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Agricoltura | 16 ottobre 2019, 07:30

Otto macchinari agricoli e artigiani creati da Natale Pellegrino in mostra alla Fiera del Marrone di Cuneo (FOTO)

Dopo la sua morte avvenuta lo scorso 24 giugno, la nipote Graziella, altri parenti e gli amici dell’associazione "Antichi Mestieri" si sono impegnati a mantenerne vivo il ricordo facendone conoscere la genialità manuale attraverso l’esposizione delle creazioni prodotte. I prossimi 18, 19 e 20 ottobre si potranno ammirare in piazza Foro Boario, accanto all’Open Baladin

Graziella Pellegrino con alcuni parenti e amici dell'associazione "Antichi Mestieri" davanti al frantoio per la produzione dell'olio di oliva

Graziella Pellegrino con alcuni parenti e amici dell'associazione "Antichi Mestieri" davanti al frantoio per la produzione dell'olio di oliva

Venerdì 18 e sabato 19, dalle  9 alle 23, e domenica 20 ottobre, dalle 9 alle 21, il Centro storico, via Roma e le piazze Virginio, Galimberti ed Europa, a Cuneo, ospitano le tante iniziative proposte dalla 21ª Fiera Nazionale del Marrone. Una trionfale passerella delle eccellenze tipiche e delle tradizioni culturali del territorio.

Ma quest’anno c’è un’ulteriore novità. In piazza Foro Boario, accanto alla struttura dell’Open Baladin, avrà luogo, con gli stessi orari della kermesse, l’esposizione degli otto macchinari (sei di maggiori dimensioni, gli altri due più piccoli), usati nell’attività agricola e artigiana di un tempo e costruiti in 15 anni di geniale manualità creativa da Natale Pellegrino. Si tratta di due mulini per la macina del mais e uno per la macina del grano; il frantoio per la produzione dell’olio; il maglio per lavorare il ferro; il tornio per realizzare le trottole; la sega verticale e quella orizzontale per il taglio del legno e degli assi.

Natale Pellegrino ha raggiunto i cieli dell’infinito il 24 giugno di quest’anno. A 81 anni. Aveva fatto il “fontaniere” per il Comune capoluogo della “Granda”. Non era una persona famosa, ma un cittadino semplice profondamente legato alle origini contadine dei genitori. Per questo motivo, raggiunta l’età della pensione, con l’aiuto della nipote Graziella, si era impegnato a raccogliere e restaurare gli attrezzi usati una volta nel lavoro dei campi.

All’interno del piccolo laboratorio  “La tera e i travaj di nostri vej” di Cascina “Tre Tetti”, in via Torino nella frazione di Madonna dell’Olmo, c’è una collezione di oltre trecento oggetti di varie dimensioni e natura. Ma è nella realizzazione dei macchinari, funzionanti attraverso un piccolo motore elettrico, che la sua creatività artigiana si esprimeva al massimo splendore.

Per dare visibilità al lavoro, con la nipote Graziella aveva fondato l’associazione “Antichi Mestieri-Banastre, Barocie, Burere e Bigat” e il collegato sito Internet http://www.antichi-mestieri.com/ sul quale, anche adesso, si possono ammirare, in foto, i pezzi più “strani” e particolari. Dopo la sua morte, per mantenerne vivo il ricordo all’associazione si sono aggiunti altri parenti e amici.

Ma Natale aveva chiesto diverse volte aiuto al Comune di Cuneo affinché quell’impegno portato avanti con tanta passione potesse ottenere un luogo adatto dove ospitare gli attrezzi e i macchinari. Una vero e proprio museo contadino. “Il sindaco Borgna e l’assessore alla Cultura, Clerico - dice la nipote, Graziella Pellegrino - erano venuti nel laboratorio di “Tre Tetti” quando zio era ancora in vita. Lasciando uno spiraglio aperto a una possibile attuazione concreta del progetto”.

L’iniziativa in piazza Foro Boario può rappresentare un primo passo in questa direzione? “Ce lo auguriamo. La mostra, adesso, l’abbiamo fortemente voluta soprattutto per ricordare zio Natale e il suo impegno nel valorizzare le tradizioni del mondo rurale e non solo. Poi, vedremo gli sviluppi. Ci batteremo sempre affinché il suo sogno diventi realtà. Glielo abbiamo promesso. Comunque è la prima volta che presentiamo tutti i macchinari a Cuneo. Pareva assurdo non esserci mai riusciti prima, quando, invece, gli organizzatori di diverse manifestazioni del Piemonte e della Liguria ci chiedevano e ci stanno chiedendo di esporli. E io con gli amici dell’associazione, lo stiamo facendo. Negli ultimi mesi siamo stati a La Spezia, Laigueglia e Leini”.

E’ pur vero che nel celebre detto riportato dal Vangelo si dice che  “nessuno è profeta in patria”, però i macchinari e gli attrezzi costruiti e recuperati da Natale Pellegrino meritano davvero un luogo permanente a Cuneo dove ci sia la possibilità di ammirarli. Per il momento, in attesa che il museo si realizzi, otto opere potranno essere apprezzate nei tre giorni della Fiera.                

Sergio Peirone

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