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Al Direttore | 05 ottobre 2019, 10:00

Scavino (Pd): "Le nuove ragioni del partito e del campo progressista"

Riceviamo e pubblichiamo

Massimo Scavino

Massimo Scavino

"Gentile Direttore,

la nuova e inedita stagione di Governo, deve essere l’occasione per il PD e per l’intero campo del centrosinistra per ripensarsi e aprire una fase straordinaria destinata, se avrà successo, a modificare la geografia politica del campo progressista italiano.

Per quanto consta il PD, va colto il momento per interrogarsi sulle sue ragioni fondative  riatualizzandole  e la dove serve  emendandole alla luce della storia recente e soprattutto di quella futura che dobbiamo tornare a costruire insieme. Insieme è la parola chiave per ripartire ricercando il protagonismo diffuso di tutti per una politica che metta davanti il progetto rispetto al soggetto dove la narrazione collettiva di una ritrovata identità abbia la meglio sulle, seppur legittime, aspirazioni personali.

Il PD nacque con la missione di declinare in un'unica grande casa le ragioni del riformismo e quelle della radicalità, ben sapendo che il riformismo da solo senza il supporto di un popolo diventa riformismo dall’alto mentre la radicalità lasciata a se stessa tende a limitarsi a nobile testimonianza. Su questo presupposto fondativo  ancora attualissimo è tempo di ridare vita ad un secondo  metticiamento delle culture democratiche e progressiste con una grande apertura a questa bellissima  generazione verde e aggiungerei in una contaminazione feconda e reciproca di idee con molte delle ragioni dello stesso Movimento 5 Stelle.

Inoltre è opportuno rammentare che il PD ebbe genesi nel 2007 e fu all’inizio attratto da una visione troppo ottimistica ed idealizzata dei processi di globalizzazione non cogliendo invece le tremende disuguaglianze sociali che di lì a poco si sarebbero  create  e accentuate con l’avvento della crisi economica mondiale del 2009  e soprattutto non capendo quella sofferenza delle periferie fisiche ed esistenziali e quella necessità di protezione che ha trovato demagogica risposta nella destra sovranista. E allora bisogna ripartire da qui coniugando da sinistra il bisogno di sicurezza ben sapendo che le persone reclamano giustamente certezze per la la loro vita  e che accanto ai sacrosanti diritti civili ci vogliono nuovi diritti sociali.

E' opportuno quindi aprire un dibattito rifondativo  dove, sia chiaro sin da subito, non si tratta di abiurare o chiedere abiure a nessuno, ne tanto meno di costruire operazioni nostalgia ma, parafrasando un noto scrittore italiano, di cogliere  il cambiamento per ritrovare se stessi in un tempo nuovo".

Massimo Scavino – Componente Direzione Regionale PD

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