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Attualità | 09 settembre 2019, 18:41

Ferrovie, Gabusi scettico sulla riapertura della Asti-Alba. M5S lo riprendono: "Se parla così certo non arriveranno fondi"

In un’intervista l’assessore regionale ai Trasporti ha quantificato in 60 milioni di euro il fabbisogno necessario a intervenire sulla linea chiusa dal 2011 per il dissesto della galleria Ghersi. Martinetti: "Ripristino già previsto in un accordo tra Ministero e Rfi. E l’utenza su quella tratta ci sarebbe"

Uno scorcio della linea ferroviaria all'altezza di Motta di Costigliole

Uno scorcio della linea ferroviaria all'altezza di Motta di Costigliole

Un conto salatissimo: 77 milioni di euro solamente per gli interventi infrastrutturali sulle linee e altri 2,8-3 milioni l’anno per farle funzionare. Cifre tali da rendere "illusorio" attualmente pensare a un investimento in questa direzione da parte della Regione.

L’indicazione è quella che arriva dall’assessore regionale Marco Gabusi, già sindaco di Canelli, nella Giunta di Alberto Cirio delegato alla delicata materia dei Trasporti.
In un’intervista concessa nei giorni scorsi a un quotidiano, Gabusi torna sul delicato tema delle linee ferroviarie sospese e abbandonate nel Sud Piemonte – la Alessandria-Castagnole delle Lanze e la Asti-Alba in particolare –, aggiornando sugli importi necessari ripristini che sembrano farsi ogni anno più lontani.

Undici milioni servirebbero solamente per rendere nuovamente funzionale la prima; ben 60 per ridare agibilità alla seconda, abbandonata dal 2011 per le note problematiche di stabilità rilevate nella galleria Ghersi, sotto la collina che separa Neive da Barbaresco.

Cifre decisamente proibitive, ben oltre i già impegnativi preventivi circolati negli anni scorsi, che suggeriscono all’assessore di guardare a "scelte improntate al realismo".
Come dire, soldi non ce ne sono, non avrebbe senso penalizzare l’intero sistema del trasporto pubblico regionale per rimettere in piedi servizi che, considerata l’utenza, non sarebbero più sostenibili.

Considerazioni per nulla condivise dal consigliere regionale albese Ivano Martinetti (M5S), che a Palazzo Lascaris è anche vicepresidente della Commissione Trasporti e che oggi, lunedì 9 settembre, insieme al collega di partito alessandrino Sean Sacco, ha preso carta e penna per ribadire le ragioni che consiglierebbero un atteggiamento meno rinunciatario da parte della Regione.

"Le parole di Gabusi rischiano di far saltare i fondi ministeriali per riaprire le linee sospese – scrivono infatti Martinetti e Sacco –. L'assessore dimentica infatti che tra Ministero e Rete Ferroviaria Italiano è in ballo un Contratto di Programma per ripristinare le linee ferroviarie sospese in Piemonte. La Giunta Regionale dovrebbe quindi palesare la propria intenzione a riavviare il servizio, non certo fare il contrario. Altrimenti potrebbe sfumare l'opportunità di ottenere fondi ministeriali per reintrodurre servizi utili ai cittadini e all'ambiente. Inoltre – proseguono – il Documento Unico di Programmazione 2018-2020 e il Piano della Mobilità e dei Trasporti Regionale prevedono la riattivazione delle linee ferroviarie sospese".

I due consiglieri pentastellati confutano poi l’argomento di un’utenza considerata insufficiente: "Ricordiamo all’assessore che, quando vennero sospese, le linee Asti-Alba e Alessandria-Alba avevano un'utenza che superava i 2mila viaggiatori quotidiani nonostante gli appena 19 treni al giorno non cadenzati, in orari scomodi e con un cambio con autobus a Castagnole Lanze che rendeva il viaggio ancora più scomodo. Il bacino di utenza potenziale della tratta supera i 20mila viaggiatori, per non parlare dell'utenza turistica attirata dalle bellezze delle Langhe".

Lo stesso consigliere albese ricorda poi il milione di euro investito dalla Regione nella progettazione di una possibile riapertura dei Ghersi e conclude: "Andare da Torino a Nizza su rotaia non dovrebbe essere un evento possibile solo durante le rievocazioni storiche, come avvenuto in questo fine settimana (in occasione del Pavese Festival, ndr), ma la normalità. Questo è il nostro obiettivo per un trasporto pubblico locale sostenibile e davvero utile ai cittadini. Impegni che intendiamo portare avanti sul territorio, in Consiglio regionale e nelle commissioni competenti con la convinzione che i quasi 2.000 km di linee ferroviarie debbano essere valorizzati e potenziati".

Ezio Massucco

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