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Attualità | 08 ottobre 2019, 15:39

Palio di Alba, la squalifica di San Lorenzo continua a far discutere. Il Borgo la contesta e rilancia: "La nostra esibizione la più votata dai giudici" (VIDEO)

Non si placano le polemiche dopo l'esclusione dalla classifica finale per la miglior rappresentazione a causa dello sforamento del tempo massimo di esibizione. "Secondo il regolamento e la giuria abbiamo vinto noi"

Un momento della rappresentazione di San Lorenzo (Ph Antonio Abruzzese)

Un momento della rappresentazione di San Lorenzo (Ph Antonio Abruzzese)

Non si placano le polemiche seguite alla squalifica di San Lorenzo nella corsa al premio per la miglior Sfilata e Rappresentazione storica al Palio degli Asini andato in scena domenica scorsa, 6 ottobre.

Ieri, intervistato dal nostro giornale (qui l'articolo), il presidente della Giostra delle Cento Torri Piercarlo Verney si era detto dispiaciuto per la grave decisione, rimandandone però la ratio al rispetto di un regolamento che tra i propri termini definisce in modo tassativo il tempo – esattamente 12 minuti – concesso a ogni rione cittadino per ultimare la propria esibizione e lasciare l’area di piazza Cagnasso. In questo senso, sempre secondo Verney, San Lorenzo sarebbe finita fuori concorso per aver sforato tale tassativo parametro per 11 secondi.

Una ricostruzione che – in campo prima, come nelle ore successive alla competizione – ha suscitato vive proteste da parte dei borghigiani del centro storico, affatto d’accordo con la Giostra sia sui presupposti regolamentari che sulla modalità di calcolo del tempo trascorso nell’arena.

"Non vogliamo fare una polemica sterilespiega infatti la vicepresidente Valentina Dalmasso, responsabile della sfilata per il Borgoma portare la Giostra a una riflessione su come non vi sia un regolamento ufficiale scritto, ma un insieme di email e comunicazioni confuse e correzioni interpretabili a piacimento. La realtà è questa. Il presidente Verney si appella a un regolamento che ha in testa solo lui. Ma se di quello vogliamo parlare, se ci si vuole appellare a delle norme specifiche, allora è anche giusto che il Borgo San Lorenzo contesti, perché secondo i fogli che abbiamo e secondo la giuria ha vinto il Borgo San Lorenzo".

"Nell’ultimo aggiornamento ufficiale in nostro possesso, che risale al 2017 (negli ultimi due anni non ci sono state e-mail con cambiamenti specifici se non l’aggiunta di due minuti alla durata della scena), non si parla dei 30 secondi di tolleranza in uscita, e c’è scritto testualmente che 'la rappresentazione termina quando l’ultimo personaggio abbandona la piazza, ovvero i figuranti sono ammassati presso l’uscita in attesa di procedere e l’area di rappresentazione è sgombra'. Al termine dei 12 minuti a disposizione del Borgo San Lorenzo – continua la vicepresidente – la scena era finita, il campo era sgombro, c’era solo più la coda del carro e un cavallo in attesa di uscire. Gli ultimi secondi che hanno comportato la squalifica non facevano parte della rappresentazione, la scena era ampiamente conclusa, l’arena era libera e il conteggio andava fermato. Questo sistema ha creato questa spiacevole situazione".

"Domenica sera abbiamo fatto una bella festa – conclude –, la nostra cena del Palio è stata come sempre piena di gioia e affetto, perché siamo comunque davvero una grande famiglia e sapevamo di aver fatto un bello spettacolo. Poi da lunedì mattina sono cominciate le polemiche sui social e abbiamo deciso di dire il nostro punto di vista ufficiale. Avremmo certamente rispettato di più la decisione della squalifica se fosse stata la giuria a decidere. Al contrario il presidente Verney ha agito da solo senza consultazioni. Avremmo comunque trovato più corretto applicare una penalità, e anche con 1 punto tolto per ogni secondo di sforo saremmo stati superiori come punteggio".

Argomenti ribaditi ancora dalla presidente Ines Manissero, da 39 anni alla testa del centinaio di sbandieratori, musici e volontari attivi nel borgo della Cattedrale: "Ci è sembrata un’imposizione ingiusta, un’applicazione esagerata della regola, a penalizzare lo spettacolo che abbiamo fatto con tanta fatica e anche con grandi risultati, come dice il punteggio della giuria, che ci aveva assegnato 18 punti di vantaggio su Santa Barbara. L’impressione è che il presidente Verney abbia deciso di fretta, tirato per la giacca dalle proteste di alcuni altri borghi. Piuttosto si poteva rimandare l’annuncio del vincitore e pensarci con un momento in più di calma. L’amarezza è grande, quindi, perché davvero ero certa che avremmo vinto. Abbiamo fatto una sfilata eccezionale, applaudita durante tutto il percorso, e il grande sacrificio di tempo e lavoro sopportato per mettere in piedi questa grande rappresentazione andavano ripagata diversamente".

"Sono cose che bruciano, ma rinforzano ancheconclude la vulcanica presidente –. Rimane la gioia di un gruppo che non è mai stato così unito, che ha trascorso ore e ore di lavoro sul carro, per le scenografie, nelle prove. L’aspetto principale del nostro stare insieme, della nostra amicizia, l’abbiamo raggiunto in pieno e dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto".

E. M.

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