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Attualità | 23 ottobre 2019, 16:19

Nuovo ospedale Alba-Bra, cosa ci troveremo e quando: tutto quello che c’è da sapere in vista del trasloco di primavera

Dai nuovi reparti e dalle attività appena autorizzate dalla Regione ai servizi che rimarranno invece in città, dalla registrazione dei neonati al bando per la vendita di San Lazzaro e Santo Spirito: punto per punto le risposte del direttore generale Asl sul prossimo spostamento verso il "Michele e Pietro Ferrero"

Quando andremo nel nuovo ospedale e come? E’ quanto il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio ha provato a spiegare rispondendo alle numerose e circostanziate domande arrivate dai consiglieri comunali albesi che hanno preso parte alla seduta della 4ª Commissione che lunedì sera ha affrontato il tema su iniziativa del suo presidente Gionni Marengo.

A un mese esatto dalla "dichiarazione di fine lavori" – e mentre mancano quindi altri 30 giorni al termine fissato per la definitiva ultimazione di tutte le opere – si è quindi tentato di capire quali passi l’azienda sanitaria stia predisponendo per arrivare all’impegnativo momento del trasloco, quando i reparti ora ospitati nei presidi di Alba e Bra dovranno dire definitivamente addio a "San Lazzaro" e "Santo Spirito" per spostarsi finalmente nella struttura che porterà il nome degli industriali Michele e Pietro Ferrero.

LA SITUAZIONE A OGGI
Accompagnato dal direttore sanitario Mario Traina, il dottor Veglio ha sostanzialmente ribadito quanto già detto in diverse occasioni negli ultimi mesi. I dieci piani dell’ospedale sono finalmente completi, ma insieme alle ultime finiture bisogna portare a termine l’articolata fase dei collaudi e quella, parallela, che porterà a completare la posa di sale operatorie, dispositivi medicali, arredi e strumentazioni le più varie, dai forni delle cucine, ai sollevatori delle camere di degenze, ai carrelli dei magazzini. Tutte opere – ha spiegato in sostanza Veglio, avviate ormai da mesi, ma che come ampiamente previsto oggi si presentano a un diverso grado di avanzamento a seconda dei casi per effetto di specifiche situazioni via via presentatesi, con riguardo soprattutto alla disponibilità materiale degli spazi e al diverso stato di appalti e commesse riguardanti le centinaia di forniture di un ospedale ha bisogno.  

"Sono mesi che anche noi stiamo operando all’interno della struttura. In alcuni casi ci siamo accordati col concessionario per iniziare gli allestimenti a lavori ancora in corso, ma in altre situazioni questo non era possibile, perché avrebbe creato interferenze tra le diverse squadre di operai – ha spiegato il direttore –. Per fare due esempi, le cucine sono praticamente terminate, così come lo sono da tempo le camere di molti reparti, mentre l’appalto per la nuova dialisi è stato chiuso due mesi fa e ora procederemo al suo allestimento. In questo senso la notizia positiva è che a Verduno tutti gli arredi saranno nuovi, per cui avremmo poco da portarci dietro. E questo è già un grande vantaggio".

TRASLOCO ENTRO PASQUA?
Momento più atteso dell’audizione è stato ovviamente quello in cui al direttore generale è stato chiesto di azzardare una previsione sulla tempistica di trasferimento. Un punto sul quale il dottor Veglio si è limitato a dare alcune indicazioni, facendo un comprensibile – e anche condivisibile, dopo anni promesse – esercizio di prudenza.
"È ragionevole pensare che i primi mesi del nuovo anno serviranno per ultimare i collaudi e i trasferimenti", ha spiegato, per poi aggiungere che "ragioni epidemiologiche e ambientali ci dicono guardare a marzo, per spostarsi, è meglio che farlo a gennaio, quando sulle nostre teste incombe pure il possibile picco dell'influenza stagionale".
"La Regione ha indicato come termine ultimo la prima metà dell’anno, ma noi contiamo ampiamente prima", ha ancora aggiunto, implicitamente confermando quando da tempo si va dicendo nei corridoi dell’Assessorato ora guidato da Luigi Icardi e in quelli dell’Asl albese e braidese. Ovvero che un obiettivo ragionevolmente raggiungibile – si può desumere – sarebbe quello di terminare tutte le operazioni entro Pasqua, ricorrenza che sul calendario del 2020 cade al 12 aprile, mentre è molto probabile che l’operazione di spostamento vero e proprio – che peraltro dovrebbe avvenire in simultanea per tutti i reparti – finirà per cadere su un fine settimana, così da poter approfittare di migliori condizioni di traffico.

