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Agricoltura | 01 ottobre 2019, 07:30

“I Gemei” a Valdieri di Marco Giordana, 43 anni, che coltiva patate, alleva capre, mucche, asini e produce formaggi (FOTO)

Ha fondato l’azienda nel 2002 insieme al fratello gemello Guido. Entrambi hanno il diploma da tecnico agrario. Poi, dopo qualche anno Marco è rimasto da solo. La parte più faticosa del lavoro è l’alpeggio, da giugno a metà a ottobre, al Piano della Casa del Re dove c’è anche il pericolo del lupo. Lo aiuta Omar del Mali che si occupa di far pascolare gli animali e di mungere. Agricoltura eroica. Il formaggio prodotto è di una bontà straordinaria. Inoltre, nel tempo libero dà una mano a Marco la fidanzata Martina: 29 anni, medico veterinario. E, ogni tanto, arrivano anche i genitori Giuseppe e Anna Maria

Martina e Marco con due capre allevate nell'azienda "I Gemei"

Martina e Marco con due capre allevate nell'azienda "I Gemei"

Nel centro abitato di Valdieri, prima di raggiungere il Municipio, all’inizio della piazza svoltando a destra si imbocca via Principe Umberto e, dopo, si prosegue lungo via Ripe. Percorse alcune centinaia di metri la natura spalanca le sue porte a un’area pianeggiante dal fascino irresistibile: campi incontaminati e sullo sfondo la vetta maestosa del monte Saben che pare quasi di poterlo toccare.

Lì, a 770 metri di quota, nel cuore delle Alpi Marittime, c’è l’azienda agricola “I Gemei” con il fabbricato in cui trovano posto la stalla, il laboratorio di trasformazione del latte e il punto vendita dei formaggi. A fondarla sono stati, nel 2002, i fratelli gemelli Marco e Guido Giordana di 43 anni. Tutte e due, conseguito il diploma di tecnico agrario iniziano a lavorare all’Ispettorato Agrario. Poi, dopo un po’ di tempo, l’attività passa dalla Regione alla Provincia, ma per loro non si prospetta più la possibilità di un contratto.

Di conseguenza decidono di sfruttare i 2.000 metri di terreno ai piedi del Saben di proprietà dei genitori, Giuseppe e Anna Maria, che hanno sempre svolto altri lavori. Costruendo da subito la strada per arrivarci che non esisteva e la struttura aziendale. “Nonna Anna, da tutti chiamata Netina - dicono Marco e Guido - fino agli Anni Ottanta produceva e vendeva formaggi ai mercati di Cuneo. E’ stata lei a trasmetterci la passione e i segreti di lavorare il latte in modo artigianale. Per questo motivo allora abbiamo scelto di aprire l’attività. Anche se papà e mamma non erano molto d’accordo e lo vedevano come un rischio. Noi, però, abbiamo sempre creduto nella decisione”.

I due fratelli cominciano con l’allevamento di 40 capre di razza Saanen e ampliano l’attività a un paio di giornate di terreno. In seguito, Guido trova occupazione al Parco delle Alpi Marittime. Marco rimane da solo, però sempre motivato a continuare. E aumenta ancora le superfici e gli animali da gestire.

Adesso conduce sei ettari di campi, mentre l’allevamento è costituito da 150 capre nate dall’incrocio di più razze, dodici mucche Valdostane e dodici asini: anch’essi meticciati. A cui si aggiungono alcuni maiali rosa e neri che scorrazzano in libertà negli spazi accanto al capannone di Valdieri

I terreni vengono coltivati a patate e per la maggior parte a fieno che serve ad alimentare gli animali nella stagione invernale. Perché durante l’estate i capi vanno in alpeggio. Fino al 2016 si utilizzavano i pascoli attorno all’azienda. Poi, dal 2017, quando la Legge sugli “usi civici” ha dato la priorità nell’uso dei pascoli, con prezzi accessibili, agli agricoltori residenti nel Comune, Marco sale al Piano della Casa del Re, sopra le Terme di Valdieri, a 1800-2000 metri di quota. Lì, ha disponibili 150 ettari di terreno affittati dal Municipio di Valdieri e sparsi nell’incantevole cornice delle montagne. “Ringrazio - sottolinea - il sindaco e gli amministratori in carica del paese perché sono sempre stati pronti a darci una mano. Lo hanno dimostrato concretamente con i terreni degli alpeggi”.

Quando andiamo a cercare gli animali in quota per fotografarli troviamo solo le mucche. Le capre e gli asini chissà dove sono finiti. Ad aiutare Marco nel seguire i capi durante il giorno e a mungere c’è il giovane Omar del Mali, assunto con un contratto stagionale. Gli animali, per contrastare gli eventuali attacchi dei lupi, vengono fatti rientrare tutte le sere nel recinto protetto dalle reti elettriche e da un paio di cani maremmani.

