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Agricoltura | 07 settembre 2019, 07:30

#controcorrente: l’agricoltura non può più difendersi da sola contro i devastanti fenomeni meteorologici

I vortici d’aria nella zona di Peveragno di qualche settimana fa, le impetuose grandinate cadute nei vigneti delle Langhe e le piogge scroscianti scese in buona parte della provincia di Cuneo durante il tardo pomeriggio e la serata di giovedì 5 settembre sono alcuni degli ultimi drammatici episodi. Però, le Istituzioni non devono abbandonare quanti nel mestiere rurale ci mettono passione e hanno investito risorse economiche e umane

La grandinata nei vigneti delle Langhe e le serre danneggiate nella zona di Peveragno

La grandinata nei vigneti delle Langhe e le serre danneggiate nella zona di Peveragno

I miei genitori erano contadini. Quelli di una volta con i volti scavati dalla fatica e dal sudore. Quando ero piccolo, mia madre, se si accorgeva dell’arrivo di un brutto temporale, mi diceva di prendere due bastoncini di legno e sullo sterrato del cortile avvicinarli a forma di croce per chiedere la protezione del Cielo dagli eventuali danni che pioggia, vento e grandine avrebbero potuto causare ai raccolti. Fatalismo? Fede incrollabile in un’entità superiore capace di salvare le colture? Può darsi. In ogni caso era una pratica della devozione popolare abbastanza diffusa nel mondo rurale di un tempo.

Adesso l’agricoltura è gestita, per la maggior parte, da giovani imprenditori che hanno investito, con coraggio, nel rinnovamento e in una visione dinamica e moderna del mestiere. Quasi certamente, anche chi crede nel Divino,  non utilizza più la croce nel cortile. Ma la preoccupazione per i nubifragi, i violenti vortici di aria, i chicchi di ghiaccio estivi e tutti i fenomeni meteo devastanti c’è oggi come allora. Anzi, negli ultimi anni, a causa degli inarrestabili cambiamenti climatici, la situazione è peggiorata.

Gli ultimi episodi sono le trombe di aria che hanno colpito una parte della zona di Peveragno qualche settimana fa. Alle quali si sono aggiunte le impetuose grandinate cadute nelle Langhe e le piogge scroscianti scese in buona parte della provincia di Cuneo durante il tardo pomeriggio e la serata di giovedì 5 settembre. Le colture agricole hanno subito danni ingenti, soprattutto le zone del vino in cui stava per iniziare la vendemmia. Molte aziende hanno visto andare in fumo il duro lavoro di un anno.

Rimane comunque ancora sempre in tutti gli imprenditori del comparto quel sentimento profondo di chi vive consapevolmente le difficoltà quotidiane, ma è deciso ad affrontarle con determinazione. Senza piangersi addosso. Abbiamo raccolto alcune testimonianze.

“Purtroppo dai fenomeni meteo devastanti non possiamo difenderci. E’ un problema gravissimo. L’unica strada è quella di rialzarsi dopo il disastro e, con fatica, riprendere il cammino”.

E ancora: “Sono fenomeni contro i quali si può fare nulla e ai quali ci dovremo sempre di più abituare. Resistendo e ripartendo tutte le volte, perché questo è il nostro mestiere”.  

L’agricoltura è sempre stata e continua ad essere una colonna portante dell’economia italiana. Una ricchissima e preziosa cesta di eccellenze la quale di fronte ai violenti e imprevedibili fenomeni meteo può solo alzare le mani e sperare in un contenimento dei danni. Ma le Istituzioni devono fare in misura maggiore la loro parte, aiutando di più il settore attraverso finanziamenti, soprattutto quelli resi disponibili dall’Unione Europea, che permettano agli operatori di “rialzarsi e di riprendere il cammino”.

Altrimenti anche quanti nell’attività ci mettono una montagna di passione e hanno investito risorse economiche e umane prima o poi si stufano. E buttare al vento un patrimonio immenso come il rurale sarebbe una vera disfatta per l’Italia intera e la provincia di Cuneo la cui strada primaria è da sempre quella della produzione agroalimentare.  

#controcorrente

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