LA CABINA DI REGIA
Per quando riguarda invece le modalità di trasferimento, il dottor Veglio ha riiferito che ormai da tempo la sua direzione è sede di incontro di una cabina di regia, che si riunisce ogni venerdì mattina partecipata da tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nelle operazioni di allestimento e trasloco. "Per lo spostamento vero e proprio ci avvarremo dell’aiuto di due società specializzate, una in apparecchiature medicali, l’altra competente nell’ambito delle grandi organizzazioni", ha spiegato il responsabile generale, aggiungendo che "in questi mesi ci siamo approfonditamente confrontati con chi, anche fuori dalla nostra regione, ha dovuto affrontare esperienze simili, così da raccogliere indicazioni utili circa le modalità da seguire e gli errori da evitare".  

SOLLIEVO PER IL PRONTO SOCCORSO
Il tema dei contenuti ha visto il direttore sanitario Traina illustrare prima gli indubbi vantaggi che un’unica sede garantirà rispetto all’odierna situazione sopratutto in contesti quali il Pronto Soccorso, che oggi, e specialmente sulla sede braidese, è probabilmente il servizio che maggiormente soffre della cronica carenza di personale medico che interessa in modo generalizzato la sanità ospedaliera italiana.   

PRIMARI IN PENSIONE
"Non tutti gli odierni problemi saranno risolti, ma diciamo che si inizierà a respirare", ha quindi ribadito il direttore sanitario, che in argomento ha poi ricordato anche il tema di un’età media del personale medico che ad Alba come a Bra è attestata sulla soglia dei 55 anni. "Al netto dei cronici problemi di cui buona parte degli ospedali italiani soffrono nel reclutamento dei medici, registriamo come la nostra Asl si avvicini a un importante ricambio generazionale anche per quanto riguarda i primari, diversi dei quali sono vicini alla pensione. Faremo di tutto per fare sì che i loro sostituti corrispondano a quei profili di eccellenza ai quali vogliamo portare il nostro ospedale".
      
RADIOTERAPIA MA NON SOLO
Lo stesso Traina ha poi illustrato di quali nuovi "contenuti sanitari" potranno disporre gli utenti di Verduno. In questo senso, non fa ovviamente notizia l’allestimento della radioterapia, resa possibile dall’impegno della Fondazione Nuovo Ospedale, oltre che dal contributo di 2 milioni di euro arrivato a questo fine dalla Fondazione Crc: "Una dotazione che chiude il cerchio del ciclo di cura del paziente oncologico, che finalmente sarà tutto interno al nostro ospedale", ha commentato Traina.

NUOVO REPARTO CURERA’ I DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE
Importanti novità riguardano invece due specialità che finora non esistevano nei plessi di Alba e Bra. La prima è la Ginecologica Oncologica, appena autorizzata dalla Regione, che ha anche dato il proprio via libera all’istituzione a Verduno di un primariato (formalmente una Struttura Operativa Complessa) dedicato alla nutrizione clinica e alla cura dei disturbi del comportamento alimentare: una specialità figlia anche dello stretto rapporto tra l’Asl Cn2 e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

EMODINAMICA FINALMENTE H24
L’ultima nuova riguarda in realtà la conferma di quanto annunciato da tempo dall’Assessorato regionale alla Sanità: l’Emodinamica oggi attiva ad Alba limitatamente a 12 ore al giorno, in quel di Verduno diverrà H24, assorbendo anche quella operativa presso l’ospedale di Savigliano. Una conferma molto attesa, considerato che il tema era stato più volte oggetto di polemica politica sulla piazza langarola.
 
