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Attualità | 09 settembre 2019, 09:30

Lo “Stabat Mater” di Paolo Paglia nella cornice barocca dei Battuti Neri di Bra

Il concerto spirituale è in calendario domenica 15 settembre alle ore 21. Ingresso libero

Lo “Stabat Mater” di Paolo Paglia nella cornice barocca dei Battuti Neri di Bra

Una prima assoluta per l’Arciconfraternita della Misericordia di Bra, proprio nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, patrona del sodalizio. È in calendario domenica 15 settembre, alle ore 21, nella chiesa di San Giovanni Battista Decollato (via Vittorio Emanuele II, 201) il concerto spirituale “Stabat Mater”, composto e diretto dal maestro Paolo Paglia. L’ingresso è libero e tutta la cittadinanza è invitata ad un appuntamento che si annuncia da non perdere.

L’intensissimo Stabat Mater è una delle pietre miliari della musica sacra di ogni tempo, commissionata a Pergolesi, probabilmente nel 1734, dalla laica Confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per officiare alla liturgia della Settimana Santa.

Si tratta di un’opera che il musicista albese ha riscritto, ispirandosi ai testi antichi del beato Jacopone da Todi, riuscendo a restituire una partitura intima e densa di tensione emotiva. Una fusione di rara efficacia tra suoni e fede, gioia e dolore. Storia di un’umanità che si fa autentica nel riconoscersi erede di un sentimento che lega il passato con l’oggi e con il domani.

Accompagnato da alcune letture e pause di riflessione, ascolteremo un’edizione davvero notevole del capolavoro che canta e mette in musica il dolore di Maria ai piedi della croce, la sofferenza di quella madre che perde il proprio figlio, ma anche la condivisione, la trasformazione e il superamento di quel dolore.

Incanteranno il pubblico la voce solista di Daniela Pellerino (soprano) e le note all’organo di Daniele Gatto, per un’esibizione perfettamente congruente al recente cd edito dalla casa Nota Music di Udine (Catalogo Prima Musica).

Il maestro Paolo Paglia spiega come è nata l’idea di comporre lo Stabat Mater per soprano e organo: “Nei sette mesi di lavoro ho pensato alla mia vita personale e sono riuscito ad entrare nel testo dello Stabat Mater in modo molto intimo. Questa preghiera ha un testo che annovero tra i più belli, molto drammatico, e narra lo stato d’animo di Maria e le sfumature del suo carattere fino alla speranza che va oltre la morte di Gesù. Ringrazio la Armelin per aver pubblicato la mia composizione. Sarà uno Stabat Mater cantato in modo sereno. Per me è un lavoro importante: scrivere musica è come confessarsi con chi ci vuole bene e ci dimostra affetto”.

L’occasione di assistere in un luogo evocativo come la sede barocca dei Battuti Neri risponde appieno al valore dell’iniziativa, che intende avvicinare la riflessione spirituale al vivido senso artistico. Un evento che permetterà di riscoprire attraverso il suono un luogo forte per la comunità dal punto di vista acustico, architettonico e simbolico.

L’elemento che più di ogni altro carica il concerto di una particolare suggestione è la presenza della statua, in legno policromo, della Madonna Addolorata, esposta nel presbiterio della chiesa. Il soggetto drammatico, opera di Carlo Giuseppe Plura, risalente al XVIII secolo, si salda in una rappresentazione unitaria che va ad incastonarsi in uno dei messaggi più belli e struggenti di tutta la musica sacra. Non esiste Resurrezione senza Passione e Morte, non esiste giorno senza notte e non esiste amore senza sofferenza.

Silvia Gullino

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