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Agricoltura | 05 settembre 2019, 09:06

L’azienda BBM di Carrù lancia, in collaborazione con il maestro pasticcere Silvio Bessone, la birra al cioccolato (FOTO)

Si chiama Yule: una scura corposa, strutturata e morbida. Per trovare le giuste sfumature di sapore è nata dopo mesi di ricerca e di sperimentazione. Potrà essere degustata nei locali di “Cioccolocanda” a Vicoforte durante i giorni della “Fera d’la Madona” del 7-8 e 9 settembre

Silvio Bessone e Lelio Bottero brindano con la nuova birra al cioccolato

Silvio Bessone e Lelio Bottero brindano con la nuova birra al cioccolato

Poco oltre la frazione di San Giovanni prima di raggiungere, arrivando da Cuneo, il centro abitato di Carrù, c’è l’azienda BBM (Birra e Bevande Magiche). La gestiscono Lelio Bottero con la moglie Lorella e la figlia Paola. I marchi sono due: Giratempo e Birra Carrù. Le tipologie “sfornate” arrivano a una dozzina tra bionde, scure, rosse, ambrate, ramate e bianche. In confezioni da 33 e 75 centilitri e in fusti da 20 litri.

“La linea Giratempo - dice Bottero - è nata dal cuore e prende spunto dal mondo magico di Harry Potter di cui nostra figlia è una grande appassionata. Con la Birra Carrù l’obiettivo è di legare nel modo maggiore possibile la produzione al territorio. Ma in entrambi i casi utilizziamo materie prime in gran parte acquistate o lavorate in Piemonte”.

Cioè? “Non abbiamo terreni sui quali coltivarle, perché crediamo che ognuno debba fare il suo mestiere: il contadino occuparsi della parte agricola, chi produce birra dedicarsi alla birra. Però, la nostra filosofia è sempre stata quella di creare delle sinergie con la zona in cui si opera. L’orzo lo stiamo comprando da Achille Parmegiani, un agricoltore di Cameri, in provincia di Novara, ma per l’anno prossimo c’è  già un accordo con un imprenditore di Savigliano. La trasformazione in malto avviene nel Monferrato. Il luppolo ce lo fornisce l’azienda agricola Frè di Antonello Musso di Carrù. L’acqua del nostro territorio, poi, è eccezionale per ottenere la birra. Il lievito - come dice un collega - è cittadino del mondo. In alcuni casi lo usiamo 3-4 volte nella fermentazione: quindi, a quel punto, diventa l’elemento di una filiera interamente nostra”.  

Quali sono le caratteristiche della vostra produzione? “Tutte le materie prime, anche le spezie dove servono, sono selezionate, certificate, controllate, di alta qualità. E non puntiamo al risparmio quando le acquistiamo. In ogni caso costerebbe di più la loro sofisticazione. Renzo Arbore, in uno slogan  pubblicitario di alcuni anni fa, diceva: “Birra e sai cosa bevi”. Costituisce la migliore sintesi di un lavoro svolto in modo artigianale e garantito sotto il profilo della sicurezza alimentare. Il ciclo produttivo avviene senza filtratura e pastorizzazione. Perciò le nostre birre esprimono gusti e profumi più intensi, importanti e mi auguro, gradevoli, di quelli delle produzioni industriali. E sono molto digeribili. Il tutto senza l’omologazione del sapore, quindi dando spazio all’originalità”.

Le birre in generale rispondono a uno stile di produzione. L’unico stile italiano riconosciuto nel mondo è l’Italian Grape Ale (Iga): cioè birre contraddistinte da preziose contaminazioni di vino. Su questo fronte, la BBM si è subito distinta per la Niimbus bionda, la Manico Rosso ambrata e la For Meat rossa.

Cosa hanno di speciale? “Usiamo - spiega Bottero - una percentuale fino al 20% di mosto di moscato aggiunto durante la lavorazione. Un intervento che conferisce al prodotto finale note particolarmente fruttate e aromatiche di pesca e una freschezza straordinaria. Senza essere dolce”.   

La BBM ha un distributore grazie al quale è riuscita a entrare bene nel mercato italiano con vendite su quasi tutto il territorio nazionale, ma soprattutto in Sicilia, Sardegna, Toscana e nel Trentino. Inoltre, una parte della produzione va in Svizzera e a Malta.

La provincia di Cuneo sta rispondendo più lentamente. “Nella “Granda” - osserva Bottero - ci sono pochissimi locali specializzati solo nella birra artigianale. Per cui, rimane un prodotto di nicchia difficile da proporre. D’altronde abbiamo tanto vino. Però, mi ha fatto piacere che alcuni ristoratori di Carrù abbiano abbinato il classico bollito alle nostre birre. Rappresenta un grande successo”. Ma non solo. “La mentalità sta cambiando in particolare tra i giovani. Anche un buon boccale di birra riesce a trasmettere emozioni come il vino. E poi negli ultimi tempi gli stranieri, soprattutto tedeschi, che vanno per cantine, vengono anche da noi. Un bel traguardo raggiunto”.     

LA NUOVA BIRRA AL CIOCCOLATO YULE

Ora, in collaborazione con il maestro cioccolatiere Silvio Bessone di Vicoforte è nata Yule: una birra scura con fave di cacao. Verrà presentata e sarà possibile degustarla dal 7 al 9 settembre, in occasione della “Fera d’la Madona” della cittadina monregalese, nel locale “Cioccolocanda” (via Gallo, 19) dello stesso Bessone. Accompagnandola con carne alla griglia, deliziosa pancetta affumicata e pane al cioccolato.

A spiegare le caratteristiche del nuovo prodotto è Bottero. “Si tratta - afferma - di una birra corposa, strutturata e morbida: in stile Dark Belgian Ale. Al sorso le note torrefatte del malto abbracciano il palato, mentre l’equilibrio tra luppoli aromatici e da amaro apre a un retrogusto bilanciato e persistente. Profumi e sfumature di sapore sono frutto di mesi di ricerca e di sperimentazione durante i quali le tecniche e le conoscenze mie e di Bessone sono state messe a confronto per trovare il giusto binomio tra malto e cacao.  Con l’obiettivo di dare vita a una birra da amare”.

Gli ingredienti? “Sono semplici e naturali. Come l’acqua delle nostre valli, l’orzo coltivato e maltato in Piemonte e le fave di cacao, selezionate da Bessone a Sao Tomè, in Africa. Una birra nata dalla volontà di valorizzare le materie prime del territorio, senza rinunciare a qualcosa di unico che una terra lontana può offrire”.

Perché Yule? “Il nome è quello del solstizio d’inverno: il giorno più corto dell’anno, che cade tra il 21 e il 22 dicembre. Una birra ideata per riscaldare le serate invernali. Infatti, i suoi 7,5 gradi la rendono perfetta da abbinare a preparazioni di lunga cottura, formaggi stagionati, pancetta affumicata e dessert al cioccolato”.

Sergio Peirone

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