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Agricoltura | 13 settembre 2019, 07:30

Le richieste delle organizzazioni agricole della provincia di Cuneo alla nuova ministra Teresa Bellanova (FOTO)

“Servono difesa del settore affinché possa essere più competitivo, decisioni immediate, visione d’insieme, velocità di azione e stabilità politica” dicono Coldiretti, Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani. Inoltre, le tre associazioni tracciano un bilancio dei rapporti e dei risultati ottenuti con il precedente responsabile del dicastero Gian Marco Centinaio

La nuova ministra Teresa Bellanova (foto scaricata dal profilo Facebook) e alcuni terreni coltivati con la Bisalta sullo sfondo

La nuova ministra Teresa Bellanova (foto scaricata dal profilo Facebook) e alcuni terreni coltivati con la Bisalta sullo sfondo

Teresa Bellanova, nata nel 1958 a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, esponente del Partito Democratico, è la nuova ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del Governo giallo-rosso guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dopo la licenza di terza media è andata a lavorare nei campi. Da dirigente sindacale della Cgil ha svolto una forte azione di contrasto al caporalato. E’ entrata per la prima volta in Parlamento come deputata nel 2006. Ruolo poi confermato nelle successive votazioni del 2008 e del 2013. E’ stata viceministra allo Sviluppo Economico negli esecutivi Renzi e Gentiloni e rieletta senatrice alle elezioni politiche del marzo 2018.

Ha detto dopo la nomina la ministra: “Invito le ragazze e i ragazzi a studiare e a approfondire perché più conoscono e più potranno fare. Io non ho avuto questa opportunità e ho cercato di supplire. La mia è una storia fatta di tanti sacrifici e problemi, ma anche di molte gioie. Nasco bracciante e oggi ho la grande opportunità di stare qui al Ministero. Mi auguro di poter dare risposte positive, partendo da quanto ha segnato il mio percorso professionale e di vita”.

Come intende impostare il suo progetto di lavoro? “L’agricoltura va riportata al centro delle politiche nazionali e, soprattutto, delle politiche europee, perché attraverso questo Ministero può passare una valorizzazione dell’export e quindi la possibilità per le imprese di accumulare reddito da redistribuire ai lavoratori e alle lavoratrici. Aiutati dalla scienza, che è lo strumento fondamentale di ricerca per la difesa del territorio da malattie delle colture e degli allevamenti e da fenomeni atmosferici negativi”.      

LE RICHIESTE ALLA MINISTRA BELLANOVA

Abbiamo domandato alle organizzazioni agricole della “Granda” quali sono le richieste che porteranno sul tavolo della nuova responsabile del dicastero Teresa Bellanova.

ROBERTO MONCALVO, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo: “Intanto facciamo gli auguri di buon lavoro alla ministra Bellanova. Le chiediamo di concretizzare quanto pensa, ovvero che l’agricoltura debba essere al centro delle politiche nazionali ed europee. È un settore che va conosciuto, ne vanno compresi il valore, le caratteristiche e soprattutto ciò che rappresenta per l’Italia, per l’occupazione, l’ambiente e l’indotto che alimenta. L’agricoltura va difesa dagli attacchi che subisce dentro e fuori i confini nazionali. Merita di essere parte di filiere positive che si caratterizzino non più per le pratiche commerciali sleali che stanno affossando troppe imprese, ma per un’equa distribuzione del valore. Chiediamo inoltre che possa essere più competitiva”.

Rispetto a prima potrà cambiare qualcosa per il mondo rurale della “Granda”?  “Se sarà tenuta alta l’attenzione e verranno messi in atto provvedimenti urgenti, le cose potranno migliorare. L’elenco è lungo per le nostre imprese: dalla semplificazione delle procedure alla riduzione del costo del lavoro; dalle risposte attese sulla fauna selvatica all’applicazione in Italia della Direttiva contro le pratiche commerciali sleali; dalla definitiva rimozione del segreto di Stato sulle importazioni al ripensamento delle politiche alla luce dei cambiamenti climatici; dalla capacità di negoziare intelligentemente la nuova Politica Agricola Comune (Pac), evitando riduzioni degli stanziamenti in coerenza con il nostro modello d’impresa, all’attenzione sui trattati internazionali che stanno colpendo le nostre eccellenze all’estero”.

ENRICO ALLASIA, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “In un contesto internazionale sempre più complesso servono decisioni immediate e iniziative a respiro pluriennale: infrastrutture, riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, sburocratizzazione, investimenti per l’innovazione, la sostenibilità ambientale e la bio-economia sono tappe fondamentali per la definizione del Piano strategico dell’agricoltura che la nostra organizzazione caldeggia da tempo”.

