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Attualità | 07 ottobre 2019, 11:38

Palio di Alba: nella storica vittoria del borgo Moretta la forza dei nomi e un asino di razza noleggiato in Toscana (FOTO)

"Doppietta" il nome di battaglia affibbiato a "Cento Lire", il ciucchino noleggiato dalla scuderia Ferrari di Forte dei Marmi. Le campane del santuario risuonate a festa nella serata più bella del presidente Silvestro

I borghigiani della Moretta portano in trionfo Daniele Marcianti (Ph Antonio Abbruzzese)

I borghigiani della Moretta portano in trionfo Daniele Marcianti (Ph Antonio Abbruzzese)

Ieri sera hanno fatto festa in oratorio, nei locali alle spalle del santuario intitolato alla Nostra Signora delle Grazie, dove dopo la seconda vittoria di fila e l’8ª nella storia della goliardica tenzone albese le campane hanno accolto il ritorno dei borghigiani suonando a festa. E dove i quasi 170 volontari che tra sbandieratori, figuranti e volontari si erano ritrovati di buon mattino per la giornata per loro più lunga dell’anno hanno tirato sino a tardi ("Ma nemmeno troppo: ci siamo ritirati all’una di notte", confessa il presidente gialloverde Bruno Silvestro), godendosi una "doppietta" che replica quella portata a casa dallo stesso borgo nel 2012-2013 col fantino Alessandro Gioetti: "Batman" su Robin il primo anno, "Governo" su Berlusconi il secondo, i nomi di allora.

"Doppietta", si badi, era invece il beneaugurante epiteto di battaglia con cui il Borgo aveva ribattezzato Cento Lire, l’asino che, come già dodici mesi fa, anche quest’anno il borgo ha "noleggiato" dalla Scuderia Ferrari (un nome, una garanzia) di Forte dei Marmi.

"Conta l’asino e conta il fantino, diciamo che siamo a 50 e 50", continua il presidente dei gialloverdi, che con questa doppia affermazione inizia lentamente a dimenticare lo "scippo" dell’edizione 2017, con la coda di polemiche che accompagnarono il concitato finale di quell’edizione, con la squalifica di Moretta e la vittoria finale di Patin.

Prima di spiegarci che l’asino viene noleggiato, che si tratta di un animale dal valore anche importante (circa 15mila euro), che il fantino e i borghigiani quest’anno hanno fatto sei volte avanti e indietro tra le Langhe e la Toscana per altrettante giornate di allenamento prima di prelevarlo per portarselo ad Alba tre giorni prima della gara: un lasso di tempo nel quale il forte ronzino viene tenuto nel magazzino che il borgo si è costruito in strada Profonda e fatto correre in un campo vicino.

"Non era nemmeno l’asino più forte – spiega poi Silvestro –, ma a fare la differenza è anche la capacità del fantino e l’affiatamento tra i due".
In questo senso grande merito va quindi a Daniele Marcianti, borghigiano che vive a La Morra e che per vivere lavora nelle cantine Martini Sant'Orsola di Cossano Belbo, capace di vincere in scioltezza la prima batteria e di ripetere l’impresa in una finale nella quale vane sono state le speranze dei pur bravi inseguitori di San Lorenzo e Brichet. E timide le proteste di questi ultimi, passati in testa quando però i cinque giri della corsa (quattro nelle batterie), erano già esauriti.

Grande la gioia dei borghigiani gialloverdi, quindi, e la soddisfazione del presidente Silvestro: "Una vittoria di tutta una squadra che ha lavorato sodo e bene". La stessa che, dopo i tutto sommato parchi festeggiamenti della serata, guarda già all’appuntamento del Baccanale.

Ezio Massucco

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