Si trova accanto al piccolo rifugio attrezzato posto a un’altitudine un poco più bassa del Piano della Casa, dove Omar e Marco, nel periodo dell’alpeggio, dormono ogni notte. Per poi, Omar ripartire e andare al pascolo la mattina successiva, mentre Marco scende in azienda con il latte che trasforma in formaggi. Quindi, di sera, risale nuovamente in quota. Durante l’alpeggio, da giugno a metà ottobre, le ore di lavoro sono davvero tante: anche 15-16 al giorno. E negli stessi mesi, lì “soggiorna” anche la cavalla Safira.

Capre e mucche, dopo la discesa a Valdieri, prima dell’arrivo della neve, pascolano ancora nei campi in zona. Dopo, trovano posto nella stalla. Fino alla primavera successiva. Invece, gli asini vengono “parcheggiati” in un’azienda amica di Alessandria per ridurre i costi.   

Inoltre, a dare una mano a Marco nel tempo libero c’è la fidanzata Martina, 29 anni, medico veterinario, collaboratrice del laboratorio di analisi Agrilab di Centallo dove si occupa proprio di sicurezza animale del ramo ovi-caprino. E ogni tanto, ad aiutarlo, arrivano anche i genitori.

Dal 2012 sul tetto del capannone sono stati installati i pannelli fotovoltaici per ottenere un risparmio economico nella gestione dell’azienda e, allo stesso tempo,  tutelare l’ambiente.  

LA PRODUZIONE E LA VENDITA

Una giornata di terreno viene coltivata a patate . “Adesso - sostiene Marco - mi iscriverò al Consorzio, nato di recente, per la Valorizzazione e la Tutela delle Patate di Montagna della Valle Gesso “I Balin dal Re”. Un modo per ottenere una maggiore promozione della coltura sul territorio”. Le restanti superfici servono per ottenere il fieno necessario a nutrire gli animali durante l’inverno.

Le 150 capre producono una media di 100 litri al giorno di latte così come le mucche. Il primo viene munto a mano, il secondo con l’attrezzatura automatica. Dalla trasformazione in laboratorio nascono formaggi freschi e stagionati: la ricotta; il blu; la  toma; il nostrale; le sole. A cui si aggiungono il gelato e lo yogurt. Prima di salire in alpeggio al Piano della Casa, Marco smerciava le produzioni sui mercati e nel punto vendita al fabbricato di Valdieri. Adesso, visto il tanto lavoro necessario in quota, i formaggi, come le patate, sono distribuiti nei negozi e nei ristoranti della Valle Gesso. E naturalmente sono disponibili sempre nella struttura aziendale ai piedi del monte Saben.

“Vengono a comprare - precisa Marco - anche da tutto il Piemonte e dalla Liguria.  Essendo sempre in giro lo spaccio spesso è chiuso. Ma abbiamo lasciato sulla bacheca tre numeri di telefono: 347 4110266;  346 3347130 e 339 6892550. Basta chiamarci e qualcuno arriva in pochi minuti”.

Ancora Marco: “Lavorando solo il latte della mia azienda, non sempre c’è la quantità di formaggio necessaria a soddisfare tutte le richieste. Per cui, adesso abbiamo anche introdotto il sistema della prenotazione. Così non si corre il rischio di venire qua senza trovare ciò di cui si ha bisogno”.

Per quanto riguarda gli asini, i maiali e gli altri animali a fine carriera, Marco ha un progetto in cantiere con l’Istituto di Moretta a indirizzo produzioni alimentari-carni e salumi. “L’obiettivo - spiega - è di far lavorare la carne: operazione per la quale mi servirebbe un altro laboratorio. Loro, invece, ci darebbero le confezioni certificate, controllate e sottovuoto con il nostro marchio da poter poi commercializzare. Il percorso partirà a breve”.  

LA QUALITA’ E LA SICUREZZA ALIMENTARE SUPER GARANTITE

Marco: “Per quanto riguarda le patate crescono in modo del tutto naturale. Usiamo solo il letame della nostra stalla per concimare il terreno. A livello di allevamento durante l’estate l’alpeggio offre la salubrità dell’erba fresca capace di far produrre un latte decisamente migliore e più ricco di grassi e di proteine. Sostanze utili nella lavorazione dei formaggi. A cui si aggiunge un clima fresco e spazi immensi per garantire il benessere animale. La stessa genuinità  dell’alimentazione è assicurata durante la stagione invernale con il consumo del fieno prodotto in azienda e mais selezionato. E in stalla il benessere animale lo otteniamo con la stabulazione libera delle capre e un’area ampia destinata alle mucche. Non abbiamo la certificazione biologica perché in un ambiente così incontaminato qualità e sicurezza alimentare delle produzioni sono garantite. Chi viene a trovarci conosce il nostro modo di lavorare e la qualità di quanto produciamo”.

