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Attualità | 21 ottobre 2019, 15:43

Dogliani tutela "cisrà" e "copeta" dedicando alle due celebrate tipicità la sua prima "De.Co."

Aziende e ristoranti che ne faranno richiesta e ne rispetteranno lo speciale disciplinare di produzione potranno fregiarsi del marchio collegato alla nuova Denominazione Comunale

La "cisrà", tradizionale minestrone di trippe e ceci

La "cisrà", tradizionale minestrone di trippe e ceci

La cucina di Langa, espressione di un mondo contadino semplice, ha conservato nel tempo la sua tipicità. Tra le migliori espressioni della cucina povera di Langa, a Dogliani, troviamo la "cisrà", tradizionale minestrone di trippe e ceci, e la "copeta", un dolce che veniva preparato fin dal Medioevo, con la stessa tecnica usata per la preparazione delle ostie per la messa.

Entrambe le ricette, proprio per la loro storicità e tipicità stanno per ottenere un importante riconoscimento. L’Amministrazione comunale di Dogliani infatti, ha deciso di istituire la Denominazione Comunale “De.Co.” con l’obiettivo di censire quei prodotti agroalimentari e le tradizioni legate alla storia e alla cultura del territorio comunale, per promuoverli e garantirne lo sviluppo.

Il gustosissimo minestrone, a Dogliani, viene offerto tradizionalmente tutti gli anni la mattinata del 2 novembre al mercato di piazza della Confraternita, come erano soliti fare i membri della Confraternita dei Battuti coi pellegrini di Langa giunti in paese in occasione della commemorazione dei morti.
Fin dalla prima edizione la cuoca che ha seguito la preparazione della minestra, insieme a una schiera di numerosi volontari, è stata la signora Maresa Rolfo. La stessa, ci ha raccontato come questo piatto, sebbene povero e di umili origini, le fosse stato tramandato dalla madre Adelina, che a sua volta ne aveva appreso la ricetta dallo zio, Enrico Rolfo, I° Maggiordomo alla corte dei Savoia e in seguito al Quirinale fino al 1955. Nato a Dogliani il 5 novembre 1894, era stato educato alla raffinata scuola della Regina Margherita nel palazzo di via Vittorio Veneto. Il principe Umberto lo portò con sé nella Reggia di Napoli e lo nominò capo dei servizi: aveva sotto di sé una schiera di valletti, camerieri, cuochi e pasticcieri. Fu maggiordomo personale di Luigi Einaudi, che salito al Quirinale trovò con sorpresa un doglianese al suo servizio.

Tra i tipici dolci tradizionali che stuzzicano il palato, non possono mancare in tavola in questo periodo autunnale le "copete". In Piemonte la copeta è presente in tutto il basso Piemonte, dal Monregalese all’Alessandrino e in particolare è riconosciuta una versione fatta a Dogliani e nel Monregalese che sarebbe giunta fino a noi attraverso i mori saraceni che nel X secolo invasero la valle del Tanaro.
In questa precisa area geografica però, e in particolare a Dogliani, la copeta ha assunto una caratteristica che la rende unica: la farcitura tra due ostie fatta con noci, ma soprattutto con nocciole “tonda gentile” che le colline circostanti (patrimonio dell’Unesco) producono generosamente.
Gli ingredienti della copeta di Dogliani sono molto semplici e da questo è forse derivata la sua diffusione nella zona. Anche le famiglie più povere potevano permettersela, trovando in natura tutti gli ingredienti per la sua realizzazione. La sua particolarità è l’assenza dello zucchero, forse non per scelta bensì per necessità, essendo un ingrediente un tempo molto pregiato e che pochissimi potevano permettersi.

“L’istituzione della Denominazione Comunale “De.Co.” - spiega l’assessore Gian Luca Demaria - nasce a tutela del nostro territorio e delle sue tradizioni e vuole essere una carta d’identità di un prodotto o di una ricetta, certificandone l’origine storico-geografica. Il Doglianese vanta tradizioni enogastronomiche eccellenti che posano le proprie radici lontano nel tempo. L'esempio della cisrà di cui vi è traccia scritta sin dal 1600 ne è un importante dimostrazione. Dogliani possiederà per la prima volta un marchio proprio di denominazione comunale (De.Co) per prodotti agroalimentari tipici. Il logo, realizzato dall’artista doglianese Teresita Terreno, riporta il leone rampante simbolo distintivo del nostro Comune accanto ai profili di Borgo e Castello. Potranno fregiarsene le aziende e i ristoranti che ne faranno richiesta in Comune e che si impegneranno a seguire il disciplinare di produzione dei prodotti a denominazione comunale di Dogliani”.

C. S.

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