auspicando che la Regione Piemonte tenga in considerazione il fatto che la Presidenza dell’Ente sia riservata a personalità che ben conoscano la gestione e la tipicità di un territorio montano, che ha intrinsecamente al suo interno sfide importanti da affrontare”.

Tradotto: la Presidenza rimanga in mano alla Montagna, e non alla Pianura. Dove per Pianura va inteso il nome di Marina Bordese, vicesindaco di Villafranca Piemonte nonché moglie del primo cittadino Agostino Bottano.

La Bordese, ormai è noto ai più, aveva ottenuto l’appoggio dei Comuni dall’Associazione Octavia (tra cui Revello), di Pontechianale e di Casteldelfino, in alta Val Varaita.

Riprendendo il bandolo della matassa, sono 23 gli Enti che sostengono Donalisio, Dovetta e Marengo, purchè la presidenza del Parco rimanga alla Montagna.

Sono: l’Unione del Monviso, l’Unione Barge-Bagnolo e l’Unione Valle Varaita, i Comuni di Ostana, Oncino, Crissolo, Brondello, Paesana, Sanfront, Martiniana Po, Gambasca, Saluzzo, Pagno, Isasca, Pontechianale, Bellino, Melle, Frassino, Venasca, Costigliole Saluzzo, Verzuolo, il BIM del Po e il BIM del Varaita.

“Al fine di avere la maggior condivisione possibile, ci paiono adeguate e qualificate le figure di Donalisio, Dovetta e Marengo (di cui la Regione ha recepito le candidature). – sostengono gli Amministratori locali – Nelle loro precedenti esperienze politico amministrative hanno sempre mostrato un atteggiamento equilibrato, costruttivo e competente volto alla valorizzazione del territorio in cui operavano.

Tutte e tre le candidature sono altresì espressione di un’area vasta che esula della mera appartenenza all'Ente di gestione delle aree protette del Monviso, ma sconfina in Amministrazioni che storicamente vivono la realtà del Parco del Monviso di riflesso, ma non per questo con scarsa partecipazione e interesse”.

IL “CASO” DI PONTECHIANALE

In questa vicenda, merita un “capitolo tutto suo” Pontechianale.

Con, da una parte, il vicesindaco Manuela Bianco che firma a sostegno della Bordese. E, dall’altra, il sindaco Oliviero Patrile che firma il documento dell’Unione del Monviso, a sostegno del “candidato della Montagna”.

Pare che l’appoggio del sindaco Patrile sia giunto per… “intercessione” di Silvano Dovetta, nella veste di presidente dell’Unione montana Valle Varaita.

Il sillogismo è semplice: l’Unione Val Varaita appoggia un candidato che rappresenti la montanità. Pontechianale fa parte dell’Unione Valle Varaita. Ergo, anche Pontechianale deve firmare il documento dei “cugini” della Val Po.

Messa in questi termini, Patrile difficilmente si è potuto sottrarre alla sottoscrizione della lettera. In piena contrapposizione con il suo vicesindaco. Una firma che pare non esser stata troppo “gradita” dalla Bianco, che sembra esser intenzionata a chiedere la convocazione di una Giunta “ad hoc” sulla questione.

Nicolò Bertola

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