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Curiosità | 16 settembre 2019, 11:15

Bra: tutto il fascino dello “Stabat Mater” di Paolo Paglia nella cornice barocca dei Battuti Neri

Applausi per il concerto spirituale organizzato dall’Arciconfraternita della Misericordia e di scena domenica 15 settembre

Bra: tutto il fascino dello “Stabat Mater” di Paolo Paglia nella cornice barocca dei Battuti Neri

Tutto il pubblico in piedi ad applaudire. Così si è chiuso il concerto spirituale tenutosi domenica 15 settembre presso la chiesa di San Giovanni Battista Decollato, a Bra.

Un evento speciale che l’Arciconfraternita della Misericordia ha voluto programmare nel giorno in cui la Chiesa faceva memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, patrona del sodalizio. E lo ha fatto nel tempio sacro definito uno degli esempi più significativi del barocco piemontese.

In platea c’erano il vice sindaco di Bra, Biagio Conterno; il parroco della chiesa ortodossa di Santa Caterina d’Alessandria e Roberta Comoglio, che ha illustrato la storia dell’Arciconfraternita di cui è presidente.

Di alto gradimento il programma che ha attinto al genio di Wolfgang Amadeus Mozart con variazioni su tema di Duport in re maggiore k 573, prima della fantasia in do minore K 475. Il filo mozartiano è stato spezzato dall’Ave Maria, Ave Verum, Pie Jesu per una pagina, scorrevole e aggraziata, firmata da Paolo Paglia.

Momenti di grande pathos sono stati vissuti durante lo Stabat Mater.

Un’opera che il musicista albese ha riscritto nel 2018, ispirandosi ai testi antichi del beato Jacopone da Todi, riuscendo a restituire una partitura intima e densa di tensione emotiva. Storia di un’umanità che si fa autentica nel riconoscersi erede di un sentimento che lega il passato con l’oggi e con il domani.

L’elemento che ha caricato l’atmosfera di una particolare suggestione è stata la presenza della statua, in legno policromo, della Madonna Addolorata, esposta nel presbiterio della chiesa.

Il soggetto drammatico, opera di Carlo Giuseppe Plura, risalente al XVIII secolo, si è saldato in una rappresentazione unitaria, andata ad incastonarsi in uno dei messaggi più belli e struggenti di tutta la musica sacra. In mezzo un momento di pace, dove la melodia ha lasciato spazio alla riflessione con gli animi elevati al dolore di Maria ai piedi della Croce, la sofferenza di quella madre che perde l’unigenito figlio, ma anche la condivisione, la trasformazione e il superamento di quel dolore.

Una fusione di rara efficacia tra suoni e fede è stata coagulata nel messaggio del frate cappuccino Luca Isella: “La vera preghiera non deve avere la presunzione di portare gli uomini a Dio, ma portare Dio agli uomini. Il Signore ama l’umanità un modo paradossale, tanto da lasciare tutto per andare alla ricerca di una sola pecora che si è smarrita”.

L’ultima parola è stata ancora della musica che ha risposto al richiamo ecumenico lanciato da papa Francesco al convegno sulla musica sacra del 2017: “La musica sacra e il canto liturgico sappiano incarnare e tradurre la Parola di Dio in canti, suoni, armonie che facciano vibrare il cuore dei nostri contemporanei, creando anche un opportuno clima emotivo, che disponga alla fede e susciti l’accoglienza e la piena partecipazione al mistero che si celebra”.

Perché la musica sacra curata e preparata aiuta nella preghiera ed offre anche tante occasioni di avvicinamento alla fede. Come testimoniato anche da Benedetto XVI, il grande amore per la liturgia, incontro con il Signore e fonte per un’autentica vita cristiana, esige una grande cura e dedizione proprio nel campo della musica sacra. Dall’altra parte solo vivendo autenticamente il Vangelo si può essere autentici nella liturgia.

L’operazione condotta dai Battuti Neri di Bra ha voluto significare tutto questo, intendendo avvicinare la riflessione spirituale al più vivido senso artistico, anche attraverso le offerte raccolte, destinate al restauro del patrimonio culturale del sodalizio. A sottolineare la perfetta riuscita della manifestazione la soddisfazione del maestro Paolo Paglia, presente al concerto ed i complimenti (meritatissimi) agli organizzatori i cui sforzi sono stati ripagati. La serata è stata suggellata da un lungo applauso da parte del pubblico.

Novanta minuti di concerto incredibile: immenso come la voce del soprano Daniela Pellerino e l’abilità alla tastiera di Daniele Gatto.

silvia gullino

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