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Attualità | 21 ottobre 2019, 17:58

Castellinaldo: giuste nozze per il notaio Vincenzo Toppino, benefattore del nuovo ospedale

Nel novembre scorso donò 5 milioni di euro alla causa del nosocomio. Oggi il professionista si è unito in matrimonio con la compagna originaria del Togo: "Per lunghi anni sono stato sposato al lavoro e solo a quello. Ora ho deciso di dedicarmi ad altre persone, alla mia magnifica moglie e al suo bambino Aron"

Vincenzo Toppino, insieme alla consorte Dodo, al pranzo che la coppia ha organizzato presso il Ristorante Bovio a La Morra dopo la cerimonia di stamattina in municipio a Castellinaldo

Vincenzo Toppino, insieme alla consorte Dodo, al pranzo che la coppia ha organizzato presso il Ristorante Bovio a La Morra dopo la cerimonia di stamattina in municipio a Castellinaldo

Poco meno di un anno fa, nel novembre 2018, si guadagnò la riconoscenza di tutta la comunità di Langhe e Roero per aver donato alla causa del presidio in corso di ultimazione sulla collina di Verduno l’astronomica cifra di 5 milioni di euro: una dimostrazione di generosità che gli valse anche un meritatissimo "Premio Gratitudine" da parte della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus, benemerito sodalizio di cui è stato peraltro uno dei soci fondatori.

Questa mattina, lunedì 21 ottobre, il castellinaldese Vincenzo Toppino, conosciutissimo notaio in pensione con la passione della pallapugno (è il patron della Pallonistica Canalese), ha compiuto un passo ancora più importante convolando a giuste nozze con la compagna Dodo, la donna originaria del Togo e che da alcuni anni vive a Lodi, alla quale è legato da tempo.

La cerimonia si è tenuta nel piccolo municipio di Castellinaldo, il comune della Sinistra Tanaro da cui proviene il conosciuto professionista, che nel maggio scorso ha compiuto 79 anni e che per quasi mezzo secolo, dal 1968 al 2015, anno in cui ha deciso di ritirarsi dalla vita professionale, ha esercitato l’attività dal suo studio al numero 7 di via Cesare Balbo ad Alba, seguendo in questo senso il percorso già tracciato dal padre.  

"Dopo 47 anni di lavoro, sono arrivato alla cifra di 84.000 atti – aveva raccontato il 24 novembre scorso ricevendo il premio della Fondazione –. Iniziai a pensare: quando morirò, cosa me ne faccio di tutti questi soldi guadagnati grazie a coloro che mi hanno dato fiducia? Voglio restituire loro una parte. Ho voluto donare questa somma alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra. Quale modo migliore per restituire a chi mi ha dato tanto se non contribuire, attraverso la Onlus albese, a far diventare il nuovo nosocomio a Verduno una struttura di eccellenza a vantaggio di tutto il territorio e di chi mi ha voluto bene?”.

Raggiunto dal nostro giornale alla festa con la quale oggi ha riunito gli amici più cari al Ristorante Bovio di La Morra, il notaio Toppino ha voluto condividere anche con "La Voce di Alba" questo importante momento: "Quando sono andato in pensione ho pensato che donare alla causa dell’ospedale parte dei frutti raccolti in anni di duro lavoro fosse un bel modo per dare un senso più compiuto alla mia esistenza. Ugualmente ho voluto fare nel mio privato. Per lunghi anni sono stato sposato al lavoro e solo a quello. Ora, terminata quella fase della mia esperienza terrena, ho deciso di dedicarmi ad altre persone, alla mia magnifica moglie e al suo bambino Aron, che ha appena 4 anni e che sono felicissimo di poter assistere ed accompagnare verso l’età adulta. Tra noi è nato l’amore che oggi abbiamo voluto coronare, so bene che la mia età non è più giovane, ma io mi sento ancora decisamente vivo e sento di poter dare ancora molto a lei e al suo piccolo. E’ una cosa a cui tenevo molto, un sogno che oggi si avvera".

Ezio Massucco

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