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Attualità | 18 ottobre 2019, 14:17

Come chiede soccorso una persona sorda? Tramite l'app YouPol della Polizia di Stato (VIDEO)

Nei giorni scorsi incontro a Cuneo, presso la sede provinciale dell'Ente nazionale Sordi, tra la Polizia e una quarantina di non udenti, che hanno imparato come usare l'app che consentirà di chiedere aiuto senza un sistema vocale

Come chiede soccorso una persona sorda? Tramite l'app YouPol della Polizia di Stato (VIDEO)

 

Vi siete mai chiesti come può una persona sorda, in una situazione di pericolo, chiedere aiuto? Probabilmente no. Eppure i non udenti, di conseguenza anche muti, sono tanti. In provincia di Cuneo sono circa 250. Nel mondo circa 83milioni.

E possono subire reati, fare incidenti o trovarsi in pericolo come chiunque.

Come fare per comunicare il bisogno di soccorso? La tecnologia viene in aiuto attraverso l'app YouPol, gratuita e fruibile in tutta Italia, dove a fine 2018 è stata implementata una sezione speciale dedicata a chi non può usare udito e voce. 

Questo il video sulla pagina Facebook della Polizia di Stato che spiega, con il linguaggio dei segni, come usare questa applicazione.

Nei giorni scorsi il dirigente della Polizia di Stato Luigi Chilla si è recato presso la sede provinciale dell'Ente nazionale Sordi, in via Meucci, dove ha spiegato ad una quarantina di presenti come utilizzare l'app. E' il primo di una serie di incontri che mirano a formare le persone sorde della provincia, dando loro la possibilità di chiedere soccorso. Di qualunque tipo. 

Il 112, numero unico di emergenza, al momento non è ancora predisposto, per cui anche in caso di richiesta di soccorso sanitario si passa attraverso YouPol.

L’applicazione, nata per contrastare i fenomeni di bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti, dove è possibile caricare video, foto e messaggi vocali anche in forma anonima, è quindi diventata facilmente utilizzabile anche da persone con deficit uditivi.

La sala operativa che riceve la segnalazione, grazie alla spunta sulla casella sordo, saprà quindi che, per comunicare eventualmente con la persona che sta effettuando la segnalazione, non dovrà utilizzare un sistema vocale.

La cosa importante è la georeferenziazione, cioè la localizzazione esatta e immediata del dispositivo segnalante (smartphone o tablet) e del luogo interessato dall’evento, in collegamento diretto con la sala operativa delle questure.

Come ha spiegato il dirigente Chilla, si tratta di un'evoluzione tecnologica rispetto ad una modalità già esistente e che faceva sempre della Polizia di Stato il referente per le persone con questa disabilità.

Nel 2013, l'allora questore di Cuneo Isabella Fusiello, firmò un protocollo con Simona Trani, presidente della sezione cuneese dell'Ente nazionale Sordi proprio in questa ottica: consentire ad una persona non in grado di parlare di segnalare un episodio criminale o il bisogno di soccorso. C'era un telefono cellulare preferenziale al quale una persona sorda doveva comunicare un codice, corrispondente ad uno specifico reato - e la via o zona in cui si richiedeva l'intervento. Per poter così mandare i soccorsi. Ma non c'era geolocalizzazione precisa. E la vittima di un reato può non essere così attendibile.

La tecnologia e la diffusione degli smartphone hanno consentito di bypassare i limiti del precedente canale di comunicazione. Si fa tramite un'app gratuita che immediatamente identifica il luogo da cui la persona trasmette la segnalazione, a prescindere dalla comunicazione vocale.

"Lo sviluppo della APP -  dice il Questore Emanuele Ricifari - è un ulteriore passo per consentire ai sordi di interagire con la Polizia di Stato in caso di bisogno o anche per segnalare delle criticità di cui sono testimoni. Ricordo che la APP YuoPol, per gli stessi fini, è scaricabile e utilizzabile da chiunque ed è attiva su tutto il territorio nazionale.”

Barbara Simonelli

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