Rispetto a prima potrà cambiare qualcosa per il mondo rurale della “Granda”? “È presto per dirlo, ma noi continuiamo a sostenere l’adozione di strategie di ampio respiro per lo sviluppo e la crescita del settore. In particolare urge maggior stabilità politica per rendere l’Italia più competitiva in ambito internazionale. Siamo disponibili, come abbiamo fatto finora, a lavorare insieme alle Istituzioni per contribuire alla crescita delle nostre imprese e del Made in Italy agroalimentare. Al di là delle priorità sopra esposte, l’augurio è che il Governo opti per politiche capaci di favorire concretamente il ricambio generazionale in agricoltura e abbiano un occhio di riguardo per i giovani: linfa vitale necessaria a garantire un futuro al mondo rurale. A livello di comparti, invece, ci troviamo ad affrontare in queste settimane gli effetti pesanti della crisi del settore frutticolo piemontese e della “Granda”  che, come abbiamo già ribadito in molte occasioni, parte da lontano e ha una pluralità di cause. Da tempo chiediamo però maggior impegno per definire un Piano strategico nazionale e il catasto frutticolo nazionale. Due priorità cruciali per l’economia del nostro territorio provinciale e regionale. A breve sottoporremo le nostre richieste al neo ministro, che ben conosce le dinamiche del settore”.

CLAUDIO CONTERNO, presidente provinciale di Cuneo della Cia-Agricoltori Italiani: “Chiediamo visione di insieme e velocità di azione, insieme a scelte di qualità. In Italia abbiamo decine di organi di controllo che si sovrappongono. Occorre snellire questo apparato che rallenta - in alcuni casi addirittura ferma - le attività delle nostre aziende, con troppi passaggi analoghi e il dispendio di una quantità significativa di risorse aziendali, in termini economici, di tempo e di energia”.

Rispetto a prima potrà cambiare qualcosa per il mondo rurale della “Granda”? “La nostra provincia deve ripartire da se stessa ed essere brava a fare ricerca e formazione per apportare un cambio di marcia all’agricoltura. I prossimi anni saranno fondamentali: ci va circa un decennio a riformare il mondo rurale e raggiungere gli obiettivi che oggi ci poniamo”.  

IL BILANCIO DEI RAPPORTI E DEI RISULTATI OTTENUTI CON IL MINISTRO USCENTE CENTINAIO

Con l’arrivo della ministra Bellanova, chiude la sua esperienza al dicastero Gian Marco Centinaio della Lega. Le organizzazioni del mondo rurale della “Granda” tracciano un bilancio dei rapporti e dei risultati ottenuti con il precedente responsabile delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nei quattordici mesi effettivi in cui è stato in carica il governo giallo-verde.

ROBERTO MONCALVO, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo: “I rapporti con il ministro Centinaio sono stati buoni, per risposte che non possono essere sottovalutate. Di certo, un conto è impostare progetti per un’intera legislatura, altro è dover ogni volta interrompere percorsi che si devono riprendere da capo per i ripetuti cambi dei ministri. Come purtroppo capita spesso nel nostro Paese. In questa prima parte di legislatura sono arrivate, solo a titolo esemplificativo, l’etichettatura obbligatoria su tutti i prodotti agricoli (ora servono in fretta i Decreti attuativi interministeriali Politiche Agricole-Sviluppo Economico, a partire da succhi di frutta, confetture e salumi); la Legge che vieta vendite di prodotti agricoli a valori inferiori ai costi di produzione (anche in questo caso ci aspettiamo che si completi l’iter per la sua definitiva applicazione con sanzioni pesanti) o ancora il Decreto “emergenze”.

ENRICO ALLASIA, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “È difficile poter dare un giudizio: le premesse erano decisamente positive, con parecchi tavoli di lavoro insediati per affrontare in modo adeguato le molte questioni che interessano il settore in Italia. La volontà di cambiamento era evidente, ma probabilmente non c’è stato tempo per avere dei risultati tangibili. Ecco perché una maggior stabilità potrebbe favorire programmazioni pluriennali di cui l’agricoltura italiana ha urgente necessità”.

CLAUDIO CONTERNO, presidente provinciale di Cuneo di Cia-Agricoltori Italiani: “Purtroppo non si è potuto vedere il raggiungimento di obiettivi concreti: non è colpa dei singoli, ma del sistema della nostra politica talmente lento che non permette lo svolgimento di azioni rapide”.    

Sergio Peirone

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