Perché dovrebbero comprare i prodotti dell’azienda? “Io non dico di comprarli a scatola chiusa, ma prima di assaggiarli. Se piacciono, li acquisti”.

L’azienda di Marco è seguita, a livello di sicurezza alimentare, dal laboratorio Agrilab di Centallo. I controlli, accurati e costanti, li spiega Martina.

“I Gemei” - dice - è stata la prima azienda acquisita dall’Agrilab nel settore ovi-caprino. In base alle analisi dei rischi viene deciso un piano di campionamento dalla produzione del latte a quella finita dei formaggi. Quindi, un percorso di accertamenti lungo tutta la filiera. Siamo tranquilli di quanto si vende. D’altronde è interesse primario dell’imprenditore agricolo mettere in commercio prodotti sicuri”.  

LE SODDISFAZIONI

Marco: “Lavorando bene ce ne sono tante. Quando non riesci ad accontentare tutte le richieste vuol dire che stai producendo con cura e attenzione”.

Inoltre, l’azienda fa parte del circuito “Fattorie Didattiche”. Agli alunni delle Scuole Primarie vengono spiegati i segreti del mestiere: dal nutrire gli animali alla loro mungitura; dal percorso di trasformazione del latte al preparare i formaggi. Arrivano da diverse parti della provincia di Cuneo. “E’ una grande soddisfazione - dice Marco - vederli interessati, perché il nostro mestiere va conosciuto dalle nuove generazioni. E chissà che un giorno qualcuno di loro non diventi agricoltore”.    

IL LUPO E’ DIVENTATO UNA PROBLEMA INSOSTENIBILE

“I cinghiali - sostiene Marco - rovinano i terreni, ma con le attrezzature riesco a metterli di nuovo a posto. Il problema vero è il lupo. Mi sto proteggendo con le recinzioni elettrificate e i cani maremmani e per il momento non ci sono state predazioni. Ma con i colleghi ci stiamo rendendo conto che non basta più. I lupi ormai si stanno abituando a quei tipi di difesa. Se arrivano, in un attimo ti distruggono decine di animali. E una razza che ci hai messo anni a creare, dopo diventa impossibile da riottenere perché è frutto di incroci e di un’ambiente non più ricostruibili”.

Vivere in alpeggio? “Ci dormiamo, ma siamo sempre pronti a intervenire al minimo rumore. Una situazione di stress spesso insostenibile”. 

Un problema sono anche i cani maremmani? “Certamente, perché essendo aggressivi ti danno delle preoccupazioni. Hai paura che attacchino le persone. E aggiungi un altro problema a quello del lupo”.

Cosa servirebbe? “Quando le protezioni non bastano più se lo Stato è proprietario dei lupi lo Stato deve rimborsare i danni che fanno. Perché se io causo un danno lo devo risarcire”.  

LE RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI  

Marco: “Aiutare di più la montagna perché nelle Terre Alte la vita è molto dura e i costi produttivi sono elevati. Ad esempio la stagione invernale è lunga e mantenere gli alimenti agli animali comporta delle spese rilevanti. Poi, bisogna diminuire la burocrazia su tutti i fronti. A volte si perdono intere giornate per stare dietro alle carte e alle documentazioni. Infine, dovrebbero occuparsi davvero e in modo risolutivo del lupo”.    

PROSPETTIVE FUTURE DELL’AZIENDA

“Il primo obiettivo - afferma Marco - è di far partire la collaborazione con l’Istituto di Moretta. Poi mi piacerebbe allargare lo spazio della stalla per aumentare il numero di capi”.  

ABITARE LA MONTAGNA

Marco: “Abitiamo in montagna, ma soprattutto abitiamo la montagna. Altrimenti rimane abbandonata. E per renderla sicura, la devi vivere tutti i giorni. Teniamo pulito il territorio perché crediamo, con convinzione, nella custodia e nella salvaguardia dell’ambiente. Una presenza che non serve solo a noi, ma anche alla pianura”.        

Marco termina la chiacchierata con una frase che gli esce dal cuore: “La nostra si può definire un’agricoltura eroica, perché faticosa e impegnativa. E devi sempre essere vigile: di giorno e di notte”.

In effetti, non possiamo dargli torto. L’averlo accompagnato in alpeggio ti fa capire come il mondo rurale nelle Terre Alte significhi avere, innanzitutto, una grande passione per il lavoro di ogni giorno. Pronti ad alzarsi la mattina presto e andare a dormire la notte tardi. Con sacrificio e sudore. Ma anche affrontare coraggiosamente le sfide degli anni a venire. Marco e Martina questo coraggio ce l’hanno. E per loro le porte del futuro sono aperte.        

Sergio Peirone

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