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Politica | 05 settembre 2019, 09:30

La bella favola della “cittadina” Fabiana, ministra quasi per caso

Premiata per la sua capacità lavorativa (dicono gli amici), ma anche e soprattutto per la fedeltà al Movimento tra le cui dinamiche è riuscita a districarsi con abilità. Dovrà mettere mano alla Pubblica Amministrazione, senza dimenticare i problemi della sua terra, il Cuneese

Fabiana Dadone

Fabiana Dadone

“E’ una grande lavoratrice, per questo è stata premiata”. 

I suoi amici cuneesi 5 Stelle non potevamo attendersi riconoscimento migliore dai vertici: la promozione ai massimi livelli del loro unico rappresentante parlamentare.

Il Movimento, in provincia, non è mai riuscito a radicarsi più di tanto, nonostante l’exploit di consensi ottenuto nel 2013.

Il M5S è infatti passato dal 26,32% delle politiche 2013, anno del suo picco massimo, al 9,59% delle europee 2019. Alle europee 2014 aveva ottenuto il 18,20% e alle politiche 2018 tra il 22,36 % (collegio camerale di Cuneo) e il 23,11% (collegio di Alba).

Un calo consistente, dunque, che dice come l’apice sia stato raggiunto alle politiche del 24 febbraio 2013 e che da quel momento in poi i consensi siano andati calando fino a precipitare, alle europee del 26 maggio scorso, al di sotto del 10% (9,59% per l’esattezza).

Nel mondo politico-istituzionale provinciale e regionale, Fabiana Dadone è considerata quasi un corpo estraneo.

Infatti, la deputata monregalese interviene di rado a manifestazioni, così come è raro vederla ai “tavoli” cui periodicamente Provincia o associazioni di categoria convocano i parlamentari della Granda per affrontare i problemi del territorio.

Al ruolo pubblico e ostentato di “deputata”, la Dadone ha preferito il lavoro oscuro di “cittadina” nel Movimento, senza mai commettere l’errore di schierarsi troppo a fianco o dell’uno o dell’altro capataz: un’accortezza che l’ha premiata.

Parlamentare “veterana” (è al suo secondo mandato) legata a Di Maio, non ostile a Fico, amica di Di Battista e ben introdotta nell’entourage di Casaleggio ha saputo districarsi con capacità nelle strane dinamiche dei 5 Stelle.

Il fatto che abbia avuto la meglio nei confronti di un pezzo da novanta qual è Nicola Morra, la dice lunga sul livello di entrature che la giovane Fabiana ha saputo conquistarsi in relativamente pochi anni.

Ma c’è un altro aspetto, legato alla congiuntura astrale, che nel caso di un esponente 5 Stelle, casca a fagiolo.

Chi sa come nasce un governo, soprattutto un governo di questo tipo, è consapevole di quanto l’incarico sia legato all’imponderabilità dovuta al gioco d’incastro che inevitabilmente si determina nella composizione delle caselle ministeriali.  

Una bella soddisfazione, dunque, per una giovane praticante di 35 anni che ancora stava muovendo i primi passi nella professione forense. 

L’esigenza delle rappresentanze di genere nell’esecutivo, unita ad una vocazione quasi monacale alla fede grillina, hanno fatto la differenza.

Ora dovrà mettere mano alla Pubblica Amministrazione, settore sul quale si sono sfracellati politici ben più navigati di lei.

E come se non bastasse, si troverà sul tavolo le grandi questioni irrisolte che riguardano il Cuneese, a partire dal completamento dell’autostrada Asti-Cuneo, lasciata incompiuta dal suo collega di partito, il ministro Danilo Toninelli.

Una fatica di Sisifo per una minuta fanciulla che, novella Cenerentola, si è ritrovata ministra quasi a sua insaputa.

Giampaolo Testa

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