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Attualità | 11 settembre 2019, 18:13

La crisi Manital non investe solo la braidese Olicar Gestione: in piazza le addette alle pulizie presso il tribunale di Asti

Senza stipendio da giugno, sono esasperate: 'Ora basta! Il diritto alla retribuzione non si tocca'

Asti: addette alle pulizie del Tribunale manifestano davanti ai cancelli del Palazzo di Giustizia

Asti: addette alle pulizie del Tribunale manifestano davanti ai cancelli del Palazzo di Giustizia

Mentre c’è chi, per gli stessi ritardi nel pagamento degli stipendi, ha appena annunciato 8 ore di sciopero e altre iniziative di protesta (è il caso della trentina di addetti della controllata Olicar Gestione di Bra: leggi qui), la situazione di difficoltà in cui verserebbe il gruppo Manital-Idea di Ivrea ha già portato altri lavoratori a scendere in piazza.

Si tratta delle addette del servizio di pulizia presso il tribunale di Asti, protagoniste questa mattina, mercoledì 11 settembre, di una pacifica protesta volta a far sentire la loro voce e a chiedere le retribuzioni dovute. Perché loro un lavoro ce l'hanno, ma - così come i lavoratori braidesi - non vengono pagate da giugno.

Una crisi che si trascina da molto prima, quella della Manital-Idea Spa, che nel capoluogo astigiano ha in appalto la fornitura del servizio di pulizie in diversi uffici pubblici.
"Le lavoratrici sono esasperate". Sono 20 le addette impiegate in tribunale di Asti e negli altri uffici astigiani di Inps, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Telecom. Questa mattina una delegazione di dipendenti ha manifestato insieme a Cgil e Uil davanti ai cancelli del Palazzo di Giustizia. "Se non si smuove nulla - dice Mario Galati della Filcams Cgil - la prossima settimana manifesteremo anche sotto il palazzo dell'Inps".

Le lavoratrici astigiane stanno scioperando da una settimana perché non solo non vengono retribuite, ma non viene dato loro il materiale per pulire, come guanti e detersivi. La società che le aveva assunte, che occupa oltre mille dipendenti in tutta Italia, non garantisce stipendi da tre mesi. "Ma la situazione si trascina dall’aprile scorso" precisa Galati. "Chiediamo alle committenze di reagire, che l'incarico venga tolto prima della scadenza di fine anno e che gli appalti siano affidati al secondo aggiudicatario", aggiunge Ferdinando Ferrigno della Uiltucs.

Redazione

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