IL NODO VIABILITA’
"Sul tema dei trasporti abbiamo zero possibilità di intervenire", ha spiegato il dottor Veglio chiarendo all’uditorio che il tema, per quanto critico, non rientra nelle strette competenze dell’Asl, ma di Regione, Provincia e Comuni.
Per poi aggiungere: "Noi abbiamo una ben precisa linea strategica: in ospedale ci deve andare solo chi ha davvero bisogno dell'ospedale. Alla fine il nostro obiettivo è che la gente vi debba ricorrere il meno possibile. Per questo dovremmo essere bravi a offrire sul territorio tutto ciò che serve agli utenti e a soddisfare il bisogno di sicurezza delle persone, limitando al massimo il ricorso all’ospedalizzazione. Quanto più saremo bravi in questo proposito, tanto più sarà possibile ridurre anche gli spostamenti verso il plesso ospedaliero".

I PRELIEVI DEL SANGUE (E NON SOLO) RIMANGONO IN CITTA’
"A Verduno certamente non si rivolgeranno i 300 e 200 utenti, rispettivamente, che oggi quotidianamente si rivolgono agli ospedali di Alba e Bra per i prelievi di sangue", ha poi spiegato Veglio, confermando che tale servizio rimarrà nelle due città, così come tutto quanto riguarda vaccinazioni, visite di primo livello, consultori e ambulatori, destinati a venire ancora erogati nelle attuali sedi fino a quando la stessa Asl non avrà definito per loro una sistemazione definitiva, ma sempre nelle due città.

Nel nuovo nosocomio andranno ovviamente invece tutte le attività propriamente ospedaliere, a partire dal Pronto Soccorso e per arrivare al punto nascite, attività che in ospedale si avvalgono in modo decisivo della rassicurante presenza di una Rianimazione e di tutti quei presidi a più alta complessità, diagnostici e non solo, utile a fornire l’assistenza che i pazienti possono richiedere.

VIABILITA’: VERDUNO NON SARA’ PEGGIO DI ALBA E BRA
"Arrivare a Verduno non sarà più complicato di quanto non lo sia arrivare oggi a bordo di un’ambulanza in urgenza presso gli ospedali di Alba e Bra", ha poi spiegato il direttore, ricordando l’importanza che sulla Provinciale 7 vengano però rispettate le limitazioni al transito dei mezzi pesanti (interdetto a quelli in arrivo da Pollenzo, con esclusione di quelli dirette alle aziende delle vicina area artigianale).
Utili in questo senso sarà il servizio di navette allo studio dell’Agenzia regionale per la Mobilità, con partenze ogni mezz’ora dalle due cittadine, mentre – ha continuato il direttore – "stiamo prendendo contatti con due società specializzate nel carpooling per valutare anche questa modalità di trasporto".

GLI OSPEDALI IN VENDITA: APPROVATO IL BANDO
"Venerdì scorso (18 ottobre, ndr) abbiamo deliberato un primo bando per l’alienazione degli attuali presidi di Alba e Bra – ha ancora spiegato il dirigente Asl –. Il bando, è bene sottolinearlo, prevede che la disponibilità al passaggio di proprietà dei beni sia condizionata allo spostamento non solo delle attività ospedaliere, ma anche di tutti servizi che vi girano attorno, a partire da quelli diagnostici e ambulatoriali. Diciamo che, sintetizzando, noi provvederemo al trasloco, ma che il grosso delle attività almeno in un primo momento rimarrà nei due ospedali. Sol in un secondo momento lavoreremo per concentrarle tutte in un posto unico".

Da definire, invece, il destino degli uffici amministrativi, sui quali si stanno facendo le valutazioni del caso. Al momento è previsto che verso la nuova struttura si sposti anche una mole di personale quantificata in 1.200 dei 1.600 addetti complessivamente in carico all’Asl Cn2.

NUOVI NATI REGISTRATI A VERDUNO? ASSOLUTAMENTE NO
L’ultima curiosità riguarda una domanda avanzata in più momenti dai consiglieri albesi, che nel corso della Commissione vi sono tornati in ultimo con Mario Sandri: "Ma i bimbi che verranno alla luce nel nuovo ospedale risulteranno tutti come nati a Verduno?". "Assolutamente no – hanno rassicurato i due direttori nel sollievo generale –. Come già avviene oggi, i genitori dei bimbi nuovi nati avranno la possibilità di registrare i loro figli in ospedale o presso la propria anagrafe di residenza, il cui Comune verrà identificato con quello di nascita nei relativi documenti".

Ezio Massucco

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