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Cronaca | 06 settembre 2019, 20:40

Vottignasco, 7 etti di cocaina nascosti in un locale: due serrature e una chiave a testa per entrare

Nessuno dei due poteva entrare da solo. Valore presunto dello stupefacente circa 100mila euro. Emergono nuovi particolari sul blitz dello scorso 30 agosto messo a segno dalla Squadra Mobile di Cuneo

Vottignasco, 7 etti di cocaina nascosti in un locale: due serrature e una chiave a testa per entrare

Sono entrambi al Cerialdo i due uomini accusati di detenzione ai fini di spaccio arrestati lo scorso 30 agosto in un'operazione della Squadra Mobile di Cuneo. L'arresto è avvenuto nell'appartamento di Vottignasco in cui viveva uno dei due, R.D., classe 1980, italiano. L'altro a finire in manette è J.L., albanese residente a Savigliano.

Il blitz è scattato la mattina presto, dopo giorni di appostamenti e pedinamenti. Gli uomini della Mobile sono entrati nell'appartamento aprendo semplicemente la porta con le chiavi, essendo riusciti a procurarsene una copia.

E proprio le chiavi sono una delle curiosità dell'operazione.

Gli arrestati, per entrare nel locale dove poi è stata trovata la droga, esterno all'appartamento, dovevano essere entrambi presenti, perché ciascuno dei due era in possesso di una delle due chiavi necessarie per accedervi. Uno, senza l'altro, non poteva entrare in quel locale dove sono stati trovati 7 etti di cocaina ad alto principio attivo, dalla cui vendita avrebbero potuto ricavare fino a 100mila euro.

Le indagini sono in pieno corso. Gli inquirenti stanno cercando di capire quale sia il canale di rifornimento dei due.

La droga, incellophanata e sotto vuoto, era nascosta sotto il materasso, in un letto tipo cassettone presente nel locale. A trovarla Oka, un pastore tedesco dal fiuto infallibile della polizia cinofila di Torino. 

In casa, invece, sia a Vottignasco che a Savigliano, entrambi avevano denaro in contante - circa 3000 euro, materiale per il confezionamento e bilancini di precisione, oltre ad un piccolo quantitativo di marijuana.

Come ha evidenziato il dirigente della Mobile Pietro Nen, il quantitativo di droga sequestrato fa supporre che lo stupefacente fosse destinato ad una piazza ben più ampia di quella provinciale. E proprio lo spaccio è, assieme ai reati contro il patrimonio, il principale problema di Cuneo sul fronte della criminalità.

 

Barbara Simonelli

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