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Attualità | 11 settembre 2019, 20:31

Nove distretti per un rilancio del settore della produzione piemontese

Se ne è parlato nei giorni scorsi nella Terza Commissione della Regione Piemonte

Nove distretti per un rilancio del settore della produzione piemontese

Il Piemonte, per un rilancio del settore produttivo, punterà su nove distretti: agroalimentare e agroindustriale; fibre naturali; energia da fonti rinnovabili; automotive; aerospaziale; logistica integrata e intermodale; biomedicale, biotech e bioenginering; edilizia innovativa; elettrodomestici e accessoristica.

Lo ha spiegato in Terza commissione (presidente Claudio Leone) l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano, anticipando ai commissari le linee guida che verranno presentate.

“Dobbiamo tornare a programmare e in questa fase stiamo elaborando, grazie ad un gruppo di lavoro molto ampio, la strategia più corretta per scrivere il Piano della competitività che dovrebbe uscire a novembre. Il tentativo è basato su precise direttrici per ridare occupazione e smalto alle imprese: fare sistema, quindi meno diffidenza e più collaborazione, cercando di trasferire la ricerca e lo sviluppo in produzione. Per quanto riguarda il capitale umano, vogliamo migliorare la performance dei lavoratori e degli studenti indirizzandoli alle esigenze del mercato, utilizzando lo strumento di collaborazioni con soggetti altamente qualificati come il Politecnico. È poi importante istituire una progettualità comune tra Giunta, Consiglio, imprese, sindacati e tutto il mondo territoriale” ha detto Tronzano.

“Si tratta di creare un ‘cluster tridimensionale’, dove ai cicli produttivi e alla collaborazione tra imprese si affianchi l’attenzione per il territorio”, ha aggiunto l’assessore. “Se riusciremo a coinvolgerlo creando una sorta di megadistretto, avremo il cluster tridimensionale utile soprattutto alle piccole e microimprese, a cui noi daremo molto spazio senza dimenticare però le grandi, quelle che aiutano a crescere il settore produttivo in un’ottica collaborativa e di sistema” ha concluso.

Per la Maggioranza, a sostegno delle linee guida, sono intervenuti Paolo Bongioanni di Fdi (“Le piccole imprese sono il valore aggiunto dell’economia piemontese, ma serve una semplificazione legislativa”) e Michele Mosca della Lega (“Si incomincia a fare sistema. Sarà importante l’internazionalizzazione delle nostre aziende e l’Alta velocità è un’occasione di sviluppo”).

Per Ivano Martinetti (M5s) si dovranno evitare le delocalizzazioni delle aziende che hanno beneficiato di finanziamenti regionali.

Marco Grimaldi (Luv), facendo riferimento alla cospicua somma stanziata dalla precedente Giunta regionale per agevolare l’insediamento di nuove aziende, ha chiesto spiegazioni circa le notizie trapelate a mezzo stampa dell’intenzione di erogare incentivi alle imprese che assumono residenti in Piemonte da almeno cinque anni.

Richiesta avanzata anche da Raffaele Gallo (Pd), che ha poi chiesto di relazionare in commissione sui Fondi europei.

Maurizio Marello (Pd) è intervenuto sulla necessità di una modifica nazionale, nell’ottica della ripresa economica, del Decreto crescita per non penalizzare ulteriormente i piccoli artigiani. Ha poi sollecitato una specifica attenzione per l’immissione nel mondo del lavoro di quei dipendenti che sono stati costretti ad uscire per via della crisi.

Per Sean Sacco (M5s) è sempre più importante guardare alla mobilità elettrica, investendo sull’automotive dedicato.

Infine il capogruppo del Pd Domenico Ravetti si è detto preoccupato per i territori che sono stati spazzati via dalla crisi e necessitano di essere rigenerati: “Proponiamo la creazione di tavoli per lo sviluppo da attivare in ogni Provincia”.

c.s.

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