/ Sport

Sport | 12 ottobre 2019, 17:03

A tu per tu con la giovanissima campionessa di nuoto Benedetta Pilato

Un futuro radioso davanti a sé ed un presente al 31° Galà della Castagna d’Oro di Frabosa Sottana

A tu per tu con la giovanissima campionessa di nuoto Benedetta Pilato

Tutti d’accordo su una cosa. Il 31° Galà della Castagna d’Oro di Frabosa Sottana è stato un successo. Lo dicono sia i numeri registrati durante l’intera manifestazione, sia i partecipanti che hanno potuto riscontrare il pregio e la qualità dei contenuti offerti.

Affollatissimo il Galà Palace per tutti gli eventi proposti, a partire dalla cena stellata di venerdì 4 ottobre, passando dalla chiacchierata tra Marino Bartoletti ed Arrigo Sacchi, andata in scena sabato 5 ottobre.

Il clou è stato domenica 6 ottobre con il momento intenso, pieno ed emozionante della premiazione ai campioni sportivi, condotto da Sandro Fedele con ironia e padronanza.

Sono saliti sul palco: Sandro Campagna, ex pallanuotista, che ha guidato il Settebello al quarto titolo iridato della storia; Dominik Paris, oro ai mondiali di sci in Svezia lo scorso febbraio e Benedetta Pilato, giovanissima talentuosa del nuoto stile rana, medaglia d’argento agli ultimi mondiali in Corea del Sud.

Per loro la prestigiosa Castagna d’Oro, come portafortuna per i prossimi impegni agonistici. Quest’anno, in deroga alla matrice sportiva, il riconoscimento è stato assegnato via skype a Marta Busso, la ragazza che, ancora laureanda in medicina, è stata capace di risolvere il misterioso caso di una paziente afflitta da una rarissima condizione genetica e ora la sua storia è finita in una serie tv, in onda su Netflix.

Premiati anche i portabandiera locali: Matteo Ponato, atleta e maestro di sci con incarichi federali; Matteo Guelfi, medico delle squadre nazionali di sci alpino e Paolo Deflorian, guida della velocità femminile italiana. La porzione di allegria è stata assicurata dalle simpatiche imitazioni di Claudio Lauretta, direttamente da Striscia la Notizia.

Nel corso del pomeriggio, il pubblico ha potuto assistere ad un susseguirsi incalzante di curiosità e sorprese fuori programma presentate dal mattatore Sandro Fedele, senza contare le centinaia di persone che hanno riempito il paese, sfilando tra le colorate bancarelle al profumo delle caldarroste. Serpeggia un primissimo bilancio positivo tra gli organizzatori, le sensazioni sono buone.

Commenta Paolo Bruno, patron del Galà: “È stata una magnifica festa, con momenti appassionanti e straordinariamente partecipati. L’idea chiave è quella di portare direttamente alle persone le grandi emozioni dello sport. Un’impresa che è riuscita per l’impegno di tante realtà”. La certezza è quella di poter assistere anche alla 32ª edizione del Galà, sempre a firma di Paolo Bruno: “Tra gli obiettivi c’è sempre quello di promuovere la cultura sportiva ed estendere i valori alla base dello sport nella vita quotidiana”.

Lo sa bene la tarantina Benedetta Pilato, entrata di diritto nella storia del nuoto italiano, grazie ad una medaglia d’argento nei 50 rana ai Mondiali di nuoto di Gwangju, conquistata a soli 14 anni. Nessuno come lei, che ha pure fatto segnare il nuovo record italiano nella specialità (il 29”98 rappresenta la nona prestazione all time al mondo).

Ormai Benedetta è proiettata a Tokyo 2020, sempre sotto la direzione del suo coach Vito D’Onghia, che ci ha descritto così la propria funzione accanto alla campionessa: “Il mio compito è quello di allenarla, tirarla su nei momenti di difficoltà, tenere a freno le esaltazioni esterne, starle vicino e proteggerla. Ci sono delle priorità date dallo studio, perché, a prescindere dalla carriera atletica, la cultura deve essere al primo posto, il percorso sportivo è ancora lungo”. Aggiungendo: “Ci alleniamo a Taranto e le difficoltà sono date dal fatto che a Taranto non c’è la vasca da 50 metri, quindi tre volte a settimana ci mettiamo in macchina ed andiamo a Bari. Un’ora ed un quarto di strada necessaria, perché le gare più importanti sono in vasca lunga e ciò significa che bisogna provare anche questa condizione”.

Senza alcuna fretta, però, né ansie da prestazione. Per sentirsi grande c’è ancora tempo.

- Partiamo da qui. Benedetta, hai ancora i capelli di due colori diversi?

No, ora li ho normali. La tinta era il frutto dell’iniziazione in squadra come matricola”.

- Quando è nata la passione per il nuoto?

I miei genitori volevano che nuotassi. Quando ero piccola mi hanno portato in piscina per farmi cominciare questo sport che poi è diventato la mia passione. Avevo quattro anni ed il mio istruttore era già Vito D’Onghia”.

- Che rapporto hai con l’acqua?

Il nuoto è un po’ il mio tutto. È l’unico hobby che ho, oltre lo studio. Senza il nuoto non riuscirei a stare”.

- Chi sono i tuoi miti?

Mi sono catapultata in questo mondo dal nulla, perciò non ho mai avuto un punto d’ispirazione”.

- Come ti alleni?

La mia vita attuale è scuola, compiti e piscina. Mi alleno tutti i giorni due ore in acqua, più tre giorni in palestra per un’oretta. Il sacrificio e le rinunce sono tanti e tante. Io comunque nuoto con piacere, mi diverto, non mi pesa”.

- Importante vincere o partecipare?

Partecipare e divertirsi”.

- Che cosa significa per te rappresentare il tricolore nelle varie competizioni internazionali?

Rappresentare il tricolore, secondo me, è il sogno di tutti gli atleti e gli allenatori. È un’emozione unica ed ogni volta è come se fosse la prima volta. Quando c’è una vittoria ci si unisce e anche quando c’è una sconfitta si cerca di superarla tutti assieme. È veramente bello!”.

- Descriviti in tre aggettivi.

Divertente, un po’ permalosa e felice”.

- Sei scaramantica?

Sì, ma non si dice (sorride, ndr)”.

- Che cosa ti fa paura?

A volte sento un po’ di responsabilità, ma la paura non c’è”.

- Sei social

“Sì, un bel po’. Su Instagram”.

- Fidanzatino?

Non è una priorità”.

- Passioni particolari?

Mi piace la musica e seguo Jovanotti”.

- Prossimi obiettivi?

Vado ancora a scuola, frequento la seconda Liceo scientifico, quindi, mi concentro sullo studio. Nel nuoto vedremo dove possiamo arrivare, ma per ora è soltanto una passione ed un hobby”.

- Ai ragazzi della tua età che praticano sport che cosa vuoi dire?

Dico di divertirsi e se hanno un sogno di continuare a coltivarlo”.

Infine, abbiamo chiesto al coach Vito D’Onghia quali sono i punti di forza di Benedetta.

Benedetta è nata per andare veloce e lo fa benissimo. Il divertimento è la sua arma segreta, ma nemmeno tanto segreta. Fin quando uno fa le cose con passione, divertimento e serenità, va bene. Lei si diverte, il nuoto le piace, ci divertiamo insieme ad allenarci, quindi i risultati sono frutto di questo: meno matematica e più emozioni”.

Che la favola prosegua.

silvia gullino

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium