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Eventi | 07 ottobre 2019, 21:00

Ad Alba la quarta edizione del Festival Dire: "Superare i confini"

In programma tre appuntamenti: venerdì 18, sabato 26 e domenica 27 ottobre. L'ingresso è a offerta libera, con la prenotazione obbligatoria

Ad Alba la quarta edizione del Festival Dire: "Superare i confini"

La parola, prima che letta, va detta: questo è lo spirito di DIRE, il microfestival letterario organizzato, ad Alba, dalla Libreria Milton e dal collettivo Chiamatemi Ismaele, da quest’anno in collaborazione con Il Teatrino e con il Gruppo Crisalide (che animerà gli incontri con le sue “letture private”).

Quattro giornate dedicate alla letteratura, all’incontro con gli autori e al dialogo coi lettori, andando oltre i limiti della carta stampata… La quarta edizione animerà il centro storico della città. Dopo una prima edizione svoltasi nel 2016 a Verduno e organizzata in collaborazione con le associazioni “il Ciabotto” e “Verdunissimo”, DIRE conferma la sua casa base, l’accogliente cortile della Libreria Milton di Via Pertinace 9/c. Un modo per avvicinare ancora di più la parola ai suoi ascoltatori e per trasformare pagine e libri in occasioni per incontrarsi.

Il filo conduttore del festival sarà il superamento dei confini, inteso in senso geografico, politico ma anche artistico: travalicheremo i limiti della letteratura per approdare al fumetto, alla musica e al teatro. DIRE significa affermare la propria esistenza al di là delle anguste categorie del quotidiano: un gesto eversivo, che libera energie e fa vivere la parola oltre ogni convenzione.

Attraverso l’arte, tentare l’impossibile, AR(T)DIRE.

Venerdì 18 ottobre alle ore 18.30 si superano i confini dell’esosfera: Fabrizio Farina presenta “Viaggi sulla luna” (Racconti edizioni), un’antologia di racconti di grandi autori (fra cui Buzzati, Poe, Malerba…) tutta dedicata al rapporto fra noi e il nostro satellite; una storia nata ben prima del ’69, fatta di emozioni, proiezioni e misteri, esaltata dal prestigio dei nomi coinvolti e dal fascino della forma breve. A

lle 21.00 si superano i confini della parola scritta: Lorenzo Mò presenta “Dogmadrome” (Eris edizioni), graphic novel che parte dalla passione per i giochi di ruolo per approdare ben oltre i consueti spazi della narrazione classica; una storia con dentro una storia, un viaggio nella fantasia e nell’immaginazione, ma soprattutto un’incursione nel linguaggio del fumetto, terra di confine fra l’espressione scritta e quella visiva. L’incontro è organizzato dal Gruppo Crisalide.

Sabato 26 ottobre alle 18.30 si superano i confini fra le generazioni: Piergianni Curti presenta “Quando i padri camminavano nel vuoto” (Miraggi edizioni), un romanzo che mette al centro il nostro secondo dopoguerra e le sue contraddizioni; il boom economico, l’entusiasmo del ’68, ma anche il conflitto fra i padri, quelli che hanno fatto la guerra, e i figli, rappresentanti di una nuova generazione. Il tutto attraverso lo sguardo di un bambino, che osserva, si innamora, vive. Alle 21.00 si cambia location (da definire) per superare i confini del suono: Bonetti, musicista torinese, ci racconterà storie attraverso le sue canzoni, intime, essenziali, tese fra la tradizione cantautorale italiana e le più moderne atmosfere indie-pop. Dire è anche cantare.

Domenica 27 ottobre alle 18.00 si superano i confini delle parole: Massimo Angelini presenta “Ecologia della parola” (Pentàgora edizioni), un itinerario alla scoperta delle origini dei termini che utilizziamo tutti i giorni, per recuperarne l’essenza e per cominciare a farne un uso consapevole ed ecologico. Perché, come ricorda Moretti, “chi parla bene pensa bene e vive bene”. Alle 21.00 ci si sposta presso Il Teatrino di via S. Paolo 5 per superare i confini del palcoscenico, grazie alla pièce teatrale “Con tutta la mia pelle” di Marta Ziolla, che ne è anche interprete insieme a Matteo Macchia. L’atto unico, tratto da “Il bell’indifferente” di Jean Cocteau, si gioca sulla contrapposizione fra una protagonista monologante e un interlocutore muto, in un “dialogo” fatto di sguardi, spazi e corpi che cercano di ricomporre un’unità persa; una “stanza dell’attesa” che viene abitata dal pubblico, fra ansie, attese e speranze. Un nuovo linguaggio per DIRE, quello del teatro, che amplia l’offerta per il pubblico e permette di esplorare nuovi aspetti dell’espressione.

L’evento è organizzato da Il Teatrino e l’ingresso è a offerta libera: è obbligatoria la prenotazione all’indirizzo ilteatrino.spaziopercorsi@gmail.com o al numero 338 262 2262.

Non è abbastanza…? DIRE supera i suoi stessi confini e propone tre giornate di eventi “post dictum”: un vero e proprio cartellone “off” che prolunga il piacere di DIRE: l’8 novembre Nicolò Targhetta dialogherà con Federico Zaghis sulla la sua opera “Non è successo niente”;  il 12 novembre la libreria Milton ospiterà Annie DeWit, autrice di “Notti in bianco” (Edizioni Black Coffee), mentre il 13 novembre sarà la volta di Sergej Timoffev, autore di “Onde lunghe” (Miraggi edizioni). “Lo spirito originario di DIRE era quello di uscire dal luogo comune per cui la letteratura può essere solo scritta” - commentano gli organizzatori del Festival -. “Quest’anno ci siamo lasciati prendere la mano e abbiamo deciso di andare oltre, travalicando i confini persino della verbalità: ci saranno musica, immagini e gesti in dialogo, al fine di costruire un linguaggio aperto e sempre più coinvolgente”.    

comunicato stampa

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