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Attualità | 11 settembre 2019, 13:14

Sei cercatori di funghi soccorsi nei boschi della Granda nel 2019: i consigli del Sasp per evitare incidenti e velocizzare le operazioni di ricerca e soccorso

L'ultimo caso sabato 7 settembre a Oncino. Numeri in controtendenza rispetto al dato regionale che mostra dati allarmanti: nel 2019 già soccorse 52 persone di cui 9 deceduti e 1 disperso

Sei cercatori di funghi soccorsi nei boschi della Granda nel 2019: i consigli del Sasp per evitare incidenti e velocizzare le operazioni di ricerca e soccorso

È iniziata la stagione dei funghi che, purtroppo, porta con sé incidenti nei boschi e interventi del SASP, il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

I cercatori di funghi soccorsi finora in provincia di Cuneo sono 6, di cui nessun decesso. L'ultimo intervento pochi giorni fa, sabato 7 settembre a Oncino: una donna ha avvertito le urla di un uomo caduto in un dirupo scosceso proprio mentre era alla ricerca dei preziosi frutti della terra.

Numeri in controtendenza rispetto al dato regionale che, in questa stagione, mostra dati allarmanti.

Se il 2018 era stato un anno da record con 75 persone soccorse, 10 deceduti e 2 dispersi, nel 2019 fino a oggi sono già state soccorse 52 persone di cui 9 deceduti e 1 disperso in tutto il Piemonte. Negli ultimi anni, soltanto il 2015 fu peggiore con 91 persone soccorse e 9 deceduti

Come dichiarano dal Sasp “finora i cercatori di funghi della Granda hanno avuto comportamenti previdenti e la fortuna ha dato una mano, dal momento che la fatalità è sempre in agguato”.

Ecco perchè è importante parlare di prevenzione. I consigli arrivano direttamente dal SASP per ridurre il più possibile gli incidenti rendendo al contempo più agevoli le operazioni di ricerca e soccorso che nel caso degli appassionati di funghi sono spesso complessi.

Anche se nessuno vuole puntare il dito sui fungaioli che rappresentano mediamente soltanto il 5% delle persone soccorse dal SASP ogni anno. 

 “Anche tra i nostri tecnici ci sono molti cercatori di funghi – afferma Luca Giaj Arcota presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – per cui non è nostro interesse puntare il dito nei confronti di coloro che possiedono questa passione. Tuttavia ci sono alcune norme basilari da seguire per evitare più possibile gli infortuni e per rendere le operazioni di ricerca e soccorso più rapide. Innanzitutto l’abbigliamento e le calzature devono essere adeguati al territorio in cui ci si inoltra. Ci succede ancora troppo spesso di soccorrere persone con gli stivali di gomma ai piedi, al posto dei più adatti scarponcini da montagna che hanno una maggiore presa sul terreno e prevengono gli infortuni alle caviglie. È anche importante controllare attentamente le previsioni meteorologiche per evitare di incappare in peggioramenti repentini di cui è più difficile rendersi conto nel fitto dei boschi. Infine, per tutte quelle situazioni in cui l’infortunio non si può prevenire sia per fatalità, sia a causa di malori non prevedibili che in questi casi sono frequenti, è fondamentale che chi parte alla ricerca di funghi lasci detto a qualcuno dove prevede di recarsi. Questo perché troppo spesso facciamo affidamento sul telefono cellulare che regolarmente non prende proprio quando ne abbiamo bisogno. Quando nei casi di mancato rientro i nostri esperti in ricerca possono contare su informazioni precise e circoscritte i tempi di ritrovamento di un disperso si riducono drasticamente. E come sappiamo dall’esperienza maturata in tanti anni di attività, anche pochi minuti possono essere di vitale importanza”. 

Inoltre il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha sviluppato un’applicazione per smartphone, Georesq (https://wp.georesq.it/) che grazie alla tecnologia gps presente in tutti i telefoni cellulari recenti è in grado di tracciare l’utente anche al di fuori della copertura dati. Consente inoltre di inviare un messaggio di allarme direttamente al soccorso alpino e speleologico ed è accessibile ai tecnici del soccorso alpino che in questo modo sono in grado di ricostruire il percorso tracciato dal telefono di un utente circoscrivendo l’area di ricerca. 

cristina mazzariello

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