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Attualità | 05 settembre 2019, 13:52

La lunga notte dei precari delle scuole superiori: dalle 9 di ieri a questa mattina per una cattedra

Ora si procede con le nomine delle scuole medie per passare poi a primarie e infanzia

La lunga notte dei precari delle scuole superiori: dalle 9 di ieri a questa mattina per una cattedra

Sono oltre 5000 gli insegnanti precari della provincia di Cuneo che da ieri mattina, mercoledì 4 settembre hanno atteso per 24 ore che venisse chiamato il loro nome per la scelta di una cattedra. Un sistema, quello adottato quest’anno che consentirà agli istituti di iniziare l’anno con l’organico al completo, ma che si dimostra essere quasi un incubo per i tanti precari che attendono sperando di portare a casa qualche ora di insegnamento. 

La sede scelta per questo incontro tra domanda e offerta di cattedre è l'istituto Vallauri di Fossano, baricentrico rispetto alla Provincia e con un aula magna in grado di accogliere un ampio numero di persone.

Il meccanismo è complesso: ciascun insegnante di terza fascia è inserito in graduatorie di istituto e ha un punteggio dato dalle supplenze degli anni precedenti. Vengono chiamati gli insegnanti in ordine decrescente di punteggio e possono scegliere tra gli istituti nei quali sono in graduatoria, compatibilmente con il fatto che sia ricercato un insegnante per la disciplina.

In teoria le chiamate per le scuole superiori si sarebbero dovute concludere entro la tarda serata di ieri, ma di fatto i lavori sono proseguiti fino a questa mattina. In questi minuti sta iniziando la procedura di assegnazione per quanto riguarda le scuole medie e nulla lascia presagire che si possa evitare una nuova nottata di attesa.

“Una vergogna – tuona un’insegnante che ha atteso invano fino alle 7,30 di questa mattina -. Avrebbero dovuto finire ieri sera e ora slitta tutto per le medie. Stasera sarà di nuovo lunghissima. Stanotte sembrava un campo emergenze: zero organizzazione, mancava letteralmente l’aria in aula magna. Chiedevamo informazioni e nessuno sapeva dirci nulla. Follia pura!”.

Lo strumento adottato, al di là del fatto che sembri più un girone infernale anche perché non basato su un sistema informatizzato che consenta di chiamare più di un aspirante alla volta, è il più accreditato per far sì che non si debbano fare chiamate a distanza, più lunghe nel tempo, e si possa iniziare l’anno con l’organico più completo possibile; un bene per gli studenti, insomma, sebbene un po’ meno per gli insegnanti, i dirigenti e i funzionari coinvolti nel processo di assegnazione.

Agata Pagani

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